

Fino al 12 aprile in mostra al Vittoriano ad ingresso libero
E’ in mostra dall’8 marzo al 12 aprile (dalle 9.30 alle 18.30) con ingresso libero, al Complesso Monumentale del Vittoriano, “L’Italia della Repubblica 1946-2006”, promossa dalla presidenza del Consiglio, della Camera e del Senato, sotto l’alto patrocinio del presidente della Repubblica.
La mostra si ricollega al progetto di celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia nel 2011 e alla mostra su De Gasperi, ripercorrendo gli ultimi sessant’anni della Repubblica italiana. Si passa attraverso quadri, quotidiani, documenti inediti. E poi ancora fotografie, tra cui le testimonianze relative al terremoto dell’Irpinia o alla strage di Bologna del 1980. Costumi, addirittura, come quello che indossò Alberto Sordi nel film “Il marchese del Grillo”, nel 1981. I copioni di Luchino Visconti, la Ferrari e la vecchia Cinquecento.
Il visitatore può attraversare due linee direttive.
La prima è una suddivisione nelle sei presidenze della Repubblica: "trovando nei documenti originali le testimonianze puntuali dei punti critici della nostra storia, come il decreto di istituzione del primo governo De Gasperi, mostrato al pubblico per la prima volta, ma anche manifesti elettorali sul referendum del 2 giugno 1948 o sull’abolizione della legge truffa, fino a quelli pubblicitari", afferma il responsabile del comitato tecnico-scientifico Marco Pizzo.
La seconda linea direttiva è la possibilità di estrapolare aree tematiche: l’evoluzione della società italiana, da rurale a industriale e post-industriale, le nuove tecnologie di sviluppo, dalle autostrade al ponte di Messina, dal telefono al cellulare alla videocomunicazione. Senza dimenticare l’arte, la moda, il design, lo sport.
A completare la mostra, Nicola Caracciolo, con il supporto dell’Archivio storico dell’Istituto Luce e delle Teche Rai, ha realizzato un documentario che ripercorre l’intero periodo, attraverso ricostruzioni storiche e filmati d’epoca. "Il filo conduttore è il cambiamento” ha detto Caracciolo.
Con questa mostra dal respiro nazionale si è deciso di celebrare anche la città di Roma: città unica al mondo, da secoli capitale della cristianità, eppure al tempo stesso metropoli e capitale della Repubblica.
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