Le storie del commercio e dell’artigianato a Centocelle (Parte seconda)

Alcuni stralci dalle interviste di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani pubblicate nel libro “Storie del commercio e dell’artigianato locale
Redazione - 16 Maggio 2013

Ecco una spigolatura dalle interviste di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani pubblicate nel libro “Storie del commercio e dell’artigianato locale presentato il 16 maggio 2013 all’hotel Idea Roma Z3

IL MONDO DELL’ARTE – Remo Panacchia e Elvino Echeoni – Centocelle

Com’è la situazione attuale e cosa, secondo voi, bisognerebbe fare? Centocelle (e gli altri quartieri del VII, ma il discorso pensiamo valga per l’intera periferia), sembra quasi essere stata abbandonato dall’amministrazione comunale e municipale. In conseguenza di ciò avanza il degrado, manca la pulizia, la disciplina e la sorveglianza: due cose che pensiamo siano fondamentali per un quartiere importante come questo. Anche i commercianti non vengono tutelati in alcun modo. Noi soffriamo molto del posizionamento quotidiano di ambulanti abusivi davanti la nostra vetrina che finiscono quasi per nascondere quello che noi esponiamo. Il nostro sforzo di qualificare il quartiere, di portare personalità importanti e di accrescere la reputazione della zona sembra ormai diventato vano. E questo per noi, che abbiamo scommesso tutto in periferia e che per essa ci siamo battuti e ci battiamo, rappresenta un grande dispiacere.

LIBRERIA LAURI – Centocelle

Ma i giovani leggono libri?

Costatiamo che la lettura tra i giovani ha avuto una leggera crescita, grazie anche alla nascita del genere fantasy. Per il resto solo pochi fedeli lettori ancora vengono a sbirciare tra le novità. E pensare che un libro adesso costa davvero poco. Purtroppo è proprio la voglia di leggere che manca. Più che a leggere si passa molto tempo in internet e a chattare.

Come vedete la situazione attuale nel commercio nel quartiere?

A causa del cantiere infinito della Metro C che ha completamente chiuso via dei Faggi, ci siamo ritrovati a far fronte a diverse problematiche. L’abbandono totale di questa zona l’ha lasciata priva di sicurezza e di manutenzione e si sta ingenerando una situazione di marcato degrado. Un tempo (purtroppo è durato poco) potevamo contare sulla presenza del poliziotto di quartiere, ma adesso è scomparso del tutto.

Cosa chiedete al VII municipio?

Sono tante le promesse ricevute dall’amministrazione municipale che non sono state mantenute. Ma noi chiediamo in fondo solo un po’ più di controllo e di sicurezza per noi commercianti e la nostra zona.

LA SPOSA DI MARIA PIA

Quali le ragioni e il segreto del successo della ditta?

Non esiste un vero e proprio segreto del mio successo. Posso dire come si svolge il mio lavoro. Innanzitutto io parlo a lungo con le mie clienti per capire a fondo il loro carattere, la loro personalità, i loro gusti. Solo dopo scelgo e disegno l’abito più adatto, quello che meglio esalta la qualità e la personalità delle mie spose. E la scelta, grazie anche alla loro collaborazione, si rivela giusta e quindi il lavoro passa al laboratorio per l’esecuzione definitiva.

Quindi la ragione del successo dei miei modelli si nasconde nel rapporto instaurato con le clienti, donando loro la possibilità di  poter creare un vestito che esprima a pieno la loro peculiarità. In questo vengono aiutate da me, perché con la mia schiettezza riesco sempre a divenirne la loro complice ed ho imparato che in questo settore proprio questa risulta essere una dote fondamentale per progredire. Mi sono guadagnata la stima e la fiducia di una vasta clientela perché, lavorando con tenacia e determinazione, ho cercato di unire gusto, eleganza, romanticismo e modernità associandoli alla personalità delle spose con la creazione di abiti unici e personalizzati. Io li disegno in esclusiva per le mie giovani clienti e poi li realizzo nella mia sartoria con una vasta scelta di tessuti e pizzi pregiati e ricami, eseguiti a mano nell’atelier, con l’apporto imprescindibile e prezioso delle mie collaboratrici.

FRATELLI LAZZERINI – Tappezzieri e arredatori – Centocelle

Come incidono i ritardi della Metro C nel commercio locale?

Questa zona ha avuto un momento in cui si stava creando qualcosa d’interessante, ma che è finito proprio nel corso della crescita del quartiere. Attendiamo la fine dei lavori della metro C per vedere se questo servizio sarà in grado di restituire nuovo spirito e nuova linfa a Centocelle.

Come avete vissuto l’invasione dei centri commerciali?

I centri commerciali non ci hanno recato dei danni particolari sotto l’aspetto della vendita, ma hanno distrutto il commercio su strada, quello che rende vivo il quartiere. Un tempo Centocelle si reggeva su negozi a carattere familiare, le persone amavano passeggiare per le vie. Adesso ci si rifugia nei centri commerciali e noi non possiamo competere con la loro molteplice offerta. Bisogna rinvogliare il cliente a tornare a comprare sul territorio.

LINO & MARY – Giovanni Vita – Centocelle

Puoi svelarci il segreto del vostro successo?

Lavorare con serietà puntando sul rispetto del cliente senza mai fregare nessuno, cercando di prestare un consiglio dettato dalla nostra esperienza, anziché invogliare a comprare solo per realizzare la vendita. Importante è anche il servizio post-vendita che rappresenta una garanzia per il cliente che sa di poter contare sulla nostra disponibilità, e di poterci ritrovare sempre nello stesso posto. Adesso purtroppo in tanti provano ad improvvisarsi venditori di qualcosa, ma sono convinto che tutti i lavori sono nobili purché siano fatti con la passione e l’onestà.

Cosa chiederebbe alle istituzioni?

Se dovessi dare un consiglio alle istituzioni vorrei dire loro di comportarsi nei confronti del prossimo come il buon padre di famiglia con suoi figli, prendendo le decisioni con più coscienza. A proposito della crisi economica attuale l’unico vero problema è quello di lasciare più soldi nelle mani del consumatore, gravato da tasse a non finire. I negozi possono pure restare aperti 24 su 24, ma se fuori dalla vetrina ci sono clienti che possono permettersi solo di guardare, non cambia nulla nella situazione del commercio e nel benessere dei consumatori.

FRATELLI MARINELLI – Carlo Marinelli – Centocelle

Quale il segreto del vostro successo?

Sicuramente la passione per il nostro lavoro a cui dedichiamo il nostro tempo, cercando sempre di trasmettere l’esperienza e capacità al cliente, accompagnandolo nelle scelte. È molto importante coniugare servizio, disponibilità e studio delle esigenze del cliente. Entrare in un appartamento e sentirsi dire: “questo mobile l’ha fatto tuo nonno” ci lusinga molto.

Come è cambiato il quartiere dal momento in cui vi siete insediati?

Centocelle era un quartiere duro, periferico e di frontiera, con tutti i problemi che ciò può comportare. Oltre ai disagi, però, ricordo con nostalgia anche le persone presenti un tempo, che purtroppo sono venute a mancare, ed i ricchi rapporti di solidarietà in uso allora. Il tessuto sociale era povero, ma ricco d’umanità. Oggi si sta meglio ma quei rapporti sono venuti meno, con le conseguenze negative in termini sociali che tutti conosciamo e sperimentiamo.

MASFER FERRAMENTA – Sandro Martino

Le ragioni e il segreto del successo della ditta Masfer?

Un nostro punto di forza è sicuramente quello di essere un’impresa a conduzione famigliare che ci permette di contenere i costi e di sapersi adattare con rapidità e flessibilità ai diversi cicli economici. Poi seguiamo la filosofia di mantenere sempre un buon rapporto con il cliente, puntando più sulla consulenza ed il servizio, aspetti che invece mancano del tutto nei centri commerciali. Per permettere al pubblico di avere una maggiore scelta inoltre abbiamo ampliato la superficie del punto vendita dai 90 ai 200 mq così da poter ospitare una vasta gamma di prodotti.

E la situazione nel quartiere?

Centocelle, che è stata sostanzialmente ferma per circa 40-50 anni, da alcuni anni sta vivendo una situazione di continuo mutamento e sostengo che, con il passar del tempo, subirà ancora diverse mutazioni.

Cosa si può fare, secondo lei?

Si dovrebbe lavorare di più sul miglioramento del quartiere a livello urbanistico, contribuendo a renderlo più bello e interessante, a beneficio dei commercianti e dei cittadini. Sul fronte della sicurezza ci sentiamo poco tutelati e la mancanza di fondi ha portato infatti alla deplorevole chiusura del commissariato ed alla totale assenza di forze dell’ordine sul territorio.

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ANTICA BACCALERIA MICHELANGELI – Centocelle

Signor Davide, può sintetizzarci la nascita e gli sviluppi della sua attività?

L’Antica Baccaleria Michelangeli si è insediata in via Bresadola negli anni Settanta quando mio padre Angelo decise di lasciare il banco al mercato per aprire un piccolo negozio, dove oltre al baccalà un tempo venivano venduti anche generi alimentari.

Quando è avvenuto il cambiamento di conduzione?

Da quando ho ereditato l’attività da mio padre, nel 1997, ho deciso di specializzarmi esclusivamente nella vendita di baccalà e stoccafisso, perché credo che lavorare bene su un settore specifico possa premiare il commercio locale.

Quindi è questo il vero segreto del successo della vostra attività?

Il segreto del successo sta nell’indovinare un prodotto di nicchia, in questo caso nel campo alimentare, declinato in tutte le maniere ed avere poi anche la capacità di rapportarsi con il cliente dal più esigente e ricercato a quello che acquista sempre la stessa qualità di prodotto.

FEDERICI & ORFEI, pelletterie e calzature –  Centocelle

E la situazione del quartiere?

Non abbiamo fortunatamente gravi problemi di sicurezza. Fortunatamente siamo serviti dai mezzi pubblici. L’unico disagio di cui risentiamo è quello della carenza di parcheggi anche se siamo favoriti dalla via Prenestina che è un strada abbastanza larga che permette ai clienti di fare brevi soste per gli acquisti.

E per quanto riguarda il commercio locale?

Potete constatarlo direttamente; molti negozi hanno chiuso e sono subentrate attività di minor pregio. Ci vorrebbe meno terrorismo psicologico da parte delle autorità sulle persone che hanno già di per sé paura di spendere. Per quanto riguarda le liberalizzazioni degli orari non le comprendiamo proprio: in questa zona dopo le 19.30 chiudiamo tutti e non circola più nessuno, vista anche la mancanza di personale di sicurezza… quindi rimanere aperti sino alle 22.00 è una cosa davvero incomprensibile.

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STUDIO TECNICO UMBERTO PAGLIARO – Centocelle

Da residente e professionista del quartiere, come vedi la situazione del commercio?

Purtroppo la situazione commerciale è andata a decrescere. Tutta colpa della mancata formazione professionale dei giovani che non li porta a cimentarsi nei mestieri ormai quasi estinti. Una mia proposta sarebbe quella di creare all’interno della storica Scuola Cecconi un centro di formazione di arti e mestieri portando ad insegnare gli artigiani più anziani, donando a loro qualcuno a cui trasmettere i segreti del mestiere e togliendo i giovani dalla strada, prospettando loro un futuro nuovo. In questo momento storico bisognerebbe incoraggiare i giovani ad indirizzarsi verso una

professione anziché invogliarli e illuderli con la chimera del posto fisso.

ORAZIO FALCONI – direttore Aniene è” e “Panoroma”

Come vedi il futuro dei municipi della Capitale?

Sicuramente con il nuovo progetto di unificare i municipi ci saranno nuovi problemi. Solo il VII conta 150.000 abitanti; quando si andrà ad unificarsi con il VI si raggiungerà un numero di 300 mila abitanti pari ad una città come Firenze, ricevendo risorse finanziare per nulla paragonabili a quelle di Firenze, e per giunta senza avere l’autonomia finanziaria ed il personale di quella città. Perciò mi chiedo, avremo un miglioramento rispetto alla situazione attuale? E saranno in grado gli amministratori municipali di governare e gestire al meglio le scarse risorse economiche che saranno loro trasferite dal Campidoglio? Infine stento sempre di più a credere al politico che porta avanti la sua carriera per passione, ormai ruota tutto intorno al denaro. E le vicende di questi ultimi tempi sono esemplari ed istruttive della decadente china che è stata imboccata.

PARADISE VIAGGI di Silio e Giancarlo Fabriani –  Centocelle

Come ricorda Centocelle al momento del vostro insediamento e com’è oggi il quartiere?

Un tempo il vero fulcro di Centocelle (e del VII municipio) era via dei Castani che era anzi la strada principale del commercio di tutta la periferia romana. Erano presenti negozi di grande qualità che al momento della chiusura richiedevano (in ragione di questa rinomanza) delle buonuscite con cifre spropositate rispetto al loro effettivo valore. Con l’avvento dei centri commerciali però si è venuto a creare una rarefazione della clientela ed una radicale trasformazione delle modalità di acquisto e, in conseguenza di ciò abbiamo assistito prima ad un declino e poi a un degrado del tessuto sociale. I giovani (e a Centocelle sono sempre meno) e non solo loro ormai privilegiano i centri commerciali che sono divenuti meta abituale per i loro acquisti. Il proliferare ancora non arrestato di queste strutture ha messo in crisi le attività commerciali del quartiere che è sempre più popolato da anziani ed extracomunitari. E a ciò si aggiunga anche il disagio creato dai lavori della metro C. Si è quindi verificata una vera involuzione sia nel settore commerciale che in quello della rete urbana divenuta del tutto indecente e poco accogliente.

Che fare?

Occorrerebbe ad esempio uno svecchiamento dei negozi ridonando il giusto appeal a questa strada, anche attraverso un miglioramento delle infrastrutture (a partire dal funzionamento della metro che viene sempre più ritardato, rispetto alla programmazione originaria dei lavori).

STEFANO PARSI, pasta all’uovo

L’apertura del mio primo esercizio commerciale dedicato al settore della pasta fresca risale al 1987 quando decisi di portare questo prodotto nel quartiere di Centocelle in via Tor de’ Schiavi. A seguito del successo di quest’attività sono arrivati ben altri sette negozi: al Don Bosco, al Casilino 23, in via Parlatore e in via Ponzio Cominio. Un settore che ci ha portato grosse soddisfazioni, anche grazie all’affetto dei nostri clienti, rimasti fedeli al Pastificio Parsi nel corso degli anni.

Quali le ragioni e il segreto del successo della ditta?

Sicuramente la ragione del successo della mia attività può essere attribuita allo speciale rapporto instaurato con il cliente. Siamo riusciti sempre a soddisfare ogni loro esigenza sia per quanto riguarda la vasta scelta dei prodotti freschi, che negli orari di apertura.Nel settore della pasta fresca siamo stati i primi ad attuare l’apertura domenicale con le relative conseguenze. La clientela richiedeva il servizio durante i giorni festivi, dato che con la chiusura dovevano acquistarlo nei giorni precedenti, così informandomi al riguardo ho scoperto che anche per la pasta fresca, come per le pasticcerie, era lecito aprire.

E i commercianti del quartiere come la presero?

Questa mia decisione però non accolse molto favore dai commercianti del territorio e sempre più spesso ricevevamo visite dei vigili urbani. L’accanimento verso la mia attività mi portòa chiudermi un giorno al suo interno cospargendolo di benzina, minacciando di darmi fuoco. Ero davvero esasperato.

E dopo come andò a finire?

Dopo quell’episodio mi venne data ragione sull’apertura non senza problemi, poiché ottenni pure una denuncia per procurato allarme. Tutto questo però ci ha permesso di poter essere sempre vicini ai nostri clienti.

PORCELLANA – Paola e Stefania Cenciarelli

Come si presenta il quartiere oggi?

Centocelle si è diversificata molto nella sua popolazione ospitando cittadini di ogni razza e fede religiosa, ma noi abbiamo avuto con queste persone sempre un ottimo rapporto. Mi sono sempre trovata bene in questo quartiere nel quale il nostro laboratorio viene preso come un fiore all’occhiello. Purtroppo mi dispiace notare come oggi i cittadini siano divenuti meno rispettosi del loro territorio. Desidererei vedere trasformati e riutilizzati tutti quegli edifici abbandonati, facendoli magari diventare dei centri polifunzionali dove i giovani possano coltivare le loro espressioni artistiche e culturali. Questo non avviene perché siamo tutti concentrati a portareavanti le nostre attività, mentre sarebbe necessario realizzare un progetto che veda la partecipazione di tutti gliartigiani e i commercianti del territorio che renda Centocelle un punto di attrazione, dell’arte, della cultura e del buon artigianato.

PUCCI SPORT – Articoli e abbigliamento sportivo – Centocelle

Come vi rapportate con i “nuovi italiani”?

Con l’avvento del fenomeno dell’immigrazione si osserva anche un notevole cambiamento della popolazione. Vediamo passare moltissimi stranieri dal nostro negozio vista anche la vicinanza della moschea. Purtroppo non diventano però ancora nuovi clienti, poiché di certo ora non pensano di comprare articoli sportivi. Perché, con tutta probabilità, sono alle prese con seri problemi e intenti a soddisfare bisogni primari, alimentazione, casa, ecc. Quando avranno risolto i problemi più impellenti, forse potranno diventare nostri clienti. Per ora li vediamo più spesso solo come osservatori delle nostre vetrine.

Cosa prevedi per il futuro?

E chi lo può sapere? Certamente oggi siamo di fronte a gravi incertezze ed a una difficoltà economica seria. Circola poco denaro e le famiglie sono stremate. A ciò si aggiunga che, secondo il piano del commercio, dovrebbero aprire (ed è semplicemente pazzesco!) nuovi centri commerciali nel nostro quadrante della città. Quindi credo che non ci siano davvero speranze per il commercio su strada. Si puntava molto sulla innovazione del centro commerciale naturale di via dei Castani, ma questo concetto non è stato recepito dai commercianti e la mancanza di parcheggio è uno dei problemi principali per tutta la zona.

ROSSETTI Supermercato

Con Pietro ed Alfonso abbiamo parlato della storia della ditta: dalla sua nascita alla crescita fino alla difficile e complessa situazione attuale.

Lo storico panificio Rossetti nasce 1956 dal fondatore nostro padre Alfredo Rossetti che, insieme a nostra madre Fernanda, decise di dare vita a quest’attività divenuta da subito punto di riferimento per le famiglie di Centocelle, offrendo loro uno degli alimenti base sempre fresco, come d’altra parte tutt’ora, in ben due diversi momenti della giornata sia al mattino che al pomeriggio.Durante gli anni Sessanta, precisamente il 9 dicembre 1961, i nostri genitori decisero di trasformare il panificio di via degli Olivi in un piccolo supermercato e successivamente agli inizi degli anni Settanta di aprire un secondo punto vendita in via dei Gelsi 8 a-b-c-d.

Dopo oltre 50 anni, noi figli, con la grande collaborazione di nostra madre, ancora portiamo avanti con successo la nostra attività, un caso quasi del tutto isolato in questo settore, poiché, nonostante questa lunga crisi delle piccole e medie imprese, siamo riusciti a conciliare la natura familiare del negozio con la convenienza e l’offerta del grande ipermercato. Siamo riusciti infatti ad ampliare il nostro punto vendita associandoci con la catena Pam/ Metà venendo incontro in questo modo alle esigenze della clientela offrendo loro assortimento, sconti e offerte vantaggiose, senza però fargli mancare la cortesia ed il rapporto umano classico di un piccolo alimentari sotto casa, ben radicato nel suo quartiere, Centocelle appunto. Crediamo che questa formula rappresenti un buon veicolo per incrementare e mantenere la clientela, così da non indurla a preferire la grande distribuzione.

SPORT INCONTRO – Abbigliamento sportivo – Centocelle

Quali le ragioni e il segreto del successo della ditta?

Un impegno costante e continuo da parte mia e dei miei collaboratori, persone fidate che mi sono rimaste fedeli nel corso degli anni. A darmi una grossa mano c’è stata anche la mia famiglia, mia moglie ed i miei due figli che hanno iniziato ad affiancarmi proponendo nuove idee, una di queste la vendita on line attraverso il nostro sito internet.

Quindi ti stanno scavalcando?

Queste nuove esperienze mi fanno sentire “vecchio” dal punto di vista commerciale, anche se, nonostante tutto, sono aperto alle sperimentazioni e lascio molto spazio alle nuove generazioni, perché facciano i loro errori e attraverso di essi si facciano esperienza. Solo sbagliando si impara e si può crescere.

TERMOIDRAULICA LAURI – Riscaldamento e arredo bagno – Centocelle

Quali le ragioni e il segreto del successo della Termoidraulica Lauri?

La capacità di saper svolgere un lavoro professionale come questo, complesso e non proprio alla portata di tutti, perché per conquistare il favore del cliente bisogna essere in grado di consigliare bene e conoscere la reale validità dei materiali proposti. Questa nostra esperienza e serietà ci ha permesso di raggiungere certi risultati e tanta soddisfazione. Quindi adesso dopo ben 53 anni siamo in grado di servire gli abitanti di Centocelle e non solo, tenendo sempre d’occhio il mutamento delle richieste dei clienti e del mercato. E siamo lieti che questa attività prosegua anche grazie all’apporto prezioso dei nostri figli che hanno deciso di seguire le nostre orme inserendo anche il settore dell’arredo bagno creando una vasta esposizione di prodotti dedicati. Anche l’essere un’impresa a carattere familiare è sinonimo di successo per noi, in quanto i nostri figli cercano ogni giorno di captare i segreti di questo mestiere e di appropriarsene.

Com’è la situazione attuale?

Non ci troviamo di certo in una buona situazione. Con l’avvento di diverse presenze straniere all’interno del mercato italiano il cliente ha variato le sue abitudini di acquisto preferendo materiali non di qualità e a basso costo. Non preoccupandosi molto della durata e della buona tenuta dei materiali. Tranne poi rivolgersi a noi non appena insorgono dei problemi. E questo è il principale dei motivi per il quale non acquisteremo mai prodotti a basso prezzo all’estero. Il nostro lavoro si baserà sempre su un servizio serio e corretto. Ci teniamo troppo al nostro buon nome ed alla nostra buona reputazione.

STUDIO D’ARTE CANDELORO – Dino e Massimo – Centocelle

Pensate che l’arrivo della Metro C porterà delle trasformazioni nel quartiere?

Sicuramente Centocelle si sta preparando ll’arrivo della Metro C con piccoli interventi che permettono di renderlo più funzionale. Possiamo sperare che il trasporto su ferro possa incrementare l’afflusso di persone che arrivano da fuori Roma. Per forza di cose farà bene al quartiere offrendo nuove opportunità ai cittadini.

Quale consiglio vi sentite di dare ai governanti per superare questo momento di crisi?

Dino: Consiglio ai governanti di smettere di parlare tanto e di fare più fatti. Sarebbe necessario dare la possibilità alle piccole aziende artigiane di assumere del personale, senza eccessivi oneri, e formare i più giovani aprendo delle scuole per riportare in auge dei mestieri antichi che stanno scomparendo, in maniera dissennata.

Massimo: Anche per me sarebbe bello avvicinare gli anziani ai giovani in modo da trasmettere le diverse esperienze lavorative. Mio padre ha tramandato la sua professione a me, ma molti artigiani sono stati costretti a chiudere perché nessuno voleva continuare la loro tradizione. I mestieri artigianali potrebbero essere una valida alternativa per i giovani, rispetto alla chimera del posto fisso o ad un’eventuale fuga all’estero.


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