Le storie del commercio e dell’artigianato a Centocelle (Parte prima)

Alcuni stralci dalle interviste di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani pubblicate nel libro “Storie del commercio e dell’artigianato locale
Redazione - 16 Maggio 2013

Ecco una spigolatura dalle interviste di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani pubblicate nel libro “Storie del commercio e dell’artigianato locale presentato il 16 maggio 2013 all’hotel Idea Roma Z3

LIBRERIA ARETHUSA – Sergio Mosera – Centocelle

Quali le ragioni e il segreto del successo della ditta?

Alla base del nostro successo ci sono sicuramente i nostri clienti che per noi sono sacri. Noi ci adoperiamo in ogni modo per soddisfare le loro esigenze prestando un servizio rapido e mirato, facendoli sentire sempre al centro dell’attenzione. Noi siamo felici anche se vengono a trovarci senza acquistare nulla e non manchiamo di ringraziarli

della loro visita e del tempo che ci hanno dedicato.

BABY PARK – Giocattoli – Damiano Selvaggio – Centocelle

Come si presenta la situazione attuale del commercio locale?

Al momento Centocelle si presenta come un quartiere vecchio rispetto al sorgere di nuove zone di Roma. Non vediamo più passare ragazzi e donne incinte davanti le nostre vetrine. Si subisce molto questa situazione soprattutto nel nostro settore merceologico. Un tempo una mia vicina mi disse che presto via dei Castani sarebbe diventata una strada di servizi. Devo dire che, al momento, la presi per una visionaria, ma, con il passar del tempo, ho constatato che invece aveva ragione lei: il quartiere è ora pieno di banche, uffici postali e negozi. Vuol dire che si presteranno soldi anziché vendere la merce.

Concludiamo con il parere della giovane generazione, quello di Carola

Mio nonno, avendo visto l’evoluzione durante tutti questi anni, un pizzico di speranza ancora lo conserva, mentre io non riesco a vedere una soluzione positiva. Sono partita da una giovinezza agiata e. al contrario. adesso ho bisogno dell’aiuto del nonno per poter andare avanti. Speriamo che le cose cambino, ma ho molti dubbi al riguardo.

BALDOLINI TRASLOCHI – Centocelle

Sergio, puoi raccontarci in poche parole la storia della Baldolini traslochi?

La ditta Baldolini Traslochi nasce nel 1959 quando io e mio fratello Franco con un vecchio camion del dopoguerra decidemmo di iniziare la nostra attività nel campo. L’impresa è stata ardua ma con tanto sacrificio e tanto lavoro abbiamo maturato esperienza nel settore accrescendo la nostra clientela. (…)

Possiamo dire di aver lavorato bene sino a circa cinque anni fa. Adesso purtroppo viviamo alla giornata, servendo i clienti abituali che ci sono rimasti fedeli nel corso degli anni. Essendo la nostra una ditta a conduzione familiare cerchiamo sempre di evitare il licenziamento dei nostri collaboratori magari ricollocandoli in magazzino oppure impiegandoli in lavoretti a servizio della ditta.?

BAR ORAZIO – Salvatore Giuffrida Centocelle

Era novembre del 1956 quando Orazio Giuffrida aprì il suo bar latteria, anzi latteria bar, perché era soprattutto di latte che si rifornivano i clienti di allora. (…)

Intorno al nostro locale gravitavano personaggi di ogni tipo ed estrazione sociale. Uno che ricordiamo con grande piacere è sicuramente Pier Paolo Pasolini, una persona estremamente garbata. Lui veniva in questo quartiere per osservare i comportamenti e le abitudini di vita della gente di borgata da cui poi traeva spunto per i suoi lavori. E si vociferava che amasse molto frequentare anche i ragazzi di vita di queste parti. Un altro ragazzo che abbiamo visto crescere fino a raggiungere un grandissimo successo è stato il cantautore Claudio Baglioni cresciuto proprio nel palazzo di fronte al nostro bar, sopra i Fratelli Marinelli in via dei Noci. Claudio è rimasto molto legato al suo quartiere e qualche anno fa assistemmo ad un bellissimo concerto dal balcone della sua casa di una volta.

BYCAM – Silvestro Camomilla – Centocelle

Silvestro Camomilla, può raccontarci in sintesi la storia della sua azienda?

Quest’attività venne avviata dai miei genitori nel lontano 1949, lavorando, come facevano gli artigiani di un tempo, in casa. Nel 1962 aprirono il primo punto vendita in via delle Ninfee per poi posizionarsi nel 1969 dove siamo tutt’ora, in via dei Castani 139 D/F.

Eravate una pellicceria…

Nasciamo come pellicceria, a conduzione familiare, trasformandoci in pelletteria nel momento in cui cominciammo a vedere l’arrivo di una certa crisi e il calo della domanda da parte dei clienti, pur sempre abitanti di un quartiere periferico.

E quindi?

Così abbiamo deciso di cambiare registro anche grazie all’ingresso di mio figlio. Questo avvicendamento mi ha portato ad assumere ormai solo il ruolo di consigliere. Nel frattempo ci siamo rinnovati con il settore pelletteria e calzature mantenendo la clientela che ci ha sempre seguito. Noi l’abbiamo implementata con i giovani, introducendo nuove marche di tendenza.

BIESSE GRAFICA – Sergio Bettarelli – Centocelle

La storia della nostra tipografia, qui a Centocelle, risale al periodo del dopoguerra, al 1952, ma la sua storia iniziò nel 1942, in Centro. Poi in quella che era un tempo via dei Pioppi, attuale piazza delle Camelie, mio padre decise di portare avanti, con non poche difficoltà un’ardua impresa che allora si chiamava Artigianografica. Attraversavamo un periodo di estrema povertà e quindi lavoravamo con quei pochi mezzi che avevamo a disposizione, ma la vera risorsa della ditta era la bravura nel campo tipografico di mio padre, allora capo tecnico al Senato. (…) Ricordo di aver iniziato a collaborare con mio padre sin da piccolo aiutandolo nella composizione a mano e seguendo l’evoluzione del suo lavoro.

Che fare oggi?

Servirebbe solamente una maggiore tutela per le attività commerciali, perché ogni giorno lavoriamo mettendo la nostra passione e la nostra forza senza mai chiedere nulla a nessuno. Forse le istituzioni dovrebbero smettere di attaccare i lavoratori con continue imposte, sarebbe più opportuno mettere le mani nelle tasche dei benestanti, anziché rendere chi lavora ancora più povero.

E nel quartiere?

Per quanto riguarda il quartiere c’è una grande domanda insoddisfatta di decoro e di pulizia.

MARIO CALDARO – Sport Bici – Centocelle

Quali problemi oggi?

Sul fronte sicurezza non ho mai avuto problemi nonostante rimanga in negozio dopo l’orario di chiusura, contro la volontà di mia moglie. No, non ho davvero mai avuto nessun problema. L’unica cosa di cui mi rammarico è il totale abbandono delle attività sportive nel quartiere.

Ricordo il favore dell’amministrazione municipale quando organizzavamo le corse ciclistiche lungo via dei Castani, una bellissima manifestazione, che decidemmo di sospendere a causa di un brutto episodio avvenuto durante una corsa. Non si sa chi, ma di certo una persona malvagia, cosparse di chiodi le strade di Centocelle durante una corsa a circuito nelle strade del quartiere. Risultato: si bucarono le gomme delle moto della staffetta dei vigili urbani e forarono molti ciclisti che rischiarono di rompersi l’osso del collo. Fu un’azione ignobile che mi amareggiò molto e che mi indusse a non organizzare più corse ciclistiche a Centocelle. Un’ultima cosa. Vorrei chiedere alle nostre autorità locali di accogliere il consiglio di noi ciclisti e dedicare più spazio a questa attività. Roma potrebbe benissimo competere con qualsiasi capitale europea realizzando molte più piste ciclabili. E, insegnando il rispetto per i ciclisti, migliorerebbe pure il traffico.

ALIMENTARI LUCIANO CHILELLI – Centocelle

C’è un segreto particolare nel successo del vostro negozio?

La nostra cortesia, il servizio e la convenienza ci hanno permesso in tutto questo tempo di soddisfare diverse generazioni di clienti, offrendo sempre il massimo della qualità. Abbiamo clienti che si affidano a noi da sempre, gente speciale affezionata a questo negozio, non amante del centro commerciale, una realtà che ci crea pochi problemi. Perché riusciamo ancora a curare l’aspetto umano, quindi vengono qui non solo per fare la spesa ma anche scambiare quattro chiacchiere.

Come si presenta la situazione del commercio locale?

Purtroppo parecchie attività sono sparite qui in via dei Platani e nel resto del quartiere. Vediamo l’arrivo di tante banche come è accaduto di recente per un negozio storico come Miracolo. Questo per il commercio locale è negativo perché la banca il pomeriggio è chiusa ed il quartiere rimane più deserto, con il negozio invece è più vivo e sicuro.

Che fare?

Sarebbe opportuno posizionare una banca ogni 300 metri come si faceva un tempo per i negozi. Mentre per quanto riguarda i servizi penso siano adeguati; avremmo bisogno solo di più sorveglianza; per il resto è un quartiere discreto.

CICCARELLI FRANCO – Elettrodomestici – Centocelle

E poi arrivarono i centri commerciali…

In concomitanza con la decisione di introdurre questo nuovo modo di vendere sul territorio periferico ricordo di aver esposto una previsione, quanto mai veritiera a distanza di tempo, la chiusura di circa 5-6 mila attività con il conseguente disagio per via della riduzione di posti di lavoro e la decadenza del quartiere stesso.

Bisognava quanto meno individuare delle zone della capitale in grado di ospitare questi grandi centri anche in base agli abitanti senza concentrare il tutto specialmente nel quadrante est della città (dove, come se non bastasse, si preannunciano addirittura altri tre centri commerciali).

Purtroppo queste considerazioni vennero scalzate via da piani già approvati e quindi, per non gettare al vento il lavoro di una vita, decisi di portare il mio nome all’interno dei centri commerciali. Partendo nel 2003 presso il centro commerciale Ipercoop Casilino e l’anno seguente ad Aprilia. Però constatai che la crisi si stava facendo sempre più imponente e quindi bisognava coprire gli elevati costi della presenza all’interno della grande distribuzione con altre aperture.

Mi misi in moto per prendere accordi con altri megastore in costruzione, ma notando che il capitale da investire era eccessivamente elevato, con tutta la mia famiglia decisi di vendere la società.

Questo non ha significato però la scomparsa di Ciccarelli dal quartiere Centocelle, perché nel 2006 decisi di riaprire il locale di via dei Noci 53 con lo scopo appunto di non abbandonare la fedele clientela. Posso dire di non essermene pentito. Nonostante siamo circondati da grandi centri commerciali, il 10% delle persone del quartiere ancora si serve da noi con grande soddisfazione.

Soprattutto perché garantiamo la qualità a prezzi contenuti e dopo una vita dedicata a questa attività non potevo certo mettermi a fare altro.

FABIO COCCIA – Casalinghi – Centocelle

Quando è avvenuto il passaggio di consegne da suo padre a lei?

Non è avvenuto certo in maniera repentina. C’è stata prima una fase di apprendimento. Si può dire che, fin da piccolo, ho sempre vissuto e respirato l’aria del negozio, facendo tesoro degli insegnamenti paterni e imparando quello fondamentale: il rispetto per il lavoro. Ho iniziato a lavorare nell’esercizio nel 1977-78 e poi nel 1989 l’attività è stata intestata a me.

C’è un segreto nel successo della lunga vita dell’esercizio?

Interpretare i gusti delle persone e sforzarsi sempre di capire i loro bisogni, donando sempre un vasto assortimento di merce di qualità con il vantaggio di poter risparmiare. Non meno importante è quello di essere un italiano, in un settore che, in questo momento storico, è monopolizzato da attività gestite da stranieri e di poter comprendere il loro linguaggio, di conoscerne gli usi e le esigenze. “Lo sai che sei più cinese di un cinese?”. Questo me lo ha confessato, con ammirazione nei miei confronti, un mio concorrente cinese. E io in effetti sono rimasto con la passione del lavoro che avevano gli italiani quando la lira vinceva l’Oscar di stabilità e gli italiani lavoravano indefessamente e il Pil dell’Italia cresceva del 10 per cento l’anno, come oggi quello dei cinesi.

COSE DA BAGNO – Patrizia Passeretti

Può rivelarci il vero segreto del vostro successo?

La ricetta del successo, se di successo possiamo parlare, risiede nella capacità di seguire l’evoluzione del gusto dei clienti e la conoscenza e affidabilità dei materiali venduti. Riuscire a trasmettere la competenza acquisita nel settore, adottando le giuste soluzioni, permette di conquistare la fiducia della clientela.

Noi abbiamo sempre puntato su uno standard qualitativo medio-alto, anche perché la scelta di vendere un prodotto non buono avrebbe provocato lamentele e cattivi rapporti con il pubblico. Quindi il prodotto a basso costo e di scarsa qualità lo lasciamo vendere alla grande distribuzione, a cui perdere un cliente non interessa, visto che ne hanno molti altri.

DAILY AMERICA – Abbigliamento – Aldo e Luigi Virga – Centocelle

Può rivelarci il vero segreto del vostro successo?

La ricetta del successo, se di successo possiamo parlare, risiede nella capacità di seguire l’evoluzione del gusto dei clienti e la conoscenza e affidabilità dei materiali venduti. Riuscire a trasmettere la competenza acquisita nel settore, adottando le giuste soluzioni, permette di conquistare la fiducia della clientela.

Noi abbiamo sempre puntato su uno standard qualitativo medio-alto, anche perché la scelta di vendere un prodotto non buono avrebbe provocato lamentele e cattivi rapporti con il pubblico. Quindi il prodotto a basso costo e di scarsa qualità lo lasciamo vendere alla grande distribuzione, a cui perdere un cliente non interessa, visto che ne hanno molti altri.

MIRACOLO – Abbigliamento – Famiglia Deflorio – Centocelle

Cosa può dirci dell’Associazione commercianti di via dei Platani?

Si, un tempo ero presidente dell’Associazione dei commercianti di via dei Platani, di cui facevano parte circa 40 negozi. Quest’associazione è stata istituita nel 1984 per unire i commercianti della zona e renderla più appetibile per chi decideva di passare del tempo in questo quartiere. Purtroppo con il tempo è andata a morire. Molti negozi hanno chiuso

altri hanno cambiato titolare e quindi la nostra attività si è conclusa.

Però Miracolo continua a vivere in via dei Castani, nella principale via commerciale del quartiere.

Sì, i miei figli Michele e Katia, spinti dall’amore per il commercio, ed intelligenti interpreti interpreti della nuova fase commerciale, hanno deciso di aprire un piccolo negozio di abbigliamento femminile di connotazione spagnola in via dei Castani 25 A e hanno scelto di rendere omaggio alle origini mantenendo la denominazione storica di Miracolo: “Milagro” in spagnolo, è infatti il nome della nuova attività.

GIOIELLERIA DELZOTTI – Centocelle

Quando ha preso avvio la vostra attività?

Il primo approccio con questo mestiere è avvenuto quando ero ancora un ragazzo. Dopo la terza media mio padre mi mandò ad imparare la professione di orologiaio presso un laboratorio sulla Tiburtina. Dopo il servizio militare, nel 1965, continuai ad occuparmi di quest’attività incominciando a lavorare con mio fratello Domenico, che nel frattempo aveva aperto questo negozio in piazza degli Ontani, dove tutt’ora lavoriamo insieme.

Cosa ricorda di allora?

Ricordo che la vetrina ce la fece un fabbro, il banco da vendita ce lo regalò un mobiliere ed il banco per le riparazioni lo ricavammo da una piccola scrivania. Iniziammo con delle riparazioni formando la nostra clientela attraverso il passaparola dei nostri amici.

MARCO DE SANTIS – TAPPEZZIERE – Centocelle

Quando parte la sua attività, signorMarco?

Nasce nel 1966, l’anno dei Mondiali di calcio, con mio padre e mio fratello Antonio che già lavoravano come tappezzieri. La mia avventura qui è iniziata sin da quando ero un bambino all’età di 12-13 anni. Appena dopo aver finito le scuole elementari mio padre mi disse: o continui a studiare oppure vieni a lavorare in bottega. Scelsi la bottega.

Da quali lavori ha iniziato?

Ho cominciato aiutando mio fratello, facendo le pulizie e riordinando il negozio. Con il passar del tempo ho imparato il mestiere e l’ho fatto mio, fino a prendere nel 1983 le redini del laboratorio, non appena mio fratello ha ottenuto un posto pubblico.

E poi?

Ho continuato sempre qui in questa stessa sede e nello stesso laboratorio. Il lavoro è sempre andato abbastanza bene, e a poco a poco sono riuscito a conquistare la fiducia dei clienti.

DI SANTO – ABBIGLIAMENTO – Centocelle

E il vero segreto del successo della ditta?

Le ragioni di questo successo, come ho già anticipato, sono la serietà e la perseveranza, coadiuvate dalla conoscenza di tutto quello che concerne il mondo dell’abbigliamento. Proprio questa conoscenza ci ha aiutato ad avere sempre un rapporto di fiducia con la clientela, pronta a fidarsi dei nostri consigli. Oltre a questo abbiamo sempre garantito un servizio su misura.

Come si presenta la situazione del quartiere? Nonostante l’insediamento, da diversi lunghi anni, a piazza dei Mirti del cantiere della metro C non abbiamo riscontrato grandi disagi tranne quello della carenza di parcheggi. Un problema che moltissimi clienti ci hanno rappresentato diverse volte: sarebbe necessario creare un’area riservata dove lasciare le auto e fare, in tutta tranquillità, due passi per il quartiere. Noi abbiamo messo a disposizione dei posti dedicati ai nostri clienti, ma vengono sfruttati troppo poco e solo da chi viene direttamente da noi senza visitare altri negozi. Quindi chiediamo all’amministrazione municipale di valutare bene la situazione parcheggi prima dell’apertura della stazione della metropolitana sulla piazza.

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DISCOPIù – Rarità-Dischi da collezione – Fabio Mosera – Centocelle

Difficoltà?

Al momento dell’apertura, complice anche la mia giovane età, non  davo troppo peso ai problemi derivanti dalle dinamiche commerciali che mutano in continuazione. Poi ho imparato a confrontarmi con queste e l’amore per la musica e la voglia di rinnovarsi mi hanno permesso di non rimanere vittima della chiusura che ha colpito i tradizionali negozi di dischi.

Il momento più difficile?

A creare grossi problemi a questo settore è stato sicuramente l’avvento della masterizzazione, manifestatosi parallelamente all’attuale crisi nel nostro paese. Anche se sostengo che per contrastare questo momento sia necessario

guardare al futuro utilizzando nuove tecnologie. La staticità può portare solo alla chiusura.

Come sei riuscito a scongiurarla?

Acquistando all’estero grazie ad internet e gestendo il mio portale www.discopiuonline.com. In questo modo riesco a tenere il passo con l’evoluzione dei prodotti e ad avere una clientela molto più vasta.

DORIAN’S ABITI DA SPOSA – Rita e Annamaria Domizi – Centocelle

Come si è evoluto il quartiere?

Oggi possiamo affermare che viviamo in un quartiere multietnico parzialmente integrato nel caso di alcune nazionalità e meno di altre, anche se questo aspetto lo constatiamo sul piano della nostra vita al di fuori del negozio. La nostra clientela è prevalentemente ancora italiana. Quindi su questo non possiamo dire altro perché non abbiamo avuto un rapporto commerciale con questi nuovi cittadini.

Quali sono i problemi principali del quartiere?

Uno su tutti: la mancanza di parcheggio, soprattutto nelle ore di punta. E questo ci danneggia molto nella nostra attività.

Con l’avvento della Metro C le cose però sono destinate a cambiare…

Oggi siamo ancora alle prese con le difficoltà che ci creano i cantieri per la sua costruzione. Noi la Metro C la vediamo

come una scommessa per il futuro che, ci auguriamo, creerà molti vantaggi derivanti dal collegamento con il resto della città. Per ora però stiamo subendo, e da diversi anni, solo gli svantaggi: la mancanza di parcheggio e i collegamenti pessimi.

EDIL D’EPIFANIO – Materiali per l’edilizia – Centocelle

Com’è la situazione attuale nell’ambito commerciale e nel quartiere e cosa si dovrebbe fare?

Non riscontro grossi problemi nel quartiere e fortunatamente la zona dove siamo noi non è stata coinvolta nei disagi del cantiere della Metro C. Anzi alcune ditte appaltatrici si riforniscono anche da noi. Sono convinto che questo ampliamento del servizio di trasporto pubblico possa giovare anche alla situazione di traffico della nostra città.

Cosa vorrebbe dal VII municipio?

Mi piacerebbe vedere di più la presenza dell’amministrazione municipale sul territorio,non solo quando i candidati sono alla ricerca di voti, ma soprattutto per risolvere i disagi che si presentano quotidianamente in un quartiere insieme ai suoi cittadini.

Cosa può dirci a proposito della sicurezza?

Sul fronte della sicurezza ci sentiamo più tutelati rispetto ad esempio agli “anni di piombo”. Va detto anche che la crisi incide fortemente con la conseguente carenza di personale di vigilanza che servirebbe a donare un po’ di serenità non solo a noi commercianti, ma anche a tutti gli abitanti del quartiere.

EL DESEO – Oggettistica – Emanuela Pangallo – Centocelle

E voi commercianti, cosa state facendo, come procede l’associazionismo commerciale?

Ancora c’è molto da lavorare sul cittadino perché ognuno di noi dovrebbe cercare di sottolineare determinate cose e sia io che la mia collaboratrice facciamo anche questo con grande disponibilità per comunicare e cercare insieme di risolvere qualche piccolo problema. Mentre il commerciante in genere tende a non collaborare, è ostico alla cooperazione che viceversa è fondamentale, soprattutto in momenti di crisi. Perché l’unione fa la forza, e questa ci potrebbe salvare, invece sono tutti troppo concentrati su se stessi e questo non va bene.

Lei ha iniziato giovanissima la sua attività.

Ha un consiglio da dare ai giovani?

Ai giovani di oggi consiglio di lottare per quello in cui credono. Anche se adesso è tutto più difficile nel settore commerciale; esiste una burocrazia che uccide il portafoglio e la mente… Però mai abbattersi.

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EUGENIO FABOZZI – Onoranze funebri – Centocelle

Qual è il segreto del vostro indubbio successo?

La passione e la professionalità con cui svolgiamo il nostro lavoro che ci ha portato negli anni a ricevere numerosi riconoscimenti: nel 1972, ad esempio, ci siamo occupati della sepoltura di Padre Mariano da Torino, il popolarissimo frate cappuccino della TV che presto sarà beato e nel 2003 abbiamo avuto l’onore di curare le esequie del grande Alberto Sordi

Com’è cambiata in tutti questi anni Centocelle?

Direi in maniera profonda. Il quartiere era ancora quasi tutto da edificare, quando la nostra ditta si è inserita in esso. Oggi Centocelle è un quartiere, possiamo dire, semicentrale, con buoni mezzi di trasporto pubblici e altri servizi (posta, banche, strutture per lo sport,negozi, ecc.).

Qualche richiesta nei confronti delle autorità?

Servirebbe una buona manutenzione delle strade e delle piazze, una maggiore vigilanza sul commercio abusivo, una maggiore pulizia.

FARMACIA FRATELLI MARCHETTI –  Centocelle

Qual è il vero segreto del successo della farmacia Marchetti?

L’aver tenuto fede agli insegnamentidi nostro padre Mario: 1)mantenere sempre la parola data;2) partire sempre dai problemi e dai bisogni della gente e cercare di risolverli. E poi naturalmente lavorare con passione e aggiornarsi sempre per essere sempre più affidabili.

Come è cambiato il quartiere?

Ricordo purtroppo che negli anni dal 1975 in poi il quartiere ha visto molta bella gioventù uccisa dalla droga, un problema che ha toccato non poco questa zona, mischiandosi anche a casi frequenti di delinquenza, complice la vicinanza del Quarticciolo. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una forte immigrazione dall’estero con insediamento massiccio di popoli di varie nazionalità. Abbiamo anche avuto la presenza dei mega campi nomadi di Casilino 700 e Casilino 900, con tutti i problemi connessi.Poi c’è stato l’arrivo massiccio di comunitari ed extracomunitari…Ricordo che soprattutto nei primi tempi dell’immigrazione fu per noi un evento scioccante  imbatterci in persone di colore diverso. Le trovavamo distanti dalla nostra mentalità e quasi ne avevamo paura. Mentre adesso il rapporto è ottimale sotto tutti i punti di vista, la vicinanza è servita moltissimo per conoscere ed accettare queste persone. Questo ha permesso l’integrazione dei diversi popoli che portando anch’essi avanti un concetto di famiglia unita, del resto come noi italiani, hanno mandato i loro figli nelle nostre scuole con ottimi risultati di apprendimento.

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GIOIELLERIA di Angelo Fedeli

Che fare per superare la situazione attuale e cosa nello specifico si dovrebbe fare nell’ambito commerciale e nel quartiere?

Penso che la ricetta per risollevare l’economia sia quella di riuscir a fare lavorare tutti, smettendo di aumentare le tasse in continuazione per rimediare alle scelte sbagliate della politica. Questo avviene perché il politico ormai non rispetta più il cittadino che gli ha dato fiducia votandolo, portando ad una vera e propria perdita dei valori un tempo importantissimi.

Cosa bisognerebbe fare?

Credo che ritrovando i sani valori di una volta come il lavoro e lo spirito di sacrificio, l’educazione ed il rispetto per il prossimo il nostro paese può avere un’arma vincente per poter crescere… Lo stesso vale anche per i giovani a cui consiglio di imparare un mestiere per comprendere davvero cosa significa lottare per riuscire ad ottenere risultati importanti che rendano la vita degna di essere vissuta.

EDMONDO FIRMANI – Antiquariato e restauro mobili – Centocelle

Che fare per superare la situazione attuale e cosa nello specifico si dovrebbe fare nell’ambito commerciale e nel quartiere?

Penso che la ricetta per risollevare l’economia sia quella di riuscir a fare lavorare tutti, smettendo di aumentare le tasse in continuazione per rimediare alle scelte sbagliate della politica. Questo avviene perché il politico ormai non rispetta più il cittadino che gli ha dato fiducia votandolo, portando ad una vera e propria perdita dei valori un tempo importantissimi.

Cosa bisognerebbe fare?

Credo che ritrovando i sani valori di una volta come il lavoro e lo spirito di sacrificio, l’educazione ed il rispetto per il prossimo il nostro paese può avere un’arma vincente per poter crescere… Lo stesso vale anche per i giovani a cui consiglio di imparare un mestiere per comprendere davvero cosa significa lottare per riuscire ad ottenere risultati importanti che rendano la vita degna di essere vissuta.

Qual è il suo rapporto con Centocelle?

Posso dire che in questo quartiere, il mio quartiere da sempre, mi sono sempre trovato bene sia per vivere che per lavorare.

Ci sarà qualcuno che continuerà la sua attività?

Non credo.

FABRIZIO FRABONI – Corniciaio – Centocelle

Come si presenta la situazione sua e dell’artigianato in generale?

A rendere la vita difficile al nostro esercizio purtroppo è stato l’avvento della grande distribuzione che ha contribuito fortemente nel cambiare il modo di concepire l’arredamento della propria casa. In quest’ultimo periodo infatti la tendenza è quella di acquistare prodotti di basso profilo, complice anche l’attuale crisi, così da poter risparmiare e cambiare con più frequenza l’arredamento. Quindi non ci resta che puntare sul lavoro di nicchia, ormai destinato a quei pochi che desiderano mantenere pezzi di un certo livello all’interno del loro arredamento. La figura dell’artigiano purtroppo viene sottovalutata parecchio dalle istituzioni, penso che in questo momento di crisi sarebbe necessario attuare una politica diversa per questa categoria.

Che fare per proseguire l’attività artigianale con le nuove generazioni?

Per avvicinare il mondo dei giovani a questo nostro mestiere occorrerebbero delle agevolazioni per attuare dei contratti di apprendistato, perché da parte dell’artigiano c’è grande volontà di insegnare questo lavoro alle nuove generazioni, ma non avendo la possibilità di pagare un vero stipendio risulta davvero difficile, se non impraticabile, trasmettere i nostri saperi ai giovani.

FRANCO E ANDREA NANIA – Barbieri – Centocelle

Franco, cosa ricordi di allora?

Ricordo che un tempo il nostro lavoro era diverso. L’afflusso maggiore dei clienti c’era soprattutto il sabato e ancor più la domenica (perché allora si lavorava la domenica, riposando il lunedì) quando il cliente, come per un rito veniva da noi per il servizio completo: capelli, barba, shampoo e frizione. Lavoravamo ogni domenica, dalla mattina sino alle quattro del pomeriggio, mentre durante la settimana il servizio maggiore era quello delle barbe nella prima mattinata.

E adesso?

Adesso è tutto cambiato; spesso gli uomini si fanno la barba ed i capelli da soli, anche se i giovani vengono ancora per sperimentare dei tagli ricercati e originali. In questo mi aiuta molto mio figlio Andrea che ha deciso di proseguire questa strada, lavorando in negozio con me.

Andrea, come ti trovi a lavorare con papà?

Mi trovo davvero bene con mio padre; questo lavoro mi piace moltissimo, e lo consiglio ai giovani come me, perché ti permette di rapportarti con gente sempre diversa. E naturalmente di sperimentare sempre nuovi tagli, seguendo le varie mode. Per non parlare delfatto che il lavoro ti rende pure indipendente economicamente.

IL GIARDINO DEI FIORI – Armanda e Simona – Centocelle

Cosa si dovrebbe fare nell’ambito commerciale e nel quartiere?

Nella categoria dei commercianti di quartiere si manifesta uno scontento generale per quanto riguarda la situazione del degrado e della sicurezza.

Cosa chiedete al VII municipio?

Nonostante contribuiamo con i nostri fondi ad abbellire la strada ci troviamo sempre a combattere con la mancata pulizia e manutenzione e, purtroppo, chiedere aiuto alle istituzioni non porta a nessun risultato. A ciò si aggiunga che, sul fronte della sicurezza, viviamo con la costante angoscia di rapine o intrusioni nel negozio di male intenzionati, subendo la totale mancanza di vigilanza sul territorio. Chiediamo solo che questa categoria sia tutelata maggiormente e non sia solo tacciata di non pagare le tasse, cosa che facciamo e con un costante aumento delle stesse, a cui non corrisponde una crescita delle entrate.

IL DONO DEGLI GNOMI – Anna e Emanuele Dellacasa

Come ha preso vita questa passione per la lavorazione del cuoio?

Osservando una coppia di amici, all’interno del gruppo che frequentavo con mia moglie Anna, lavorare il cuoio, in una maniera grezza e poco curata. Così con un pizzico di presunzione decisi di cominciare a realizzare le mie prime opere. Con Anna realizzammo questa piccola targa (ce la mostra) per pubblicizzare la nostra attività, e la posizionammo nel bar sotto casa di mia madre, in via G. E. Falck a Tor Tre Teste.

E poi?

Da quel momento non ci fermammo più. Il nostro raggio di vendita era quello delle fiere. Scoprimmo che l’artigianato del cuoio era ovunque apprezzato e poi lavoravamo con le richieste che arrivavano per mezzo del passaparola.

Consiglieresti ad un giovane di oggi la tua professione?

Certo che la consiglierei, purché egli fosse animato da grande passione, perché solo questa può far sì che la bottega non diventi una prigione.


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