

Giro di vite sui dehors abusivi o morosi, giù anche i chioschi fantasma
Le strade del cuore di Roma cambiano volto, liberandosi da una stratificazione di occupazioni che, nel corso degli anni, ha profondamente alterato la fisionomia e la stessa vivibilità dei rioni storici.
È una vera e propria offensiva quella messa in atto dall’amministrazione municipale, decisa a ripristinare il confine sottile ma fondamentale tra il legittimo commercio all’aperto e il caos urbanistico.
L’ultimo capitolo di questa operazione si è consumato tra le carreggiate di Via Giolitti e Via Boiardo, dove le ruspe e gli operai hanno rimosso i dehors di attività che avevano accumulato importanti morosità nei confronti delle casse pubbliche.
Non si tratta, però, di una semplice caccia agli evasori della tassa di occupazione del suolo pubblico. Il piano, infatti, si muove su un doppio binario che unisce la fermezza amministrativa alle necessità concrete della sicurezza stradale.
Lo dimostrano i contestuali interventi eseguiti in Viale Carso e in Via Fabio Massimo: in questi quadranti le pedane sono state smantellate d’ufficio per ragioni di stretta incompatibilità con i flussi della viabilità principale.
Strutture che, nate spesso nella fase emergenziale degli anni passati, rischiavano ormai di strozzare il traffico cittadino e compromettere la sicurezza di automobilisti e pedoni.
E dall’assessorato fanno sapere che su Via Fabio Massimo la transenna dei lavori tornerà presto per ulteriori interventi dello stesso tenore.
Ma lo sguardo di Piazza Vittorio si allarga anche a quei simboli di una stagione ormai tramontata che occupano i marciapiedi senza più alcuna funzione sociale o economica.
Parliamo di chioschi ed edicole fantasma, strutture che hanno abbassato la saracinesca da anni sotto i colpi della crisi irreversibile dell’editoria cartacea o che, in alcuni casi, si erano reinventate in banchi di souvenir e minimarket senza alcuna autorizzazione.
Operazioni numericamente più contenute rispetto ai tavolini selvaggi, ma non meno significative per la percezione di sicurezza dei residenti.
Dall’inizio della consiliatura il tassametro delle rimozioni ha già toccato quota 400 strutture. Un numero imponente che l’assessore municipale al Commercio, Jacopo Scatà, non intende considerare un punto d’arrivo:
“Ringrazio i nostri uffici per il complesso lavoro svolto, ma il calendario delle prossime settimane è già fitto. Attraverseremo i rioni da Prati a Trastevere, passando per l’Esquilino. Andremo avanti fino al termine del mandato, perché il ripristino del decoro e il rispetto della legalità non sono opzioni, ma priorità per tutto il territorio”.
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