

Al Teatro dell'Orologio la pièce di Daniel Horowitz
Debutta il 5 aprile nella Sala Grande del Teatro dell’Orologio, in via dei Filippini 17a, lo spettacolo teatrale “Lo zio Arturo”. Scritta da Daniel Horowitz, con Mauro Marino, la pièce segue la storia di Peter Stone, professore universitario e drammaturgo, scampato all’Olocausto.
Non riuscendo più a convivere con i tremendi ricordi l’uomo è alla ricerca di un produttore per la messa in scena della commedia che ha scritto sull’esperienza vissuta.
Non trovandolo, decide di fare a modo suo e di improvvisare sul palcoscenico la sua scenografia, servendosi di ciò che trova al momento: un riflettore spento, una scala, una sedia.
E infine lui, un bambolotto piccolissimo, chiamato a fare lo zio Arturo, in senso letterale l’antagonista, colui che, unico della famiglia, è riuscito a salvarsi dai nazisti.
Nelle note di regia Daniel Horowitz, drammaturgo e regista residente a Tel-Aviv, racconta il progetto dello spettacolo affermando che “Lo zio Arturo affronta il rapporto tra un sopravvissuto e gli altri che nei campi non c’erano… Ho deciso di scrivere Lo zio Arturo come monologo perché ho imparato da Gabriel Dagan 8 il vero Peter Stone) una cosa: quando parliamo di loro dobbiamo parlare di uno di loro. Le storie di Gabriel hanno un’incredibile combinazione di humor e orrore. Queste storie e il modo in cui me le ha raccontate sono la base del monologo.”
Significative anche le parole dell’attore Mauro Marini, il quale afferma che giorno dopo giorno, ha cercato sempre più non di recitare, bensì di sentire Peter Stone. “Lo zio Arturo” è un’emozione vissuta e impossibile da tenere dentro. Ciò che si comprende è che quando le tende della realtà si chiudono e quelle del teatro si aprono, l’importante a volte non è tanto la scenografia, bensì l’essenza stessa della storia; nel caso di Peter Stone, bastano pochi elementi ad avvicinare lo spettatore alla consapevolezza che chi non ha provato la terribile esperienza dell’Olocausto non potrà mai capire e chi ci è passato attraverso sopravvivendo non capirà mai il perché di tanto odio.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.teatrorologio.it
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