

Dopo la violenza, l'uomo sarebbe salito su un bus diretto verso Termini, forse per rivendere lo smartphone rubato ai ricettatori che gravitano nell’area
Il silenzio dell’alba, la calma irreale di un parco che si sveglia lentamente. Sembrava tutto tranquillo, quella domenica mattina, quando una donna di 60 anni ha varcato l’ingresso di via degli Olmi a Tor Tre Teste. Ma in pochi istanti, quella quiete si è trasformata in un incubo.
Un uomo l’ha sorpresa, scaraventata a terra, poi la minaccia, “Se provi a gridare ti taglio la gola”, strappandole il telefono dalle mani. La violenza: dieci interminabili minuti fatti di brutalità, minacce di morte e paura.
Quando tutto è finito, l’aggressore si è persino pulito con i vestiti della vittima prima di allontanarsi a piedi. Lei, stordita e ferita, è riuscita a tornare a casa e chiedere aiuto ai vicini, che hanno chiamato i soccorsi.
Al policlinico Casilino i medici le hanno riscontrato la frattura di due costole, inserendola subito nel percorso del “codice rosa” per le vittime di violenza.
Ai carabinieri la donna ha descritto il suo aggressore: un uomo giovane, di colore, con un berretto in testa. Dopo la violenza, sarebbe salito su un bus diretto verso Termini, forse per rivendere lo smartphone rubato ai ricettatori che gravitano nell’area.
Gli investigatori della compagnia Casilina hanno già raccolto tracce biologiche nel parco e acquisito le immagini delle telecamere di un vicino centro sportivo. Non si esclude che l’aggressore possa gravitare nel quartiere Quarticciolo, a poca distanza dal luogo della violenza.
Ma oltre alle indagini, resta la paura. Un parco pubblico trasformato in scena del crimine, un quartiere che si interroga sulla propria sicurezza. «Da tempo denunciamo che quest’area, come altre del quadrante, è troppo isolata – avverte Mauro Caliste, presidente del Municipio V – senza un controllo costante diventa terreno fertile per episodi di criminalità. Servono più organici e mezzi alle forze dell’ordine, altrimenti sarà impossibile garantire la sicurezza dei cittadini».
Un grido che si leva da Centocelle, Alessandrino e Tor Tre Teste. Perché quella che doveva essere una passeggiata tra gli alberi si è trasformata in un dramma che scuote l’intera città.
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