

Il 30 settembre a Roma lo spettacolo di e con spettacolo di e con Marco d'Amore
Dopo i debutti ai festival “Settembre al borgo” (Caserta) e “Benevento Città Spettacolo”, il 30 settembre 2010, è approdato all’Auditorium di Roma per l’evento “le vie del festival” “La piccola società” con “L’ Acquario”, spettacolo di e con Marco d’Amore, ventottenne casertano (regista e attore) scritto da Francesco Ghiaccio, trentenne torinese (autore). Entrambi si sono diplomati alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e insieme hanno fondato “La piccola società”, giovane realtà di produzione teatrale e cinematografica.
Lo spettacolo di forte tensione drammaturgica, raccoglie e mescola gli aspetti della realtà quotidiana interpretandoli e accostandoli a una logica di fantasia , quella del mondo dell’acquario.
L’Acquario è uno spettacolo scritto per un solo attore, composto da tre quadri. Nel primo viene rappresentato l’universo degli esseri che abitano l’acquario. Al centro della scena vediamo un uomo con una giacca di plastica gialla e occhiali neri che, imita in maniera meccanica e sclerotizzata atteggiamenti, abitudini e luoghi comuni entrati nella vita di ognuno di noi, mentre su uno schermo scorrono immagini di marketing pubblicitario a ritmo frenetico e incalzante. Nel secondo quadro, soggetto della scena, il potere che governa gli abitanti dell’acquario. Il personaggio indossa una maschera che accentua il suo carattere assoluto e universale, quello proprio del potere di cui noi tutti siamo sudditi passivi.
“La maschera”, dice Marco D’amore , “aggiunge al personaggio verità, così come il verso grottesco che fa in modo che quelle parole risuonino, la maschera, inoltre, perché va oltre qualsiasi equivoco di identificazione con uno specifico personaggio politico” .
L’ultimo, ha per protagonista una vecchia murena nata in mare che vive relegata e sola nell’angolo più buio e nascosto dell’acquario. Si esprime in dialetto napoletano dando al personaggio maggiore spontaneità e umiltà. Simula il dialogo che avviene con una vecchia signora, esprimendo il suo desiderio irrealizzabile di evasione.
L’attore Marco D’Amore si esprime sull’ultimo personaggio, dice: “quel personaggio è portatore del sogno, dovevo sentirlo vicino, senza ostacoli, neanche linguistici e poi ovviamente ha anche rimandi biografici”.
Queste le frasi più significative della rappresentazione:
“E’ come una parte di mondo:un fazzoletto di terra dentro una terra più grande può sembrare enorme a chi è piccolo, a chi nutre obiettivi minimi come ruotare intorno a un sassolino per tutto il giorno, per tutti i giorni, per tutta la vita; alcuni abitanti dell’acquario sono nati in mare, ne hanno un ricordo lontano che li raggiunge soltanto in sogno, sono tormentati dalla visione della rete o dell’amo che li ha tratti in inganno, hanno un’anima spenta che non li fa sperare più in nulla, dormono vicino al tubo delle bolle per rivivere l’ebbrezza della tempesta, raccontano di balene e squali a testimonianza di una vita spesa nel pericolo e nel sacrificio, ma parlano invano, perchè tutti gli latri abitanti nati nell’acquario non credono a una parola, vivono a ritmi regolari, non hanno sorprese e non vedono l’ora che la luce si spenga”.
“La piccola società” ritornerà ad esibirsi con lo stesso spettacolo e con altri, si può contattare al sito lapiccolasocietà@libero.it per ricevere maggiori informazioni.
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