L’Anello Verde porterà altro cemento nelle periferie

Parchi archeologici e naturali di Roma est rimandati sine die. Nota di Italia Nostra
Comunicato stampa - 13 Novembre 2020

La recente Delibera di Giunta Capitolina n. 143 del 17.7.2020 – informa in un comunicato Italia Nostra – ha approvato le “Linee Guida per lo Schema di Assetto Generale dell’Anello Verde”, proposto dall’Assessore all’urbanistica Luca Montuori, finalizzato alla “riqualificazione sostenibile dell’anello ferroviario e del settore orientale del territorio di Roma Capitale.

Mistica Acquedotto AL

L’Acquedotto Alessandrino a Mistica

 

Si tratta di un quadrante urbanistico che negli ultimi decenni è stato oggetto di numerosi progetti di riqualificazione ambientale e di valorizzazione del patrimonio culturale presente, i quali tuttavia in troppi casi non hanno visto la loro necessaria attuazione.

In passato sono stati infatti progettati, approvati o prescritti da specifici provvedimenti di tutela numerosi parchi, che poi non sono stati purtroppo realizzati, oppure lo sono stati solo in minima parte:

Parco archeologico Tiburtino,

Parco Prenestino ex Snia Viscosa,

Parco archeologico Serenissima,

Parco Labicano,

Parco archeologico di Centocelle,

Parco archeologico Alessandrino nella Tenuta della Mistica”

“Invece – prosegue la nota di Italia Nostra – la Delibera dell’Anello verde esclude dal proprio ambito territoriale il Comprensorio storico-archeologico Tor Tre Teste, Mistica e Casa Calda, e riduce l’estensione del Parco archeologico di Centocelle. In tal modo la Delibera disattende il contenuto della Mozione n.60 del 31.5.2018, approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, la quale ha invece previsto la realizzazione di una estesa Cintura verde costituita da ampi parchi nel settore orientale di Roma Capitale, comprendendo tutti quelli sopra indicati.

La Delibera sull’”Anello Verde”, oltre a non indicare nelle cartografie i comprensori dei parchi sopra richiamati, non definisce neppure il perimetro delle future aree verdi da realizzare, e neppure definisce lo strumento di gestione ma rinvia a non meglio definite “forme di uso e gestione del suolo e degli spazi pubblici e di uso pubblico” delle aree interessate.

Paradossalmente, invece, la Delibera dell’Anello Verde individua con precisione chirurgica le cubature previste dai Piani Particolareggiati Tiburtino, Casilino e Quadraro ma non ancora realizzate, attribuisce loro dei “diritti urbanistici acquisiti”, e ne prevede lo spostamento nelle aree ferroviarie di Trastevere, Tuscolana e Ostiense, quindi con cubature “a saldo zero”. Le conseguenze sulle congestionate periferie sono facilmente intuibili.

L’individuazione delle cubature da trasferire prosegue, quindi, il metodo disastroso delle cosiddette “compensazioni” che aggiunge cemento a cemento sempre nei quartieri della periferia. La legittimità dei “diritti acquisiti” è stata contestata subito da Italia Nostra Roma. Infatti alle cubature trasferite nelle aree ferroviarie dismesse si aggiungono quelle che chiederà chiaramente FS.”

Italia Nostra Roma – conclude il comunicato – sollecita quindi l’Amministrazione di Roma Capitale a provvedere ad una vera riqualificazione urbanistica della periferia orientale della città finalizzata al recupero dell’intero settore, in coerenza con quanto votato all’unanimità dall’Assemblea Capitolina nel 2018”.

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