

Nel mirino dei giudici contabili ci sono le “consistenti giacenze di cassa” dovuta ad un eccesso di trasferimenti o alla mancata attuazione degli obiettivi programmati
Troppi soldi fermi nei conti di Astral, la società pubblica del Lazio che gestisce strade, ciclabili e opere infrastrutturali.
A segnalarlo è la Corte dei Conti, che nella sua relazione al rendiconto regionale 2024 ha sollevato più di un dubbio sulla gestione finanziaria della partecipata.
La Regione, guidata da Francesco Rocca, non ha perso tempo: con una delibera del 23 ottobre ha inviato gli ispettori nei palazzi di Astral S.p.A., per una verifica straordinaria delle sue casse.
Nel mirino dei giudici contabili ci sono le “consistenti giacenze di cassa” e, soprattutto, un mutuo da 70 milioni di euro acceso con Cassa Depositi e Prestiti per l’acquisto di 115 autobus destinati a Cotral.
La Corte chiede chiarimenti: perché, a fronte di un patrimonio liquido così alto, è stato necessario accendere un prestito pubblico di tale entità?
I numeri, del resto, parlano chiaro: 115 milioni di euro di liquidità a fine 2023, diventati oltre 209 milioni a dicembre 2024. Una somma definita dagli stessi magistrati contabili “abnorme rispetto ai fabbisogni effettivi”.
La domanda è pesante e politicamente delicata: si tratta di eccesso di trasferimenti regionali, di ritardi nei pagamenti, o di obiettivi non raggiunti? Tre ipotesi che, in ogni caso, chiamano in causa la corretta gestione delle risorse pubbliche.
A quanto risulta, le spiegazioni fornite da Astral non avrebbero convinto la Regione. L’assessore al Bilancio Giancarlo Righini, ha deciso così di esercitare i poteri di controllo previsti dal regolamento sulle società partecipate, inviando i revisori a “fare le pulci” ai conti.
Il nodo principale resta il prestito da oltre 70 milioni con la Cassa Depositi e Prestiti. Secondo la stessa Regione, Astral avrebbe avuto già liquidità sufficiente per coprire la spesa degli autobus, senza bisogno di attingere al prestito.
Più volte la Giunta aveva invitato la società a utilizzare le giacenze di cassa e a valutare la restituzione anticipata delle somme già erogate — circa 19 milioni di euro. Ma da via del Pescaccio, sede di Astral, non sarebbe arrivata risposta.
Ora, dopo la “bacchettata” della Corte dei Conti, la Regione vuole vederci chiaro. I revisori sono stati inviati con un mandato preciso: verificare la reale situazione finanziaria, capire come vengono gestiti i fondi pubblici e valutare se esistono margini per restituire le somme non utilizzate.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.