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La discarica di Malagrotta chiuderà entro l’anno

E' l'impegno che è scarturito dall’incontro del 16 gennaio tra Regione Lazio, Municipio XVI, comitati e associazioni

La discarica di Malagrotta chiuderà entro l’anno e gli impianti di trattamento dei rifiuti entreranno in funzione a maggio, dopo un periodo di collaudo. Questo è quanto è emerso dall’incontro del 16 gennaio scorso tra Regione Lazio, Municipio XVI, comitati e associazioni. Il presidente regionale Piero Marrazzo ha inoltre chiarito come i rifiuti provenienti dalla Campania saranno pretrattati, quindi trasferiti nei termovalorizzatori di Colleferro e San Vittore.

Nel merito della discarica di Malagrotta Marrazzo ha dichiarato:”è già iniziata la copertura dell’invaso, mentre l’Acea non conferisce più i fanghi di depurazione”. Compito della Regione Lazio è ora di collaudare gli impianti di trattamento, con particolare attenzione ai dati del monitoraggio dell’aria e del suolo di Malagrotta. Spetta invece al Comune di Roma attivarli. Durante l’incontro davanti la sede regionale di via Colombo un centinaio di manifestanti hanno chiesto a gran voce sotto la pioggia la chiusura della discarica di Malagrotta, la bonifica dell’area, l’incremento della raccolta differenziata e l’apertura degli impianti di preselezione e trattamento dei rifiuti.

"Ci impegneremo per promuovere subito presso il Comune di Roma degli incontri per chiedere l’attivazione degli impianti – dichiara il presidente dell’associazione Le città di Roma, Alberto La Cognata – Questo è già avvenuto per quello di Malagrotta 1, ora si dovrà estendere entro fine estate anche a quelli di Rocca Cencia, Salaria e Malagrotta 2".

I comitati Pisana 64, Malagrotta, Le Pleiadi e l’associazione Uniti per il Decentramento sono contrari invece al gassificatore aperto nell’area di Malagrotta, in cui è già in funzione la raffineria, e propendono quindi per una delocalizzazione dei nuovi impianti.

Alcune associazioni ambientaliste presenti come Fare Verde e Legambiente chiedono invece di aumentare la raccolta differenziata attraverso il “porta a porta”. “Solo quando Roma avrà raggiunto il 60% di raccolta differenziata, allora si potrà parlare di impianti di trattamento”, dice Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Di “ciclo integrato dei rifiuti” in cui tutte le tecnologie collaborino in sincronia, a partire dal ridurre i rifiuti fino al loro trattamento, hanno però parlato davvero in pochi.

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