La Profumeria Di Sciullo dal 1988 a Colli Aniene

In via Melandri 158-170 / via D’Onofrio 75-77, dove prima c’era il primo oratorio del quartiere
Vincenzo Luciani - 19 Aprile 2021

L’anno di nascita della profumeria è stato il 19 marzo 1988. La denominazione della ditta era “Il Mio Beauty case” (vedi BV). Fondatore Luigi Di Sciullo che abbiamo intervistato insieme a Domenico Imperiali che coadiuva il titolare attuale: Gabriele Di Sciullo, classe 1979.

L’indirizzo della sede attuale è via Melandri 158-170 / via D’Onofrio 75-77

Abbiamo intervistato il Luigi Di Sciullo, il fondatore, insieme a Domenico Imperiali.

A proposito della storia della ditta come si è snodata in questi circa 35 anni?

Al posto e prima del negozio qui c’era la sede del primo oratorio di Colli Aniene collegato alla parrocchia di Santa Bernadette. In avvio era solo profumeria. Successivamente ci fu l’ampliamento con articoli da regalo e bigiotteria.

Quali sono stati i motivi che hanno decretato il successo della ditta?

Soprattutto la bontà del nostro servizio, la nostra cortesia e disponibilità. Il rapporto confidenziale con la clientela.

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Qual è il ricordo del quartiere al momento della fondazione della ditta?

Colli Aniene stava completandosi. Diversi servizi erano carenti o in via di costituzione. Nei primi anni della nostra attività le cose volgevano al meglio e si lavorava bene sia nella profumeria che negli articoli da regalo e bigiotteria. Poi le cose all’incirca dal 2008 sono andate via via decrescendo. Oggi resistiamo perché le mura sono di nostra proprietà, la gestione è rigorosamente familiare, si può dire che lavoriamo per assicurare uno stipendio. Non facciamo più magazzino. Insomma resistiamo e speriamo che si riesca a venire fuori da questa crisi che dura da molti anni e che è ancora di più precipitata con il Covid.

I comportamenti dei clienti come si sono evoluti?

Oggi per quello che riguarda i profumi i clienti si rivolgono soprattutto alla grande distribuzione e all’online e le cose si sono aggravate in questo ultimo anno. Non uscendo di casa, se non raramente: niente rossetto, niente o quasi maschere, articoli da regalo rarissimi e calo anche della bigiotteria. Un altro aspetto è che un tempo i prodotti erano pochi ora nella stessa tipologia c’è una estrema varietà nelle stesse marche e poi c’è un cambiamento repentino dei gusti e dei prodotti e questo rende assai arduo il nostro lavoro.

Cosa si dovrebbe fare nell’ambito commerciale e nel quartiere?

Servirebbe meno burocrazia, leggi più chiare e semplificazione. Noi impieghiamo troppo tempo in pratiche dalla difficile interpretazione. Per il quartiere servirebbe una maggiore sicurezza.


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