Labaro-Prima Porta: “Tonnellate di detriti e mezzi abbandonati in zona di emergenza idrogeologica”

Lo denunciano Piergiorgio Benvenuti Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale e Donato Bonanni Responsabile dell’Associazione Ripensiamo Roma
Redazione - 9 Marzo 2021

Lungo la via Flaminia, sotto il viadotto “Giubileo del 2000” che collega i quartieri Labaro e Prima Porta, all’altezza della stazione ferroviaria La Celsa, vi è una  vera e propria discarica  con la presenza di tonnellate di rifiuti di ogni genere. Elettrodomestici, mobilio, rifiuti edili, sino alle lastre di amianto, bombole del gas, plastica, ferro, Raee. Una vera e propria bomba ecologica se consideriamo che siamo sotto un viadotto  estremamente trafficato, ed in caso di incendio potrebbe essere particolarmente pericoloso per la viabilità, come già è avvenuto nel recente passato.

Ci troviamo in un bacino interessato dalla criticità idraulica, ricompreso  nel piano d’emergenza della Protezione Civile di Roma, nel quale  risiedono circa 28 mila abitanti.

Oltre ai rifiuti vi è  una sorta di deposito a cielo aperto di mezzi pesanti in disuso, container, enormi depositi di pneumatici abbandonati, che insistono  sulle sponde della marrana di Prima Porta in prossimità del Tevere e adiacente alla Centrale Idroelettrica Castel Giubileo Enel-Green Power. Tutta l’area posta a monte della diga è zona di esondazione/espansione del Tevere, ultimo baluardo di regolamentazione delle acque prima di correre verso la città e successivamente verso la foce del fiume a Fiumicino. In sostanza, in caso di piena, se il livello del Tevere si avvicina ad una certa soglia critica all’altezza del” Ponte Milvio”, la diga di Castel Giubileo deve essere azionata per interrompere l’afflusso del fiume a protezione della Capitale. Ciò significa che l’area che deve essere interessata all’esondazione controllata è  proprio  dove ad oggi vi sono i rifiuti ed i mezzi abbandonati.

A denunciare lo stato di pericolo e la bomba ambientale esistente sono stati, dopo un apposito sopralluogo, Piergiorgio Benvenuti Presidente del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale e Donato Bonanni Responsabile dell’Associazione Ripensiamo Roma,  entrambi dirigenti romani di Forza Italia.

“Il problema è che l’eventuale riversamento di tutto quello che abbiamo visto nel Tevere, andrebbe ad interferire con la Centrale Green Power di Castel Giubileo e la funzionalità della stessa , aumentando ulteriormente ed esponenzialmente il rischio idraulico dei quartieri Prima Porta e Labaro. Un fatto gravissimo e che deve trovare immediate soluzioni di bonifica e d’intervento da parte delle istituzioni”.

“Nel sopralluogo dopo aver accertato la presenza di una enorme e pericolosa discarica sotto il cavalcavia – ha dichiarato  Benvenuti e Bonanni  – abbiamo osservato che  il vecchio ponticello  inutilizzato sulla Marrana di Prima Porta è occupato da  mezzi e strutture prefabbricate abbandonate che rappresentano  ulteriore elementi di criticità. In questo caso  il rischio è  di compromettere la struttura del ponticello, ed  in caso di occlusione andrebbero ad  interferire direttamente sulla  funzionalità della Diga di Castel Giubileo. Con tale situazione in caso d’incendio oltre al pericolo inerente la viabilità, vi sarebbe un vasto inquinamento tossico ed ambientale, mentre  in caso di piena del Tevere  si rischierebbe una inondazione nelle strade della  Capitale a partire da Roma Nord e verso il bacino della Magliana”.

Immediatamente – concludono Benvenuti e Bonanni – interesseremo  il Dipartimento sicurezza e protezione civile di  Roma Capitale, oltre  all’Ardis, Anas, Green Power, Autorità di Bacino Distretto Appennino Centrale, per garantire la sicurezza idrogeologica dell’intera Capitale e i Carabinieri forestali, la Polizia Municipale di Roma e l’Arpa per sollecitare la bonifica.


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