

Un’occasione importante: la massima autorità dello Stato italiano, il Presidente Mattarella, accoglierà al Quirinale la mostra pensata per rappresentare l’opera di Primo Levi, testimone di Auschwitz, nella sua ricchezza plurale.
Indubbiamente quel gesto sarà il momento più alto delle tante iniziative prese quest’anno in tutta Italia per ricordare lo scrittore torinese nel trentennale della scomparsa. Ma lo sarà soprattutto perché, anche nel luogo più rappresentativo del paese, potrà riproporsi un incontro fra Primo Levi e il suo pubblico, che tante e tante volte si è ripetuto nei luoghi più vari e in particolare nelle scuole.
L’itinerario della mostra è iniziato, come era giusto, da Torino nel 2015. Lì i visitatori sono stati più di trentamila e non c’era alcun anniversario da celebrare. Poi è proseguito attraverso Fossoli, Ferrara, Cuneo, Liegi e Milano: con naturalezza e senza retorica, come a dimostrare che oramai la figura di Levi è entrata in profondità nella coscienza e nella cultura di più generazioni.
Ora è il momento di Roma, delle istituzioni più importanti come dei ragazzi che vorranno visitare I mondi di Primo Levi insieme ai loro insegnanti. Poi il giro continuerà: sarà la mostra a muoversi e ad andare incontro ai suoi interlocutori, un po’ come era stato lo scrittore testimone ad andare incontro ai ragazzi di tutte le età da quando, alla fine degli anni ’50, i primi della generazione del dopoguerra avevano mostrato interesse ad ascoltarlo.
La mostra è allestita al Palazzo del Quirinale.
Per la visitarla è necessaria la prenotazione: www.palazzo.quirinale.it
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