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La Sapienza per l’Iran: borse di studio salve e supporto psicologico per gli studenti

Il Senato Accademico approva misure urgenti per i ragazzi bloccati in patria: recupero delle attività obbligatorie e tutele sui permessi di soggiorno

Non solo una condanna formale della violenza, ma azioni concrete. La Sapienza ha risposto all’appello dei tanti studenti iraniani che, a causa della crisi nel proprio Paese, si trovano oggi nell’impossibilità di rientrare in Italia, rischiando di perdere il percorso accademico, i finanziamenti e la regolarità del soggiorno.

Le misure: didattica flessibile e sportello psicologico

Il documento approvato dal Senato Accademico introduce deroghe importanti per garantire la continuità formativa:

  • Recupero attività: Gli studenti che rientreranno a semestre inoltrato potranno recuperare integralmente lezioni, laboratori, tirocini e seminari obbligatori, necessari per l’acquisizione dei CFU.

  • Tutela burocratica: L’Ateneo si impegna a supportare gli studenti affinché il ritardo non pregiudichi il rinnovo del permesso di soggiorno o l’erogazione delle borse di studio.

  • Benessere mentale: È stato attivato uno sportello di supporto psicologico dedicato specificamente a studenti, ricercatori e docenti di origine iraniana, per aiutarli a gestire il trauma e l’ansia legati alla situazione in patria.

La mobilitazione: lunedì presidio a Lettere

Se l’istituzione si muove sul piano amministrativo, la componente studentesca punta sulla visibilità politica. Sinistra Universitaria Sapienza ha accolto con favore le misure dell’ateneo, ma ha rilanciato la mobilitazione:

«Serve fare da megafono alle voci di milioni di iraniani che lottano per l’autodeterminazione. Raccogliamo l’appello delle università iraniane contro un regime che uccide e tortura».

L’appuntamento per il presidio è fissato per lunedì 26 gennaio 2026, alle ore 14:30, davanti alle scale della Facoltà di Lettere.

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