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La Curva Nord solidale con la Sud: a Roma-Atalanta resteremo fuori

Dopo la condanna ai tifosi e il mancato ricorso per la squalifica della curva da parte del presidente, i supporters giallorossi alimentano la protesta e minacciano di disertare lo stadio
Mariagaia Metrangolo - 15 Aprile 2015

“Disertiamo lo stadio.” È questo l’avviso degli ultras giallorossi al Presidente americano Pallotta, un avviso che suona come una minaccia.

L’accusa dei tifosi riguarda i fatti seguenti all’esposizione degli striscioni in Curva Sud in occasione di Roma-Napoli, aventi ad oggetto una forte critica nei confronti di Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, ed in particolare il comportamento del presidente, “colpevole” di non aver preso le parti della curva e di aver definito tali tifosi ‘idioti’.

Curva Sud Olimpico Roma City“Ti sei permesso di dare dei “fottuti idioti” a 14mila tifosi e di non tutelare chi, anticipatamente, ti ha pagato facendo il gioco dei moralisti del nuovo millennio – quanto emerge dal comunicato della Curva Sud – giornalisti, osservatori e leghe di varia natura che, da sempre, fanno le pulci solo e soltanto alla Roma e ai suoi tifosi. È anche per questo che siamo arrabbiati con te, James, ed è per questo che per solidarietà con la Curva Sud a Roma-Atalanta resteremo fuori, invitando tutti i veri tifosi giallo-rossi a fare altrettanto. Meglio essere fucking idiots, piuttosto che fucked idiots”.

Posizione decisa e parole dure nei confronti del numero uno giallorosso, che non presentando il ricorso alla decisione del giudice sportivo Tosel di squalificare la Curva Sud per un turno ( la prossima casalinga, Roma-Atalanta) e condannando i tifosi che hanno esposto i suddetti striscioni, ha infuocato (ancor di più) gli animi di quei supporter giallorossi.

Anche il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, si è espresso sulla questione, con parole di stima nei confronti della dirigenza romanista “La chiusura della Curva Sud è stato un provvedimento esemplare ed è stato assorbito anche con criterio dalla società. Questo fa onore alla dirigenza della Roma. D’altro canto bisognerebbe vietare gli striscioni in tutti gli stadi perché siamo l’unico Paese in cui accade questo”.

Una posizione, quella di Pallotta, non solo eticamente doverosa, ma anche strenuamente sostenuta dal presidente. È giusto sottolineare, inoltre, che i grandi striscioni riguardanti la signora Leardi e i cori contro i partenopei hanno messo in secondo piano un altro striscione, laterale, più piccolo, ma probabilmente ancora più grave: “Daniele con noi”.
Forse il messaggio più pesante da digerire: una curva schierata con l’uomo accusato di aver inferto il colpo letale al tifoso rivale, prima di una partita di calcio.


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