

Dal 30 novembre al 19 dicembre 2010 al Teatro Vittoria lo spettacolo di Marcello Teodonio
Dal 30 novembre al 19 dicembre 2010 sarà in scena al teatro Vittoria LA MASCHERA SUR GRUGNO. Vita, morte e miracoli secondo Giuseppe Gioachino Belli di Marcello Teodonio con Stefano Altieri, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Emanuela Fresi, musiche di Pino Cangialosi, regia Stefano Messina, allestimento scenico di Alessandra Ricci.
“A Roma co la maschera sur grugno / ar meno se po’ dì la verità”. Solo una puntuale carnevalizzazione della storia consente la rappresentazione integrale della verità, quella verità “sfacciata”, quella Verità/cacarella “che quanno te viè l’impito e te scappa, / hai tempo fijja de serrà la chiappa / e storcete e tremà pe ritenella”.
Nei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli quella verità di allora, quei momenti e protagonisti della Roma ottocentesca, appaiono e sono molto simili agli attuali: gli uomini, le donne, i rapporti tra uomini e donne, la città, il sesso e il potere, la religione e la vita quotidiana. In spazi tanto ideali e simbolici quanto concreti (le vie e le piazze di Roma), rievocati dalle parole dei sonetti, avvengono gli incontri e gli scontri fra gli esseri umani, le riflessioni e le imprecazioni, l’urlo e il sospiro, la bestemmia e la preghiera: i sonetti si incalzano l’uno con l’altro collegati o da evidenti connessioni tematiche o da più nascoste sintonie o dissonanze stilistiche, che si inseguono, rimbalzano, esplodono.
Lo spettacolo nasce dall’esigenza di far conoscere una delle più grandi pagine di poesia europea, forse ancora troppo ignorata e considerata spesso, ed erroneamente, poesia “dialettale”. Il dialetto di Belli è in realtà una lingua “inventata”, energica, graffiante, vitale, con la capacità di costruire nell’arco breve di un sonetto una vicenda, un attimo di vita quotidiana o addirittura un’intera esistenza, con una tale potenza espressiva e visiva da conferirgli una poderosa forza teatrale.
La scommessa è quella di riuscire a unire qualcuna delle tante voci dei personaggi dei sonetti, creare un dialogo, un discorso organico, un affresco caotico e violento, che offra suggestione di suoni e fulminanti visioni di quel inferno in terra, di quella Umana Commedia tragica e misera, comica e grottesca, appartenente a Roma – città “di sempre solenne ricordanza” e “stalla e chiavica der monno” – e al tempo stesso appartenente agli uomini e alle donne di ogni luogo e di ogni tempo.
Ufficio stampa Teatro Vittoria: Deborah Turcato – uffstampa@teatrovittoria.it – tel. 06 5781960
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