La Procura accelera sul caso Villa Pamphili: il 15 luglio l’interrogatorio di garanzia

Francis Kaufmann, è accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia di 11 mesi Andromeda, trovate morte a Villa Pamphili il 7 giugno

Roma, 11 luglio. È il tardo pomeriggio quando l’aereo proveniente dalla Grecia atterra sulla pista dell’aeroporto di Ciampino. A bordo c’è Francis Kaufmann, 46 anni, cittadino statunitense, con una storia che adesso si intreccia indissolubilmente a uno dei casi più drammatici degli ultimi anni.

Non appena mette piede sul suolo italiano, l’uomo esplode: «Denuncerò tutti!». Un urlo carico di rabbia, disperazione – o forse solo confusione – che riecheggia tra gli agenti che lo scortano. Da lì, viene trasferito d’urgenza al policlinico di Tor Vergata per una visita medica, e poi portato nel carcere di Rebibbia, dove da martedì 15 luglio dovrà affrontare l’interrogatorio di garanzia. Sarà la prima vera occasione per ascoltare la sua versione dei fatti.

Kaufmann è accusato di qualcosa di terribile: l’omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia di 11 mesi, Andromeda. Una tragedia che ha strappato due vite nel silenzio di una mattina di giugno, nel verde apparentemente pacifico di Villa Pamphili, uno dei polmoni verdi della Capitale. Era il 7 giugno quando i corpi di Anastasia e della piccola vennero trovati. Da allora, le indagini si sono mosse senza tregua.

Gli inquirenti – il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e il pm Antonio Verdi – parlano di “forti elementi di responsabilità” a carico di Kaufmann. Ma la verità, come spesso accade, è un puzzle fatto di tasselli ancora mancanti. L’interrogatorio di martedì potrebbe essere decisivo per cominciare a ricomporli.

Nel frattempo, a Roma sono arrivati anche i genitori di Anastasia. Volti segnati dal dolore, parole misurate, pronunciate dai loro legali Arturo Salerni e Mario Angelelli:

«Nessun processo ci restituirà Anastasia e la piccola Andromeda. Ma abbiamo piena fiducia nella giustizia italiana».

Parole che pesano come pietre. Perché dietro questa storia non ci sono solo carte processuali, ma una giovane donna e una bambina che non ci sono più. E una famiglia devastata che, tra dolore e attesa, cerca giustizia.

Ora, il destino di Francis Kaufmann è nelle mani della magistratura. E martedì, forse, sarà il giorno in cui il silenzio inizierà a parlare.


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