Le storie del Commercio a Tor Tre Teste

Alcuni stralci dalle interviste di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani pubblicate nel libro “Storie del commercio e dell’artigianato locale
Redazione - 16 Maggio 2013

Ecco una spigolatura dalle interviste di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani pubblicate nel libro “Storie del commercio e dell’artigianato locale presentato il 16 maggio 2013 all’hotel Idea Roma Z3

IMMOBILIARE ATID – Tor Tre Teste

Aproposito del Centro sportivo, lei che è molto attivo su questo fronte, cosa può dirci?

Proprio di quel Centro della Nuova Tor Tre Teste sono stato un fondatore indiretto, complice la richiesta di mio cugino Romeo Tomassini di adoperarmi per creare un campo di calcio e contattare il proprietario dei terreni dove sorge attualmente. Venni poi coinvolto in seguito anche nella realizzazione del centro sportivo della zona. Ed oggi siamo in presenza di un’eccellente società sportiva, tra le più importanti in Italia a livello dilettantistico. Molti giovani hanno imparato presso il nostro centro non solo ad essere buoni calciatori ma anche ragazzi bene educati.

Cosa manca attualmente a Tor Tre Teste?

Mancano soprattutto i servizi pubblici come il trasporto, molto carente e purtroppo la manutenzione delle strade è davvero scarsa. La zona vecchia del quartiere è rimasta com’era e ci vorrebbe molta più attenzione da parte del municipio. Ma possiamo rimanere soddisfatti perché abbiamo un grande parco di cui vorrei prendermi cura realizzando un’associazione con l’obiettivo di garantire una migliore manutenzione ed una più elevata fruibilità, facendo accrescere l’interesse e l’amore per questo spazio sia nelle persone giovani che anziane.

BAR TAVOLA CALDA – di Simone Sanna – Tor Tre Teste

Quando c’è stato il cambio della guardia?

Una volta tornato dal servizio militare sono subentrato nella direzione del locale cercando sempre di crescere insieme al quartiere, prestando dei servizi utili alla collettività e partecipando alla sua vita sociale (iniziative sportive, culturali). All’inizio il cambio è stato abbastanza drammatico ed è stato un po’ aspro il confronto con i miei genitori, affezionati al loro modo di condurre l’esercizio. Ma i risultati ottenuti, con il passar del tempo, mi hanno permesso di conquistare la loro fiducia. Nonostante ciò abbiamo passato diversi momenti di crisi. Posso però affermare che un ringiovanimento nella direzione delle aziende, qualunque esse siano, può fare solo bene.

C’è un segreto particolare nel successo del tuo bar?

Questa zona mi ha visto crescere sia in ambito umano che lavorativo e le persone, soprattutto gli anziani mi sono stati davvero di aiuto, dandomi consigli ed incoraggiamenti per riuscire ad affrontare alcuni momenti di sconforto. Non esiste un vero segreto del nostro successo. La gente sceglie questo locale proprio perché conosce bene me e mia madre e qui si sentono a proprio agio, liberi e padroni di dire tutto quello che vogliono, in un ambiente appunto familiare dove non esiste un distacco tra cliente e titolare.

CTC 2007 s.r.l. – Laboratorio odontotecnico – Nunzio e Alessio Di Cosmo – Tor Tre Teste

Tu sei un profondo conoscitore di Tor Tre Teste, qual è la situazione attuale del quartiere?

La mia conoscenza di questo quartiere è legata anche all’esperienza maturata come consigliere del VII municipio. Io l’ho visto crescere in maniera esponenziale con il passar del tempo, anche se molto lentamente rispetto agli altri quartieri. Nonostante possiamo vantare un bel paesaggio e un bel contesto ambientale con il parco, il nostro rimane sempre un quartiere dormitorio, distaccato dalla realtà. Spero che con l’arrivo della Prenestina bis e del Parco della Mistica qualcosa possa cambiare in meglio, iniziando anche a dare più opportunità di svago ai giovani costretti a spostarsi altrove. Il mio sogno è quello di vedere un giorno a Tor Tre Teste un centro urbano dove ci si può incontrare e magari fare shopping. Sembra strano ma ci sono persone che abitano in zona da anni e non conoscono neppure i negozianti del posto.

T3T Elettroforniture – Tor Tre Teste

Può dirci qual è il segreto del vostro successo?

Non credo che esistano segreti particolari. La nostra è sempre stata un’azienda a carattere familiare e abbiamo puntato molto sul seguire ed assecondare le esigenze del cliente, dedicandogli tutta la nostra attenzione. Ci mettiamo a completa disposizione con il servizio e la cortesia, pure se a volte accade, non volendo, di sbagliare. Ma anche questo fa parte del gioco.

Come è cambiato il quartiere in questi anni?

Sul piano dei servizi Tor Tre Teste ha fatto passi da gigante con l’insediamento delle banche, dell’ufficio postale e un certo miglioramento dei trasporti pubblici. Un tempo era davvero fermo, disponeva solo del verde del parco, certo una grande risorsa, ma reclamava anche gli altri servizi. Purtroppo risentiamo molto della mancanza di un vero e proprio comitato di quartiere che potrebbe rappresentare le esigenze del comprensorio. Servirebbe anche qualche buona soluzione per rianimare il commercio locale e donare un aiuto ai commercianti soprattutto nei momenti di difficoltà e di crisi. E poi servirebbe una maggiore coesione tra i commercianti per contrastare la fuoriuscita degli abitanti nei quartieri limitrofi per effettuare i loro acquisti.

Come si potrà uscire dalla situazione attuale?

Non ho idea di come si possa uscire da questa situazione, se no metterei in atto volentieri il rimedio. L’unica soluzione che sento di consigliare alle istituzioni è quella di rimettere in moto il mondo del lavoro, quando un giovane perde il lavoro di certo non investe quei pochi risparmi che ha da parte per altro

FIORERIA DANIELA – Tor Tre Teste

Come sono cambiati i comportamenti dei clienti?

Prima si vendevano articoli particolari, non solo il semplice bouquet di fiori, ma anche la pianta per casa e l’oggettistica. Adesso questi articoli si trovano anche nei supermercati e ancora pochi affezionati si rivolgono a noi per questo tipo di acquisto.

Anche il vostro settore ha subito contraccolpi dai centri commerciali?

La grande distribuzione ha inciso moltissimo perché ti permette di avere qualsiasi tipo di prodotto a portata di mano in un unico luogo.

Come vede la situazione attuale?

Con una grande preoccupazione, come tutti noi del resto. Però bisogna credere sempre in una ripresa, e soprattutto essere forniti (nonostante che noi vendiamo beni deteriorabili) e pronti perché, anche se non si vende, occorre lo stesso fornire un servizio al cliente. La crisi va affrontata non avendo paura del futuro.

GEIM ELETTRODOMESTICI – Tor Tre Teste

Quindi i centri commerciali vi hanno gravemente danneggiato?

Sì, è così, la crescita abnorme della grande distribuzione ha inciso negativamente nel campo dei piccoli esercizi di elettrodomestici. Oggi ci troviamo a convincere il cliente, spesso senza riuscirci, a comprare un oggetto durevole e valido, anche perché consente il risparmio, quello vero (chi più spende, meglio spende). E, non essendo la nostra clientela in possesso di una specializzazione, se hanno comprato un oggetto che non va bene, hanno poi necessariamente bisogno di qualcuno che glielo possa installare e garantire una buona assistenza. E quindi devono necessariamente sborsare del denaro in aggiunta. Quindi si trovano ad aver fatto, come dice il proverbio, il risparmio di Maria Calzetta… Insomma, dopo il primo acquisto in un centro commerciale, spesso ritornano da noi, perché capiscono che il prodotto in offerta, la maggior parte delle volte, non soddisfa le loro vere esigenze.

Il vostro negozio ha sempre avuto un rapporto positivo e ha cercato di stimolarne la crescita anche sportiva, culturale. Può raccontarci un episodio memorabile?

Noi abbiamo un ottimo rapporto con questo quartiere, ricordiamo con piacere anche un cliente speciale che è poi diventato anche un nostro grande amico. Fu a settembre 1998 quando un giorno che vedemmo entrare da noi “nientepopodimeno che” (come diceva Mario Riva) Paolo Villaggio, il quale veniva qui da noi per guardare i televisori accesi e farsi consigliare. Poi ci chiese cortesemente di poter utilizzare il nostro bagno per farsi la barba, conquistandoci tutti per la sua verve, la sua amabilità e la semplicità che lo contraddistingue. Egli stava girando delle scene di un film qui nel nostro quartiere. Quel giorno si fece fotografare con tutti noi ed anche con alcuni curiosi accorsi. Poi andammo anche a casa sua a consegnare il televisore che acquistò, accordandoci sul prezzo con sua moglie. Un ricordo splendido. Tra i tanti altri clienti ci fu anche l’attrice Catherine Spack che invece, incuriosita dalle riparazioni dei televisori, rimase un bel pezzo accanto a noi per capire meglio come funzionava il prodotto.

GIARDINO DEI DEMAR – Tor Tre Teste

La tua famiglia e tu in prima persona vantate una continua frequentazione del mondo del cinema…

È vero nella mia famiglia sono diverse le esperienze nel cinema. Siamo ben dieci fratelli di cui sette hanno fatto esperienze nel mondo del cinema: mio fratello Roberto è la  controfigura ufficiale di Roberto Benigni, Alberto è attore e stuntman, Aldo e Ottaviano lavorano da tempo come stuntman e nelle fiction, altre due sorelle continuano invece la tradizione circense, dalla quale proveniamo un po’ tutti. Io stessa ho avuto esperienze ad alto livello come trapezista oltre che come attrice e come comparsa in numerosi film.

Puoi raccontarci qualche episodio?

Io ho lavorato diverse volte con Paolo Villaggio, memorabile una scena di Fantozzi in cui cadevano in contemporanea diverse donne, ma ero sempre io, vestita però in modo differente. Una volta, dovendo fare la parte di una signora anziana, il regista Luciano Salce se ne uscì con questa battuta: “E adesso ditemi come facciamo ad inquadrare questo po’ po’ di sedere!”. E in effetti ero allora uno schianto. Paolo Villaggio è un grande amico e spesso, ogni qual volta gli serviva una donna come comparsa mi chiamava sempre e per fortuna le sue chiamate coincidevano spesso con un momento in cui avevo bisogno di soldi. Ci sarebbe da scrivere un libro sulle nostre esperienze circensi e cinematografiche!

TIMAR AUTOSCUOLA – Tor Tre Teste

Come si è evoluto il comportamento di chi guida?

Parlando da istruttore ho notato che, con l’avvento delle nuove norme sul regolamento stradale, si è creato uno spartiacque tra gli automobilisti più aggressivi e quelli più timorosi. Questi due gruppi quando si incontrano su strada creano qualche piccolo problema. Ma comunque, dopo, riescono ad integrarsi in maniera civile e senza grosse difficoltà.

È cambiato e, se sì, come il comportamento dei clienti?

Forse non sono stati i ragazzi che hanno mutato il loro comportamento con il passare degli anni, ma con tutta probabilità posso essere anche stato io a cambiare, visto che quando ho iniziato ero un quasi ragazzino. I clienti continuano ad impegnarsi e a dare il massimo per conquistare la loro patente. Sono diminuite le signore che vengono in età avanzata a conseguire questo titolo e, con la loro scomparsa, gli introiti si sono leggermente abbassati. Adesso gli “analfabeti dell’auto” stanno scomparendo. Entro i 18- 20 anni tutti prendono la patente, purtroppo si nota un lieve invecchiamento del quartiere. Quindi semprepiù spesso ci troviamo a lavorare con la terza generazione. Si entra in un ambito che abbraccia più generazioni dal nonno sino al nipote.

Come si prospetta la situazione attuale?

Non essendo la nostra una grande realtà, con un grande numero di personale, e lavorando in ambito famigliare, riusciamo ancora ad andare avanti nonostante la grave crisi attuale, vivendo dignitosamente senza avere la mira di diventare ricchi e facendo il nostro lavoro onestamente.


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