Municipi:

Lazio, piano trasporti 2026: +30% di fondi per i capoluoghi. Stanziati 11,8 milioni per bus e servizi locali

Il via libera è arrivato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore ai Trasporti Fabrizio Ghera

Una spinta decisa al trasporto pubblico locale, con l’obiettivo di colmare il divario tra Roma e il resto del territorio. La Regione Lazio accelera sugli investimenti e mette sul tavolo nuove risorse per il 2026, rafforzando in modo significativo il sistema della mobilità nei capoluoghi di provincia.

Il via libera è arrivato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore ai Trasporti Fabrizio Ghera. La delibera segna un cambio di passo: oltre 11,8 milioni di euro destinati alle città capoluogo — escluse le linee della Capitale — con un incremento del 30% rispetto alle previsioni iniziali.

Un intervento che si inserisce nella più ampia riorganizzazione del settore, già avviata con l’introduzione delle Unità di Rete, operative dall’inizio dell’anno.

La revisione al rialzo delle risorse rappresenta uno dei punti centrali del provvedimento. Il fabbisogno stimato nel 2020, fermo a circa 9 milioni di euro, è stato aggiornato per rispondere alle esigenze attuali dei territori. Una scelta che riflette un mutato scenario della mobilità, tra domanda crescente e necessità di servizi più capillari ed efficienti.

Nel dettaglio, la distribuzione dei fondi premia soprattutto Latina e Rieti, che si confermano i poli con maggiori necessità di intervento. Alla prima andranno circa 4 milioni di euro, mentre alla seconda oltre 3 milioni.

immagine di repertorio

Seguono Viterbo, con 2,4 milioni, e Frosinone, che supera i 2 milioni. Una quota specifica è stata destinata anche al Comune di Ponza, con 400 mila euro pensati per sostenere le peculiarità del trasporto in un contesto insulare.

Ma il quadro complessivo va oltre i singoli stanziamenti. La manovra regionale mette in campo 41,4 milioni di euro per l’intero sistema del trasporto pubblico locale.

Una parte consistente, pari a oltre 26 milioni, servirà a garantire la continuità dei servizi nella fase di transizione verso il nuovo modello organizzativo. A questi si aggiungono circa 2,3 milioni destinati a servizi integrativi e sperimentali, come navette a chiamata o collegamenti dedicati alle aree a vocazione turistica.

Al centro della riforma ci sono proprio le Unità di Rete, pensate per superare la frammentazione dei vecchi affidamenti e rendere il sistema più coordinato ed efficiente. L’obiettivo è costruire una rete capace di rispondere meglio alle esigenze quotidiane dei cittadini, soprattutto nelle aree finora meno servite.


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