

"Roma come stimolo e pungolo al Parlamento"
Il sindaco Ignazio Marino va avanti con le sfide verso la civiltà. Questa è la volta del grande tema dello “ius soli” per riconoscere la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia. Il primo cittadino, infatti, risponde “lo vedremo” alla domanda se stesse già pensando ad un registro apposito per riconoscere il fondamentale diritto ad essere italiani a tutti coloro che sono nati all’interno dei confini del nostro Paese. L’occasione si è presentata in Campidoglio lo scorso sabato 21 marzo, nell’incontro con i ragazzi dei centri interculturali della Capitale per l’XI settimana di Azione contro il razzismo promossa dall’Una (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali).
Nella Sala delle Bandiere, Marino ha consegnato ad alcuni giovani italiani, con genitori stranieri, il mandato di ambasciatori di cittadinanza “per dire in giro – afferma – che non conta il colore della pelle o la religione ma che siamo tutti uguali e dobbiamo avere le stesse opportunità”. “Sono sicuro – aggiunge il sindaco – che questo Paese la legge la cambierà. Roma cercherà di essere uno stimolo e un pungolo al Parlamento affinché il diritto di cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese sia riconosciuto per legge”. L’impegno, assicura Marino, sarà anche istituzionale e non solo formale: “stiamo riflettendo – conclude – su quale tipo di iniziativa possiamo realizzare. Sono fortemente convinto che chi nasce nel nostro Paese deve essere cittadino italiano”.
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