

La direttiva europea 1999/31 in materia di discariche di rifiuti è stata recepita tardi e male dal governo italiano
Il 10 aprile 2008 la Corte di giustizia europea ha condannato il governo italiano al pagamento delle spese per aver recepito tardi e male nell’ordinamento nazionale una direttiva in materia di discariche di rifiuti.
La vertenza è nata da un esposto della Commissione europea che ha chiesto di dichiarare non conforme alle norme comunitarie il decreto legislativo 13 gennaio 2003, con il quale il governo ha trasposto nell’ordinamento nazionale le disposizioni della della direttiva 1999/31.
La Commissione ha sostenuto che, “a causa della ritardata trasposizione della direttiva 1999/31 (il 27 marzo 2003, anziché entro il 16 luglio 2001), il trattamento applicato alle discariche autorizzate tra il 16 luglio 2001 e il 27 marzo 2003 è stato quello riservato alle discariche preesistenti e non quello, più rigoroso, previsto per le discariche nuove".
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La Corte, dando ragione alla Commissione, ha stabilito che il decreto italiano viola gli articoli 2 e 14 della stessa direttiva sull’adeguamento alle nuove norme delle discariche esistenti.
In sostanza, l’Italia applica alle discariche nuove il trattamento piu’ favorevole previsto per le discariche preesistenti al contrario di quanto previsto dalla direttiva. Sempre in contrasto con la normativa comunitaria è anche il trattamento dei rifiuti pericolosi per cui le regole transitorie previste non sono state applicate alle discariche preesistenti, ma solo a quelle nuove.
Il decreto legislativo n. 36/2003 prevede che le regioni debbono elaborare e approvare un programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili presenti nelle discariche e fissa anche le scadenze da rispettare ai fini di una riduzione graduale di tali rifiuti nelle discariche. Fissa inoltre le regole relative al trattamento delle discariche preesistenti, stabilendo le regole per l’adeguamento delle stesse.
La direttiva europea definisce le nozioni di rifiuti e di discariche e le suddivide in tre categorie: le discariche per rifiuti pericolosi; per rifiuti non pericolosi; per rifiuti inerti. Prevede che gli Stati membri elaborino una strategia nazionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili e stabilisce regole riguardanti i costi dello smaltimento dei rifiuti, la procedura di autorizzazione di nuove discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari.
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