

Il Senato Accademico approva misure urgenti per i ragazzi bloccati in patria: recupero delle attività obbligatorie e tutele sui permessi di soggiorno
Non solo una condanna formale della violenza, ma azioni concrete. La Sapienza ha risposto all’appello dei tanti studenti iraniani che, a causa della crisi nel proprio Paese, si trovano oggi nell’impossibilità di rientrare in Italia, rischiando di perdere il percorso accademico, i finanziamenti e la regolarità del soggiorno.
Il documento approvato dal Senato Accademico introduce deroghe importanti per garantire la continuità formativa:
Recupero attività: Gli studenti che rientreranno a semestre inoltrato potranno recuperare integralmente lezioni, laboratori, tirocini e seminari obbligatori, necessari per l’acquisizione dei CFU.
Tutela burocratica: L’Ateneo si impegna a supportare gli studenti affinché il ritardo non pregiudichi il rinnovo del permesso di soggiorno o l’erogazione delle borse di studio.
Benessere mentale: È stato attivato uno sportello di supporto psicologico dedicato specificamente a studenti, ricercatori e docenti di origine iraniana, per aiutarli a gestire il trauma e l’ansia legati alla situazione in patria.
Se l’istituzione si muove sul piano amministrativo, la componente studentesca punta sulla visibilità politica. Sinistra Universitaria Sapienza ha accolto con favore le misure dell’ateneo, ma ha rilanciato la mobilitazione:
«Serve fare da megafono alle voci di milioni di iraniani che lottano per l’autodeterminazione. Raccogliamo l’appello delle università iraniane contro un regime che uccide e tortura».
L’appuntamento per il presidio è fissato per lunedì 26 gennaio 2026, alle ore 14:30, davanti alle scale della Facoltà di Lettere.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.