Leonardo. L’uomo vitruviano tra arte e scienza

Dopo sette anni ritorna la sua esposizione al pubblico
di Serenella Napolitano - 8 Ottobre 2009

1- Elaborazione grafica del disegno di Leonardo. Pierantoni. 2- Le Corbusier, Le modulor d’or. 3- Miniatura dalle Tres Riches Heures du Duc du Berry. Zanini.

Conservato dal 1822 nella Galleria dell’Accademia di Venezia, il celeberrimo disegno Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci, verrà esposto al pubblico dal 10 ottobre al 10 gennaio 2010 a Venezia .

Questo quanto presentato oggi a Roma nella sala convegni di Santa Marta in piazza del collegio romano dalla Soprintendente alla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico e antropologico e per il Polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare, Caterina Bon Valsassina.

Alla presentazione della mostra sono stati presenti Mario Resca, Direttore generale per la valorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Roberto Cecchi, direttore generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanea.

“È un disegno emozionante – dichiara Resca – che è diventato il simbolo del mondo occidentale. Dall’arte alla pubblicità, è conosciuto anche dai ragazzini”. E a chi chiede se è giusto o meno esporre un disegno tanto antico, Resca risponde “Abbiamo il diritto di valorizzarlo e farlo conoscere, cosi come abbiamo il diritto di valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico, archeologico visto che è invidiato in tutto il mondo – continua Resca – Molta passione e molto impegno per promuovere l’arte che è una ricchezza anche economica per il nostro paese”.

“È indubbiamente una delle invenzioni artistiche più note di Leonardo, tanto da essere ormai un simbolo nei contesti più disparati: dal recto di una moneta (l’euro), al giubbotto degli astronauti della Nasa. Nel disegno si leggono tutte le certezze del mondo classico, quando l’uomo ancora si rapportava alla natura, imitandola.” Afferma Cecchi, e ribadisce l’importanza che sta nel valorizzare e far conoscere il nostro grande patrimonio artistico; se non altro è uno degli articoli fondamentali del Codice Urbani (codice per i beni culturali).

Gli ulteriori interventi durante la conferenza sono stati scientifici e storici come quello di Annalisa Perissa Torrini che ha spiegato come Leonardo cerca di rispettare nella sua arte quelli che sono i canoni di bellezza ideale del Rinascimento. “In lui – afferma la Torrini – l’idea dell’armonia è onnipresente, insieme a quella della perfezione”.

Mentre la Bon Valsassina ha spiegato che l’idea di esporre a ciclo il celebre disegno di Leonardo nasce dalla volontà di offrire al pubblico l’opportunità di ammirare per tre mesi (limite massimo fissato per l’esposizione in sicurezza delle opere su supporto cartaceo, l’ossigeno tende a farle scomparire) e contemporaneamente preservarla dal deterioramento del tempo.
Eseguito a Milano forse intorno al 1490, e conservato nella Galleria dell’Accademia a Venezia sin dal 1822, il foglio rappresenta uno studio di proporzioni del corpo umano, inserito nel cerchio e nel quadrato, dove il cerchio coincide con l’ombelico e il quadrato con i genitali ad indicare l’origine spirituale e fisica dell’uomo, secondo i canoni dell’architetto Vitruvio, ricordato da Leonardo all’inizio della scritta sul foglio e da cui il disegno prende il nome.

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All’interno del progetto finanziato dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali , verrà sviluppato un percorso dedicato ai disabili visivi con supporti studiati appositamente e predisposti dall’Università IUAV di Venezia. A conclusione della mostra si terrà a Venezia un incontro di studi che vedrà insieme storici e scienziati.

Non resta che porsi allora le domande: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo? Domande a cui si cercherà di dare delle risposte mettendosi in relazione con il disegno che sarà in mostra in questi tre mesi.


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