

Nonostante gli annosi disagi causati da troppi anni dai lavori della Metro C
“Un nuovo look per la libreria Lauri. Ottimizzati gli spazi espositivi” è il titolo di un redazionale apparso su Abitare A (edizione Centocelle, p. 3) nel marzo del 1988. Nel testo si affermava: “Presenta un piacevolissimo aspetto la libreria Lauri di via dei Faggi dopo i recenti lavori di ristrutturazione. Sono migliorati notevolmente gli spazi espositivi a tutto vantaggio di una più comoda visione e consultazione dei volumi esposti. Complimenti ai titolari”. Erano Biagio Lauro (che ci ha lasciato alcuni anni fa) e la gentile consorte Margherita che insieme con la nuora Anna ha accettato di rispondere alle nostre domande (il titolare attuale, Francesco Lauro, è indaffarato nelle incombenze quotidiane).
Qual è in breve la storia della Libreria Lauri? E perché si chiama così?
La nostra avventura ha avuto inizio in una piccola cartolibreria situata in via dei Lauri (da cui il nome) dove abbiamo portato per la prima volta in periferia la vendita di testi scolastici usati, un servizio che ci permise di acquisire una vasta clientela.
E poi?
Sull’onda di questo successo ci trasferimmo nel 1977/78 in via dei Faggi 64 all’interno di un locale più ampio, quello in cui siamo oggi, dove abbiamo associato quello che era divenuto ormai il nostro punto di forza, ovvero la vendita di testi scolastici, con l’introduzione dei libri per la lettura.
Proprio la nuova posizione del negozio, che vedeva il passaggio di diversi clienti in più rispetto alla precedente, ci permise di diventare un punto di riferimento per le famiglie di Centocelle e dei quartieri vicini che continuano ancora dopo tanti anni ad affidarsi a noi per l’acquisto dei testi scolastici per i loro figli e non solo.
E nell’era informatica?
Senza dubbio una grande evoluzione si è manifestata con l’avvento dell’informatizzazione. Anni fa impiegavamo tantissimo tempo a preparare gli ordini e dovevamo ricordarci di ogni cosa, di ogni movimentazione. Mentre adesso con il computer è davvero semplice e veloce l’ordinazione di un qualsiasi libro, e questo incentiva la vendita. Inoltre adesso ci siamo associati con la catena Mondadori e questo ci permette di praticare promozioni e sconti su libri di successo con l’intento di avvicinare i giovani della zona alla lettura.
Qual è il segreto della vostra riuscita?
Lo ribadiamo: la ragione del nostro successo è stata senza alcun dubbio la vendita di testi scolastici usati associata alla disponibilità che abbiamo sempre offerto e continuiamo ad offrire al cliente. Seguiamo ogni sua esigenza senza mai ostacolare l’acquisto anzi favorendolo in ogni occasione. Talvolta siamo fin troppo accondiscendenti con i clienti.
Come si sono evoluti i loro comportamenti?
Purtroppo abbiamo riscontrato un peggioramento nel comportamento dei giovani. Con il passar del tempo hanno assunto un atteggiamento strafottente e maleducato, e questo ci dispiace moltissimo. Anche per quanto riguarda i più piccoli qualcosa è mutato. Vista l’esponenziale nascita di figli di extracomunitari ci troviamo a servire intere classi formate da bambini stranieri.
Ma i giovani leggono libri?
Costatiamo che la lettura tra i giovani ha avuto una leggera crescita, grazie anche alla nascita del genere fantasy. Per il resto solo pochi fedeli lettori ancora vengono a sbirciare tra le novità. E pensare che un libro adesso costa davvero poco. Purtroppo è proprio la voglia di leggere che manca. Più che a leggere si passa molto tempo in internet e a chattare.
Come vedete la situazione attuale nel commercio nel quartiere?
A causa del cantiere infinito della Metro C che ha completamente chiuso via dei Faggi, ci siamo ritrovati a far fronte a diverse problematiche. L’abbandono totale di questa zona l’ha lasciata priva di sicurezza e di manutenzione e si sta ingenerando una situazione di marcato degrado. Un tempo (purtroppo è durato poco) potevamo contare sulla presenza del poliziotto di quartiere, ma adesso è scomparso del tutto.
Cosa chiedete al VII municipio?
Sono tante le promesse ricevute dall’amministrazione municipale che non sono state mantenute. Ma noi chiediamo in fondo solo un po’ più di controllo e di sicurezza per noi commercianti e la nostra zona.
E il futuro?
Noi manteniamo la speranza di un futuro migliore per il quartiere e questo ci spinge a mantenere in vita la nostra attività. Centocelle ha bisogno di rifiorire.
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