

Diretto da Silvia Salvaterra e rappresentato presso la Casa Generale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione
L’opera teatrale di Silvia Salvaterra approda ora a Roma e viene rappresentata nel teatro da poco realizzato presso la Casa Generale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione nella sera del 13 luglio. Era già andata in scena per la prima volta, e con successo, presso il Teatro Comunale di Malè (Trento) venerdì 1° marzo, partendo da quella Val di Sole che ha dato i natali a frate Emanuele, nato nel 1895 nel paese di Terzolas in Trentino e morto a Roma nel 1950.
Il gruppo teatrale che l’ha messo in scena è il Dolomiti’s Small Theatre in collaborazione con ArteGiovane Band di Tione di Trento che ha voluto portare in scena le opere e le gesta di questo pioniere della dermatologia italiana moderna, intercalate da fotografie, filmati e canzoni della sua epoca. Emanuele Stablum, religioso e medico, svolse per molti anni il suo lavoro tra i Figli dell’Immacolata Concezione che fondarono l’IDI.

Di lui si ricorda di come rese sublime la sua opera lasciando un’impronta, un primo e fulgido esempio di spirito sacerdotale al servizio dei sofferenti. Giovanni Gazzaniga, nel suo volume Fratel Emanuele Stablum, scrive: “è un’icona da porre visibile in alto nel panorama della sanità moderna; per la sua visione unitaria del paziente ed abbinare la terapia dello spirito come essenziale alla terapia del corpo; per rivestirsi di sacralità nell’incontro con il malato e inoltrarsi nel mistero del dolore con la visione trascendente della fede”. Per aver accolto nell’istituto, a rischio della sua vita, un centinaio di perseguitati politici di ogni provenienza, fede e partito politic è un “Giusto tra le nazioni”.
Abbiamo chiesto a Silvia Salvaterra di parlarci della compagnia teatrale da lei guidata. Ci ha così ragguagliati:”La compagine nasce quest’anno all’interno dell’associazione ArteGiovane di Tione di Trento che da vent’anni realizza attività culturali, sociali e di animazione sia a livello nazionale che internazionale portando per il mondo spettacoli tematici sotto l’insegna di pensiero, divertimento ed emozione. ArteGiovane nasce sulle orme di Tiziano Salvaterra, e si articola in diverse aree, molto forte tra esse quella legata all’arte. In essa vi è una parte musicale e da poco una sezione teatro.
Questo spettacolo, di cui sono anche l’autrice del testo, è il primo interamente ideato da me attraverso mesi di ricerche, letture di opere, diari e lettere dello Stablum, messe insieme in collaborazione con il direttore musicale Maurizio Meo. Luca Buonocunto, che interpreta Stablum, di origini romane, si è trasferito da poco a Trento ed è diventato collaboratore della Compagnia.

Poter rappresentare questo spettacolo nei luoghi in cui lo stesso Stablum ha vissuto ci riempie di una forza e un’energia che risuonano evidenti sulla scena. Da poco abbiamo rappresentato lo stesso nella casa in cui nacque e ora, poter essere nel centro in cui visse e spese la sua fede, è per noi molto coinvolgente: ne abbiamo sentito quasi il respiro e come se il suo sguardo ci guidasse sulla scena.
Questo spettacolo si annuncia inizio di nuovi progetti teatrali che vedranno coinvolta la Compagnia che lo scorso marzo ha debuttato con uno spettacolo in collaborazione con Teatri Uniti di Napoli “Interrogatorio a Maria” di Giovanni Testori e che nell’autunno solcherà alcuni teatri italiani”.
Ci complimentiamo con Silvia e con i suoi collaboratori per lo spettacolo ottimamente realizzato in tutte le sue componenti, e ci auguriamo di vederla presto sulle scene e con lavori da lei realizzati.
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