L’evoluzione di casa nostra su uno schermo

di Stefano Cinti - 3 Febbraio 2017

È da sempre uno/a di famiglia. È sempre con noi, ci fa compagnia, ci tiene informati, ci fa ridere, e anche piangere. Quando ci stanca, poi, possiamo decidere di metterlo/a in attesa, e lui/lei lì rimane. Qualcuno avrà già capito di cosa sto parlando e il fatto che stia utilizzando sia il maschile che il femminile nella descrizione, c’entra proprio con l’argomento di cui ho deciso di parlarvi.

Chi lo chiama televisore, chi invece televisione. Praticamente tutti ne possediamo uno in casa nostra, più o meno dagli anni ’60/’70 ad oggi. Seppur il televisore da sempre ci accompagna, non solo nella vita casalinga, esso ha subito un’evoluzione che arriva fino ai giorni nostri.

Chi non ha mai sentito parlare di tubo catodico? Erano i televisori di una volta, quelli molto pesanti e voluminosi. Il tubo catodico altro non era che un dispositivo dove il catodo, un certo materiale metallico, era in grado di emettere elettroni (particelle cariche negativamente), i quali viaggiavano attraverso un tubo fino a colpire uno schermo. Le immagini dipendevano dal fatto che particolari sostanze chimiche (fosfori) che ricoprivano lo schermo, in seguito all’interazione con l’elettrone, producevano un colore (questo principio, fosforescenza, è già stato spiegato quando si parlava della Via Lattea nella nostra stanza).

Ora questi dispositivi sono obsoleti, infatti la corsa al dispositivo più sottile e leggero è sempre in atto. Ma se ci pensiamo, il fatto che i televisori di oggi siano “piatti” ci porta ad una domanda: che fine ha fatto il tubo?  Semplice, non si utilizza più nessun tubo catodico.

I televisori moderni sono formati da innovativi schermi al plasma, LCD o LED. Ed i loro nomi spiegano anche il funzionamento.

Gli schermi al plasma sono formati da una serie di piccole scatoline rivestite da quelle sostanze chimiche in grado di emettere una luce colorata se opportunamente stimolate. Ecco la prima differenza, il tubo lascia spazio a queste scatoline che contengono alcuni gas, il neon e lo xenon (per capirci, quelli delle insegne luminose o dei fari delle automobili). Quando questi gas vengono trasformati in plasma (immaginatelo come un gas carico elettricamente), riescono ad eccitare i fosfori che emettono il colore che vediamo sullo schermo.

E gli schermi LCD? LCD sta per Display a Cristalli Liquidi. In questo caso chi determina il colore che vediamo sullo schermo sono i cristalli liquidi, che sono una via di mezzo tra solido e liquido. A differenza dello schermo al plasma, dobbiamo immaginare che tutte quelle scatoline siano fuse. Una grande, ma sottile, scatola. In seguito ad uno stimolo elettrico, questi cristalli si possono orientare in specifici modi, facendo arrivare sullo schermo finale un colore piuttosto di un altro.

E poi ci sono gli schermi a LED. Di cosa si tratta? Ve lo spiegherò la prossima settimana. Intanto potete guardare lo schermo della vostra televisione, sapendo cosa c’è dietro.

 


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