

Fino al 2 agosto mostra personale di Oliviero Rainaldi
Gli storici giardini pensili di Villa Aldobrandini (ingresso via Mazzarino) diventano suggestivo scenario d’arte contemporanea in occasione della mostra personale di Oliviero Rainaldi “La natura delle cose”, aperta al pubblico dal 22 giugno al 2 agosto 2010.
R (questa la sua firma) è un artista di origini abruzzesi, scultore e pittore, che attraverso la propria opera indaga i misteri dell’animo umano, in bilico tra spiritualità trascendente e terrena identità corporea.
Le tematiche affrontate attingono tanto alla cultura mitica classica quanto alla tradizione cristiana, il suo stile richiama le forme pure e spirituali dell’arte Egiziana, la levigatezza simbolica di Brancusi e l’esistenzialismo di Giacometti.
Artista eclettico e artigiano della materia, presenta per questa esposizione installazioni scultoree in bronzo, vetro, marmo, travertino, piombo e acqua, protagonista della mostra e musa ispiratrice delle dodici installazioni create appositamente per la location ospite.
L’ingresso all’area espositiva è caratterizzato da due scalinate laterali immerse nel verde che conducono il visitatore a questo intimo giardino pensile, avvolto da un’aura di segreto e di sospensione: Roma appare eterna e silenziosa da questa prospettiva, i rumori caotici del traffico su via Nazionale non ne oltrepassano la soglia. L’unico rumore che si avverte è il dolce fluire dell’acqua; guidato da questa voce il visitatore resterà sorpreso alla vista delle creature – creazioni di Rainaldi, figurazioni emblematiche di miti radicati nella nostra cultura.
Il titolo della mostra “La natura delle cose” sembra alludere ai materiali impiegati per la creazione delle sculture, materiali estratti dalla terra e plasmati dalla mano umana, ma anche alla simbiosi dei soggetti raffigurati con la natura arcana del mito, in particolare con l’elemento vivificante dell’acqua e con l’essenza peculiare del giardino.
Si potranno ammirare, attraverso forme pure ed essenziali, Il passaggio del mar Rosso del profeta “Mosè” e la nascita di “Venere”. Sacro e profano sono accomunati dalla compenetrazione con l’elemento dell’acqua: Mosè è identificato con la stessa sostanza del Mar Rosso e scorre tra le acque facendosi goccia nel mare; Venere pare uno scoglio plasmato e reso vivo dall’acqua.
L’acqua è protagonista anche quando assente dalle installazioni: “La Sete” rappresenta una parete bronzea che allude alla roccia, con una crepa dalla quale un tempo è visibilmente sgorgata una sorgente. Incastrata nella fessura vi è una testa umana, stilizzata, che anela a raggiungere una foce non più viva per dissetarsi.
“Le 4 età”, creazione in vetro e acqua, è una struttura cubica che rappresenta su quattro lati le emblematiche tre età dell’uomo più una quarta, ineffabile ed inespressa in quanto parete liscia non lavorata, l’età dello spirito.
“Tantalo” e “L’attesa”, che si stagliano in prossimità delle balconate davanti al panorama mozzafiato della capitale, divengono diaframma e cornice attraverso le quali si scorgerà Roma con occhio diverso.
Una mostra decisamente da non perdere, in cui il confluire dei quattro elementi nell’acqua, il segreto dei giardini di villa Aldobrandini e il mistero di cui sono portatrici le creazioni di Rainaldi divengono emozione, nello scenario di una Roma spettacolare.
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