‘L’Attimo’. Intervista al regista Massimo Schettino

Ogni due ore sulle strade italiane una persona perde la vita a causa di gravi incidenti causati da distrazione al volante

Ogni due ore sulle strade italiane una persona perde la vita a causa di gravi incidenti causati prevalentemente dalla distrazione al volante. Una realtà questa che si fa ancora più agghiacciante se pensiamo che una buona parte delle vittime sono giovani sotto i 30 anni.

Purtroppo a detenere il triste record della regione con il più elevato tasso di mortalità stradale è proprio il Lazio, come si evince dai dati pubblicati da Aci-Istat, nel 2009 la mortalità sulle strade secondarie è stata del 4,38% contro una media nazionale del 2%.

L’arteria laziale più pericolosa si conferma la Pontina con 354 sinistri, 13 morti e 585 feriti, al secondo posto tra le strade con più incidenti si piazza la Casilina (248) seguono la Cassia (210) e la Tiburtina (116).

L’unico mezzo per contrastare questo fenomeno risultano essere le campagne di sensibilizzazione rivolte sopratutto al mondo dei giovanissimi, proprio con questo scopo usando un linguaggio semplice e diretto, che il neo-regista napoletano Maurizio Schettino presenta al pubblico il suo secondo cortometraggio "L’attimo".

Questo lavoro si inserisce in un progetto del regista che vuole affrontare,attraverso il suo umile punto di vista, le diverse tematiche sociali che affliggono le nuove generazioni. Il cortometraggio pone, infatti, lo sguardo sull’aspetto più nefasto ovvero la morte per mano di guidatori distratti o sotto effetto di alcool e sostanze stupefacenti che in "un’attimo" distrugguno per sempre una vita.

Il messaggio che l’audiovisivo si prefigge di lanciare ai giovani è proprio quello di cercare di essere più attenti e di evitare di mettersi alla guida in condizioni poco sicure evitando cosi di creare danni a sè e agli altri.

Maurizio Schettino ha deciso di presentare al nostro giornale la sua opera e di raccontarci la sua voglia di analizzare il modo di vivere dei ragazzi.

Maurizio, cosa spinge un giovane regista a trattare argomenti così importanti?

Sicuramente la passione per questo mestiere, ma sopratutto, la voglia di comunicare un messaggio solidale attraverso le immagini e narrando una storia che possa toccare il cuore.

Il tuo primo cortometraggio "L’amore trionfa sempre", che parlava del tema spinoso del bullismo, ha avuto un ottimo successo di pubblico e critica cosa ti aspetti dal tuo nuovo lavoro?

Spero possa soddisfare ancora una volta sia il pubblico che la critica visto che, ovviamente come in tutti i campi, è molto importante specializzarsi e migliorare sempre. Non mi ritengo un regista e non mi definisco tale, ma amo questo mestiere e per il momento mi diletto a lavorare alle mie opere con un risultato per me soddisfacente poi saranno gli altri a giudicare la validità del mio operato.

Come dici, appunto, ancora non ti defiscini un vero e proprio regista ma come è nata l’idea di trasmette questo genere di messaggi ai tuoi coetani attraverso il racconto di una storia per immagini?

Tutto ha preso vita dalla voglia di sperimentare le mie capacità in un campo, come quello del cinema, che rappresenta una mia grande passione. Proprio ciò mi ha spinto ad adoperarmi non solo dal punto di vista della direzione ma anche con la scrittura, infatti, sia il soggetto che la sceneggiatura sono farina del mio sacco. Insomma ho voluto gettarmi totalemente in questo progetto senza la pretesa o l’ambizione di voler raggiungere a tutti i costi il successo solo con il desiderio di trasmettere ideali mediante il mezzo cinematografico.

"L’attimo" vuole sottolineare uno degli aspetti più inquietanti degli incidenti stradali, ovvero la morte per mano di qualcun’ altro, causa principale l’abuso di alcool e stufacenti fenomeno che sta distruggendo le nuove generazioni. Secondo te perchè sta avvenendo questa distruzione?

Alla base di questa distruzione penso ci sia la mancanza d’ informazione e di provvedimenti da parte delle autorità competenti, che nonostante non facciano abbastanza per instradare i giovani alla legalità, mettono anche i bastoni tra le ruote a coloro che desiderano presentare progetti come il mio. Anche se credo che la colpa, a volte, sia anche dei genitori che hanno il compito di educare i propri figli al rispetto dei valori fondamentali della vita come il rispetto per il prossimo, perchè se accompagnassero i ragazzi lungo il loro percorso di vita questo genere di episodi diminuirebbero di gran lunga.

Continuerai ad occuparti ancora di tematiche legate al mondo giovanile?

Mi piacerebbe molto portare avanti questo progetto questa volta analizzando la precarietà che purtroppo non permette ai ragazzi di affermarsi, viste le numerose barriere che gli si pongono davanti. Ancora non è niente di ufficiale dipenderà tutto dal bugdet a disposizione e dai tempi organizzativi.

Un grande in bocca al lupo a Maurizio Schettino, sperando che possa continuare a coltivare la sua passione… visto che ormai in questo mondo risulta sempre più difficile.

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