

A maggio, il TAR dovrà valutare se nominare un commissario ad acta, figura esterna incaricata di sostituirsi all’amministrazione per riscrivere da zero le graduatorie
Non si chiude la partita sul bando taxi di Roma. A distanza di mesi dall’avvio della procedura, e con il Giubileo ormai concluso, la vicenda continua a produrre effetti e tensioni, spostandosi sempre più sul terreno giudiziario.
Al centro dello scontro resta una clausola contestata che ha finito per rimescolare le carte tra i candidati, spingendo il TAR del Lazio a intervenire con una decisione netta: le graduatorie vanno rifatte.
Il punto critico è la cosiddetta “terza opzione”, prevista dal bando per consentire ai partecipanti di concorrere contemporaneamente sia per le licenze ordinarie sia per quelle riservate.
Una scelta che, però, si è trasformata in un boomerang: chi aveva optato per entrambe le possibilità è stato automaticamente retrocesso in fondo alla graduatoria, indipendentemente dal punteggio ottenuto.
Una linea difesa da Roma Capitale, secondo cui quei candidati avrebbero dovuto rappresentare una sorta di bacino di riserva per eventuali posti rimasti scoperti. Ma per i giudici amministrativi il criterio adottato non regge: a prevalere deve essere il merito, non la tipologia di opzione scelta al momento della domanda.
Nonostante la sentenza, il Campidoglio ha scelto una strada alternativa. Invece di procedere alla revisione completa delle graduatorie, ha deciso di assegnare 41 nuove licenze aggiuntive ai ricorrenti. Una soluzione che però non ha convinto i legali degli esclusi, pronti a tornare in aula sostenendo che la decisione non rispetti quanto stabilito dal tribunale.
Il prossimo passaggio sarà decisivo. A maggio, il TAR dovrà valutare se nominare un commissario ad acta, figura esterna incaricata di sostituirsi all’amministrazione per riscrivere da zero le graduatorie. Uno scenario che potrebbe avere effetti rilevanti: dalla revisione delle posizioni già assegnate fino alla possibile esclusione o ricollocazione di chi oggi è già in servizio.
Sul tavolo, oltre alla questione amministrativa, pesa anche il capitolo economico. I legali dei candidati penalizzati sono pronti a chiedere un risarcimento per il mancato guadagno, calcolato sulla base dei redditi medi dichiarati.
Una vicenda che, tra ricorsi, sentenze e possibili nuovi sviluppi, continua a tenere in bilico il settore taxi della Capitale.
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