Categorie: Scienza Quotidiana

Luci più belle con meno sforzo: il LED

Dopo aver iniziato, la scorsa settimana, il percorso evoluzionistico che ha riguardato i televisori, oggi concluderò il discorso, parlandovi di un nuovo tipo di televisore che sta popolando le nostre case. Finora abbiamo visto che dal tubo catodico, ci siamo spostati verso modelli con schermi al plasma e LCD. E gli schermi a LED?

Innanzitutto LED sta per Light Emitting Diode, che in italiano è tradotto come diodo ad emissione di luce. Questo LED non è altro che un dispositivo che sfrutta alcuni particolari materiali (semiconduttori ad esempio) capaci di produrre una luce attraverso un meccanismo di emissione spontanea. Brevemente, un diodo è un dispositivo in grado di emettere luce se gli viene applicata una certa tensione. Il colore della luce emessa dipende dal materiale che costituisce il diodo.

I televisori a LED sono dei particolari tipi di tv LCD, ma lo schermo anziché essere illuminato da lampade tradizionali (che stanno nel televisore), è illuminato da queste piccole luci, i diodi che emettono luce. Questo illuminare lo schermo è detto retroilluminazione. La tecnologia LED comporta un netto miglioramento delle immagini, con una maggior gamma di colori, un nero più intenso dei comuni LCD (non arrivano ai rapporti di contrasto ottenuti con schermi al plasma), ed inoltre gli schermi sono più sottili degli altri in quanto i LED sono molto piccoli. Occorre che abbiate in mente, che i televisori cosiddetti a LED, sono dei particolari schermi LCD (li abbiamo visti la scorsa settimana).

L’utilizzo dei LED è anche molto utile se si vuole risparmiare in casa nostra. Sono ormai molte le case in cui si trovano lampadine a LED. Il motivo è che serve poca energia per produrre luce con i LED e che, questa luce produce una elevata illuminazione. Il problema, se vogliamo, è che queste luci a differenza di quelle classiche a filamento, producono una illuminazione molto direzionale e non saturano l’ambiente, anziché di quella prodotta da un filamento incandescente. Pensiamo al lampadario della nostra cucina. Un lampadario con una lampada classica, illuminerà quasi tutta la stanza (come farebbe la fiamma di una candela). Per illuminare la stessa cucina con luci a LED, invece, occorrerebbe sfruttare diverse fonti di illuminazione ben disperse sul soffitto. Tuttavia, ultimamente con delle lampade chiamate a filamenti LED si riesce a diffondere maggiormente i raggi luminosi.

Non solo in casa nostra, i LED trovano molteplici applicazioni come ad esempio nei fari delle automobili, le spie di standby dei telecomandi degli stessi televisori, oppure sono utilizzati nei semafori o come lampioni (anche se ce ne sono pochi esempi in circolazione, soprattutto in Italia). Ancora una volta, le nuove tecnologie passano per casa nostra!

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