T3T Elettroforniture dal 1982 al servizio del quartiere

Passione e competenza in un’attività cresciuta in simbiosi con Tor Tre Teste
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 19 Ottobre 2012

La storia della T3T Elettroforniture di via Davide Campari 209-211 prende avvio in contemporanea con la nascita del quartiere.

Ce ne delinea le tappe principali Franco Pierangeli, il figlio di Carlo (per gli amici Carletto).

La nostra storia ha inizio nel giugno 1982 ad opera di mio padre Carlo che, con l’aiuto di mia madre, ha messo in piedi quest’attività nel nascente quartiere di Tor Tre Teste.

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Quando è avvenuto il suo ingresso in ditta?

Il mio primo approccio con questa professione è avvenuto all’età di 11 anni quando, nel pomeriggio, di ritorno da scuola, trascorrevo il tempo nel magazzino osservando con molta curiosità ed attenzione il diverso materiale che si vendeva ed ascoltando le esigenze dei clienti. Ciò mi ha permesso di appassionarmi a questo lavoro. Finita poi la terza media, nel 1986 ho preso la decisione di abbandonare gli studi, con qualche rammarico, e dedicarmi anima e corpo a questo negozio.

Nel corso degli anni come è mutato il vostro lavoro?

Sono cambiate molte cose nel nostro settore. La prima svolta è stata segnata dall’avvento del fenomeno della rottamazione delle auto che, attraverso un cambio forzato della vettura, ha messo in crisi il mondo degli autoricambi che si è completamente fermato per 3-4 anni. Abbiamo dovuto attendere che iniziassero a guastarsi le nuove vetture, adeguandoci ai nuovi ricambi e alle nuove dinamiche del mercato.

La grande distribuzione ha inciso nel vostro campo?

Fortunatamente no, essendo noi specializzati nel settore delle forniture elettroniche che ancora non è esteso al largo consumo.

Se la sentirebbe di consigliare il suo lavoro ad un giovane?

Pur riservando una grande passione per questo mestiere, non me la sentirei di consigliarlo ad un giovane. Per prendere dimestichezza con l’infinità di articoli che ci sono nel magazzino occorre tanta esperienza e studio. Non c’è spazio per l’improvvisazione in questo nostro settore.

Può dirci qual è il segreto del vostro successo?

Non credo che esistano segreti particolari. La nostra è sempre stata un’azienda a carattere familiare e abbiamo puntato molto sul seguire ed assecondare le esigenze del cliente, dedicandogli tutta la nostra attenzione. Ci mettiamo a completa disposizione con il servizio e la cortesia, pure se a volte accade, non volendo, di sbagliare. Ma anche questo fa parte del gioco.

Come è cambiato il quartiere in questi anni?

Sul piano dei servizi Tor Tre Teste ha fatto passi da gigante con l’insediamento delle banche, dell’ufficio postale e un certo miglioramento dei trasporti pubblici. Un tempo era davvero fermo, viveva solo sulla scia del parco che, pur essendo una grande risorsa, reclamava anche un altro genere di servizi. Purtroppo risentiamo molto della mancanza di un vero e proprio comitato di quartiere che potrebbe rappresentare le esigenze del comprensorio. Servirebbe anche qualche buona soluzione per rianimare il commercio locale e donare un aiuto ai commercianti soprattutto nei momenti di difficoltà e di crisi. E poi servirebbe una maggiore coesione tra i commercianti per contrastare la fuoriuscita degli abitanti nei quartieri limitrofi per effettuare i loro acquisti.

I comportamenti dei clienti sono mutati, e se sì, in che modo?

C’è stato un drastico cambiamento rispetto agli anni ’80. Per non parlare della situazione odierna in cui lo scatenarsi della crisi ha creato una situazione di panico tra i clienti che non badano più alla qualità ma solo ed esclusivamente al prezzo stracciato, a danno della qualità e del servizio. Nel nostro settore, il materiale (a prescindere dalla qualità) si trova con una certa facilità e per noi fare degli acquisti oculati per rivendere bene, diventa spesso davvero difficile ed improbo.

Come si potrà uscire dalla situazione attuale?

Non ho idea di come si possa uscire da questa situazione, se no metterei in atto volentieri il rimedio. L’unica soluzione che sento di consigliare alle istituzioni è quella di rimettere in moto il mondo del lavoro, quando un giovane perde il lavoro di certo non investe quei pochi risparmi che ha da parte per altro. 


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  1. Negozio stupendo persone spettacolari dal punto di vista umano e professionale,mai lavorato così bene.
    Penso che siano essenziali per il quartiere

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