

Sacro ai Romani antichi e ridotto a una fogna da quelli moderni, beneficierà di un intervento coordinato fra tutti gli enti preposti
Nella Riunione del 18 febbraio 2014 presso la Direzione Regionale Ambiente si è finalmente stabilito il coordinamento fra tutti gli Enti per la bonifica del fiume Almone. L’Almone, sacro ai Romani antichi e ridotto una fogna da quelli moderni, sarà il primo fiume del Lazio a beneficiare di un intervento coordinato fra tutti gli enti preposti.
Era ora che il fiume del Parco dell’Appia Antica tornasse a vivere!
Il 18 febbraio si è tenuta presso la Direzione Regionale Ambiente una riunione indetta proprio per risolvere le problematiche del fiume Almone reiteratamente sollevate dal Comitato per il Parco della Caffarella, così recitava la lettera di convocazione.
Dopo la relazione del Comitato che ha evidenziato tutte le criticità dell’intera asta fluviale da Rocca di Papa all’invio del fiume al depuratore Roma sud – a via Cristoforo Colombo (Roma), si è confermato ciò che il Comitato va ripetendo da anni e cioè che le competenze sui corsi d’acqua sono frammentate fra Regione, Provincia e Comuni, e non esiste un coordinamento fra gli Enti preposti.
A conclusione della lunga riunione si sono comunque accettate gran parte delle richiede del Comitato per il Parco della Caffarella e cioè:
1. L’attività di bonifica dell’Almone sarà effettuata per la prima volta attraverso un tavolo di concertazione che s’incontrerà periodicamente, e che vedrà la presenza di tutti i soggetti interessati. Inoltre verrà redatto un protocollo d’intesa per la gestione dei corsi d’acqua. L’Almone quindi sarà il primo fiume del Lazio a fruire di una gestione coordinata e stabile. Insomma sarà l’apripista per una politica fluviale finalmente diversa.
2. Verrà richiesto a tutti gli Enti interessati, a cominciare dal settore acque della Provincia, un rapporto sulle concessioni agli scarichi nei vari corsi d’acqua del bacino dell’Almone;
3. Verrà dato mandato alle Guardie Provinciali e ai Guardiaparco di effettuare un controllo degli scarichi abusivi;
4. Verrà richiesto all’ARPA Lazio un’analisi puntuale della situazione biochimica delle acque dell’Almone e dei fossi ad esso tributari che, alla porte di Ciampino, presentano tassi di inquinamento fecale superiori a 2 milioni di coliformi fecali.
5. Presto inizieranno i lavori per il collettore fognario rio Quarto Miglio – Almone. A carico dell’ACEA Ato2 e sono completati al 40% quelli del depuratore di Ciampino.
Dopo questa riunione sull’Almone si cominceranno a considerare i fiumi del Lazio non solo come condotte fognarie in cui si può scaricare impunemente stante: una legislazione locale contraddittoria, l’assenza di un coordinamento fra gli enti e la scarsità di controlli in quanto erano gli stessi Enti locali a doverli richiedere.
Foto: l’Almone con i rifiuti in Caffarella, febbraio 2014
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