La linea TVA resta ferma: rinviata la conferenza decisiva sul tram

A fermare l’iter sono state le richieste di approfondimento tecnico avanzate dagli enti coinvolti dopo il confronto dello scorso aprile

La linea che dovrebbe collegare la stazione Termini al Vaticano e al quadrante Aurelio inciampa ancora nei tempi della macchina amministrativa.

La TVA, considerata uno dei progetti chiave per il rilancio del trasporto pubblico romano, subisce infatti un nuovo rallentamento: la conferenza dei servizi convocata per il 14 maggio è stata rinviata senza una nuova data ufficiale. Una decisione che allunga ulteriormente i tempi dell’opera e rimette in discussione il cronoprogramma immaginato dal Campidoglio.

A fermare l’iter sono state le richieste di approfondimento tecnico avanzate dagli enti coinvolti dopo il confronto dello scorso aprile. I documenti presentati dai progettisti dovranno essere integrati e aggiornati prima di poter ottenere il via libera definitivo.

Solo dopo queste verifiche sarà possibile riconvocare il tavolo istituzionale chiamato a esprimersi sul tratto compreso tra Porta Cavalleggeri e largo di Torre Argentina, segmento strategico anche per il collegamento con il tram 8.

Il rischio, ora, è che il progetto finisca intrappolato nello stesso meccanismo che negli ultimi anni ha rallentato altre grandi opere della Capitale: continui passaggi autorizzativi, osservazioni tecniche e modifiche in corso d’opera che inevitabilmente incidono sui tempi e sui costi finali.

Le difficoltà non riguardano soltanto la burocrazia. L’intero tracciato della TVA attraversa infatti aree particolarmente delicate dal punto di vista urbanistico e archeologico.

Uno dei nodi più complessi è quello di piazza Carpegna, dove il passaggio dei nuovi tram richiederà il consolidamento di un antico acquedotto sotterraneo. Un intervento considerato estremamente delicato dai tecnici e destinato ad avere tempi lunghi.

immagine di repertorio

Criticità emergono anche a largo Capponi, dove la presenza di un parcheggio interrato rende più complicata la progettazione della linea tranviaria, imponendo verifiche strutturali e soluzioni ingegneristiche complesse.

Restano poi da sciogliere le incognite su via Nazionale, asse fondamentale per garantire il collegamento diretto con Termini e punto ancora oggetto di valutazioni tecniche.

L’opera, dal valore complessivo di circa 273 milioni di euro, è stata suddivisa in due lotti funzionali. La tratta tra Giureconsulti e Porta Cavalleggeri sarà finanziata attraverso fondi europei legati al PNRR, mentre il segmento finale fino a Termini dipenderà da risorse statali ordinarie.

Nel frattempo continuano anche le tensioni sul fronte cittadino. I commercianti del centro storico guardano con preoccupazione all’impatto dei futuri cantieri, temendo ripercussioni sulla viabilità e sulle attività economiche.

Sul progetto pesa inoltre l’attenzione costante della Soprintendenza, chiamata a vigilare su un tracciato che attraversa alcune delle aree più sensibili della città dal punto di vista storico e archeologico.

Per ora, dunque, la TVA resta ancora lontana dalla fase operativa. Quella che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale dovrebbe diventare una delle infrastrutture strategiche della nuova mobilità romana continua a fare i conti con ostacoli tecnici, vincoli urbanistici e tempi amministrativi che rischiano di trasformare il progetto in una lunga corsa contro il tempo.

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