Liceo Giulio Cesare, finita l’occupazione tra scritte offensive e danni all’istituto. Arrivano i 5 in condotta

Tra le misure adottate figurano il 5 in condotta per gli studenti coinvolti nella protesta e l’annullamento delle gite programmate

Si è finalmente conclusa l’occupazione del Liceo Giulio Cesare, ma il ritorno alla normalità lascia dietro di sé tensioni, danni materiali e nuove polemiche.

Le attività scolastiche hanno potuto riprendere solo dopo l’intervento della polizia, chiamata ad aprire i cancelli chiusi da un catenaccio lasciato durante la notte.

A tenere banco, più dei danni materiali, sono le scritte offensive comparse all’interno dell’istituto. Dopo la “lista stupri” di fine novembre, questa volta sono stati presi di mira due docenti, mentre insulti e minacce sono stati rivolti anche alla dirigente scolastica.

“Parole offensive, diffamatorie e minacciose, tali da ledere profondamente la dignità individuale e il rispetto reciproco”, si legge nel comunicato congiunto della preside Paola Senesi e del collegio dei docenti.

Il messaggio della scuola è chiaro: “Comportamenti che non possono essere giustificati né ricondotti a forme legittime di espressione del dissenso”. Tra le misure adottate figurano il 5 in condotta per gli studenti coinvolti nella protesta e l’annullamento delle gite programmate, mentre sono in corso interventi straordinari di pulizia e manutenzione per ripristinare gli spazi danneggiati.

La preside ribadisce inoltre l’impegno a rafforzare percorsi di educazione alla legalità, alla cittadinanza e al rispetto di genere, sottolineando come la scuola debba restare un luogo di dialogo e confronto: “Ogni forma di protesta o manifestazione del disagio deve avvenire nel rispetto delle persone, delle regole, dei beni comuni e delle istituzioni. Atti intimidatori e lesivi non favoriscono il dialogo, ma producono fratture e sofferenze che contrastano con la missione educativa della scuola”.

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