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“Le amiche dell’arte” in mostra alla Biblioteca Nardi 

L'esposizione di arti figurative sarà inaugurata l’8 aprile 2017

Un piccolo inno alla gioia la mostra “Le amiche dell’arte” che sarà inaugurata l’8 aprile 2017 alle ore 11 alla Biblioteca Nardi. Siamo stati a curiosare durante l’allestimento e abbiamo conosciuto le due scultrici e la pittrice. E’ apparso subito evidente il filo comune le lega. In tutte e tre le artiste si manifesta la gioia di esprimere se stesse attraverso l’arte, senza pretendere molto altro. Un’arte semplice che non va a scomodare i massimi sistemi ma, meglio di quelli, capace di portare all’essenza di ciascuna esistenza.

La facoltà di creare un’opera d’arte non ci è mai data da sola; va sempre di pari passo col dono dell’osservazione. Il vero creatore trova sempre intorno a sé, nelle cose più comuni o anche più umili degli elementi degni di nota. Avrà ispirazione dovunque. Gli basterà guardarsi intorno (Chesterton). Col dono della meraviglia. La vita si trasforma così in una festa e in un’avventura meravigliosa.  Trascorrere il tempo in compagnia di queste creazioni è una delizia: mentre ti rallegrano ti fanno navigare in mondi fantastici, ti donano verità capaci di conferire all’esistenza valore e sapore. Nonostante le avversità, la malattia, la morte.  Tre donne capaci, con una mostra, di darci una lezione di vita.

Iniziamo con Franca Mastrogiuseppe con  le sue statuette come le due piccole comari che dialogano in una piccola vignetta, alla maniera della settimana enigmistica,  tra un papa, una lezione di pedagogia  e un dentista con il suo piccolo paziente. Sono à la page le statue di Franca, tutte curatissime, mai leziose. Le sue modelle si direbbero uscite da un atelier francese. Con atteggiamenti e movenze attuali, fuori dagli stilemi classici della storia dell’arte dove ella si colloca  con una modernità tutta sua fatta di spontaneità, di semplicità, di sorpresa, di gioia di vivere eppure con un rigore estetico severo e autentico.

Franca inizia negli anni ’70 nella quiete di Purello (Fossato di Vico, PG), dove può osservare suo marito Roberto Venturoni (artista poliedrico scomparso prematuramente, omaggiato con una mostra proprio alla Vaccheria Nardi) che lavora la creta e ne è affascinata e contagiata  inesorabilmente. Ogni piccolo lavoro le dà soddisfazione e da allora è una continua ambizione di progresso nella ricerca estetica. Già da allora le viene tutto spontaneo, quasi di getto, assolutamente elegante, come per un consumato artista di Capodimonte. E siccome l’arte è come la luce, non si può nascondere o chiudere a chiave, inizia a mettere in mostra e a vendere le sue piccole, preziose creazioni a Piazza Verdi o alla galleria “Savelli” di fronte al  Passetto del Vaticano. Il segreto della sua “riuscita” nell’arte è nascosto nell’interiorità di Franca, nella sua gentilezza innata. Le è bastato scavare, togliere quel che c’era di più nell’ammasso di creta. L’idea con tutta la sua bellezza ed eleganza, con la sua tenerezza c’era già e lei lo sapeva.
Diceva Cicerone: “Rem tene, verba sequentur” (Abbi chiara l’idea; il resto verrà da sé).

Per Maria Grazia Mosca non troviamo di meglio delle parole di Sergio Laurini che ricaviamo dal dépliant di sala.

“Ha iniziato un impegnativo percorso di ricerca e affinamento nelle arti figurative, che l’hanno portata a proporsi con uno stile pittorico proprio. Preferisce esprimersi con la tecnica ad olio ed acrilico. I soggetti delle sue opere spaziano dalla natura morta, alla composizione in studio, la figura umana singola o ambientata, gli animali di compagnia.

Ha un talento particolare che le consente di cogliere e fissare sulla tela l’animo dei suoi soggetti, svelandolo con la luce e l’intensità dell’espressione; questa sua predisposizione rende particolarmente comunicativi i suoi dipinti che hanno come soggetto figure umane ma anche animali domestici che Maria Grazia riesce a ritrarre cogliendo l’intensità del loro sguardo tenero ed affettuoso. Il suo sguardo è garbato, affettuoso, ironico e attento, intento a fugare nel quotidiano per cogliere l’espressione nascosta di un volto, le movenze che parlano di un carattere, vuole soffermarsi e attirare la nostra attenzione sui particolari della vita di tutti i gironi che  meriterebbero molto di più della fugace e disattenta occhiata che spesso dedichiamo loro e ce ne fa partecipi”.

Maria Antonietta Meddi è presentata invece da Rita Meddi che scrive: “Pur non frequentando scuole d’arte ha dimostrato sin dall’infanzia una innata capacità nel disegno, sfociato poi nel tempo, nella pittura ad olio, tempera, china, acquarello e nella scultura in un crescendo “io artistico”. Il suo cammino, si orienta verso scelte precise, originali: volti di donne, mezzi busti, corpi di donne dalle forme morbide, dai tratti bizzarri, curiosi a volte grotteschi. Volutamente l’artista vuole incuriosire il visitatore, raffigurando il suo concetto di “bellezza”, non la bellezza intesa come perfezione assoluta, ma “l’imperfezione” vista come sensualità e mistero. Tanto che la materia pura, prende forma, plasmata e modellata in volti di donne dai tratti antichi, di corpi quasi sospesi, acciambellati su se stessi, quasi a chiudersi in un abbraccio. Verrebbe da definire l’artista un’artista sperimentale”.

Hanno assicurato la presenza al “vernissage” numerose personalità della cultura e dell’arte tra cui lo scultore prof. Alfiero Nena fondatore del Centro Culturale “Fidia”.
Il Centro Fidia, insieme con l’Associazione “Anton Rubinstein” fondata dalla pianista Sara Matteo, figurano come enti collaboratori per la realizzazione della mostra “Le amiche dell’arte” oltre all’Ente Biblioteche magnifico ospite.

L’inaugurazione è prevista l’8 aprile 2017 alle ore 11:00 con un “benvenuto musicale” offerto dal giovane talento Valerio Tesoro al pianoforte. Il pianista, a soli 15 anni, è già vincitore di 8 primi premi assoluti in concorsi nazionali e internazionali. Seguirà un aperitivo.
L’ingresso sarà libero e gratuito.

Biblioteca Vaccheria Nardi – Via Grotta di Gregna 37- 00155 Roma. La mostra resterà aperta fino al 20 aprile 2017. Orari: lunedì 14-19, martedì 9-19, mercoledì 9-19, giovedì 9-19, venerdì 9-19, sabato 9-13.

Contatti  06 45460491 – fax 06 93370084 – vaccherianardi@bibliotechediroma.it

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