

Trombadori: "Russo miscela con effetti sorprendenti realtà e fantasia"
Il Complesso del Vittoriano rende omaggio, dal 2 al 25 febbraio 2011, all’arte figurativa di Mario Russo con una mostra personale “La pittura e l’emblema”.
Ad undici anni dalla scomparsa del pittore questa esposizione, che comprende un centinaio di quadri, ripercorre il suo cammino umano e artistico dagli anni ’50 fino alla fine degli anni ’90.
“Mario Russo – spiega Duccio Trombadori, critico d’arte e curatore della mostra – non ha mai avuto l’animo freddo e oggettivante del cronista, di chi predilige il documento, e tantomeno del fotografo puro e semplice. La sua anima di pittore, per entusiasmo, lo ha sempre portato ad indagare la forma delle situazioni e ciò che essa nasconde, piuttosto che limitarsi a descrivere quanto all’occhio risulta in superficie. Egli ha sempre cercato di scoprire o perlomeno di rendere intuibile (se non proprio visibile) la inquietante presenza di ciò che Giorgio De Chirico chiamava l’occhio in ogni cosa”.
Solo attraverso l’arte, in particolare con la pittura, si può raccontare la cronaca come qualcosa di fantastico, la pittura del maestro Russo ne è una valida prova, le sue tele sono un caleidoscopio simbolico del mondo e della vita contemporanea. Infatti Mario Russo è sempre partito dalla cronaca e dalla illustrazione della vita quotidiana per poi esaltarne l’aspetto di favola e di leggenda, attraverso maschere, clown, eleganti nudi femminili, oltre a paesaggi, a fiori e soprattutto a ritratti arriva alla rappresentazione della vita quotidiana esaltandone l’aspetto e narrando sempre qualcosa di fantastico.
Come sottolinea Duccio Trombadori “senza mettere capo alle automatiche panoplìe dell’inconscio, come capitò ai surrealisti, l’arte di Russo miscela con effetti sorprendenti realtà e fantasia: e riduce la distanza tra i due campi spirituali con beneamato piglio ariostesco che è suggello e sintomo stilistico, secondo tradizione, della più genuina arte italiana.”
Mondano, e al tempo stesso tipizzante, è il tratto di un disegno che per quanto analitico e descrittivo riesce sempre ad introdurre un sentimento di strana follìa sulla superficie visiva, senza indugiare troppo in associazioni dettate dall’arbitrio e dalla fantasia. Visionario, ma ben piantato sulla esperienza della realtà storica e umana, Mario Russo si rivolge al repertorio di immagini che la vita stessa fornisce ad uno spirito sensibile come il suo: e tutto il mondo viene alla fine riassorbito e trasfigurato dal potere della pittura, che esalta particolari, accende colori, soffonde la stesura formale di quel tono luminoso che è proprio dei sogni, e sottolinea così il valore emblematico della visione.”
La mostra ad ingresso gratuito è ospitata nel Complesso del Vittoriano, Sala Zanardelli, ingresso piazza Ara Coeli.
Orario: dal lunedì al venerdì 9.30/18.30 – sabato e domenica 9.30/19.30.
L’accesso è consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura.
Per informazioni: tel. 06/69202049 www.pittoremariorusso.com
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