

In scena al teatro Sala Umberto fino al 23 gennaio, di Gianni Clementi, con Francesco Pannofino, Rodolfo Laganà e Francesca Reggiani, per la regia di Stefano Reali
Ispirato alla tradizione del cinema neorealista, Ladro di razza è una tragicommedia dove la storia di gente comune si sostituisce alla Storia. Nella Roma del 1943 un modesto ladro e truffatore, Tiberio, esperto nell’arte di arrangiarsi, esce dal carcere dopo aver scontato l’ennesima pena, ma non può andare in giro liberamente perché è sulle sue tracce uno dei più crudeli usurai della città con il quale ha contratto un ingente debito. Così cerca rifugio da Oreste, un suo amico d’infanzia che lavora come operaio nelle fornaci di Valle Aurelia.
Dopo inutili tentativi di rimediare i soldi per ripagare il debito, Tiberio conosce casualmente la proprietaria delle fornaci dove lavora Oreste, Rachele, una ricca zitella ebrea che vive da sola in un lussuoso palazzo di sua proprietà nel cuore del ghetto. Tiberio la corteggia per poter frequentare la sua casa e attuare un furto che gli permetterebbe di risolvere i problemi finanziari, e coinvolge nell’impresa anche Oreste. Dopo un’estenuante resistenza della donna, Tiberio riesce finalmente ad entrare nelle sue grazie, ma improvvisamente nei suoi piani fa irruzione la Storia.
L’alba del 16 ottobre 1943 con il rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma da parte dei nazisti è l’evento storico che determina un inaspettato finale. Il piccolo uomo Tiberio, opportunista e vigliacco, catapultato di colpo in un episodio storico dirompente, scopre in sé un inaspettato coraggio che gli consente di riscattarsi.
Momenti di trascinante comicità si alternano a parentesi di riflessione e commozione nella storia di Tiberio, Oreste e Rachele, ambientate in un’Italia in guerra, una Roma allo stremo, ma ancora capace di sussulti d’orgoglio.
Gli attori Pannofino, Reggiani e Laganà interpretano il testo e la situazione scenica con maestria e raffinata asciuttezza, concedendosi talvolta anche una teatralizzazione più giocosa a favore del lato comico della storia. Il ritmo dinamico, dovuto all’efficacia della scrittura e della direzione registica, rende lo spettacolo molto scorrevole e godibile dall’inizio alla fine. I cambi di scena vengono fatti a sipario aperto e il movimento a vista delle scenografie fa da sfondo alla proiezione di alcune scene del film “L’oro di Roma” di Carlo Lizzani, del quale lo spettacolo rende omaggio in alcuni tratti drammaturgici.
Uno spettacolo diventente e di valore, assolutamente da non perdere.
Ladro di razza
di Gianni Clementi
con Rodolfo Laganà, Francesca Reggiani e Francesco Pannofino
regia di Stefano Reali
Teatro Sala Umberto, via della Mercede 50
Per maggiori informazioni: http://www.salaumberto.com
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