

Ricordano la professionalità e umanità dei magistrati Falcone e Borsellino
A trent’anni dalla strage di Capaci, nell’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone di piazzale Hegel, nel IV Municipio, sono intervenuti Lucia Borsellino e il Colonello Ultimo. Una giornata memorabile che ha visto la partecipazione di moltissimi alunni della scuola elementare e media.
Gli ospiti si sono messi a disposizione per tutto il giorno a raccontare, testimoniare, rispondere alle domande.
L’umanità e l’umiltà di Lucia Borsellino ha stupito tutti i presenti; la figlia dell’ex magistrato ha raccontato l’amicizia tra il papà e il collega Falcone oltre alla loro professionalità che li ha resi bersagli dei mafiosi.
Non è stato un semplice susseguirsi di cronaca o di ricostruzioni giudiziarie e investigative. La Borsellino è riuscita ad avvicinare e rendere umani e non super eroi, quindi non un esempio impossibile da raggiungere, suo padre e Falcone. Ha raccontato aneddoti, difficoltà quotidiane anche familiari, preoccupazioni (ad esempio l’isolamento all’Asinara), gli stati d’animo vissuti in quel periodo e subito dopo la tragedia.
Oltre alla Borsellino e il Colonnello Ultimo erano presenti le Istituzioni locali: il Presidente del Municipio IV, Massimiliano Umberti, la vice Presidente del Municipio IV e Assessora alla Scuola, Annarita Leobruni. E il consigliere comunale Giorgio Trabucco, ex alunno della scuola.
Gli alunni hanno rivolto innumerevoli domande ai due invitati che non si sono mai sottratti nel rispondere in maniera nuova e accattivante, adatta giovanissima generazione che li ascoltava.
Le giornate come questa, ha dichiarato il presidente Umberti, «vanno ricordate tutto l’anno. Falcone e Borsellino come tutti quelli che hanno perso la vita nella lotta contro la mafia e la malavita devono rimanere nelle nostre menti, sono fatti che vanno trasmessi alle nuove generazioni per costruire un paese migliore».
Lucia Borsellino: «la presenza di tutti questi bambini è un grande dono per tutta la societ໫Oggi i protagonisti sono i bambini che in quel momento non erano ancora nati – ha detto Lucia Borsellino – hanno queste occasioni per rivivere e partecipare a storie che comunque gli appartengono. Magnifico il lavoro delle insegnanti di questa scuola; questi ragazzi ci hanno posto domande ricche di profondità e conoscenza; questi momenti di incontro sono bellissimi e arricchenti per tutti noi.»
Lucia Borsellino ha più volte sottolineato che la presenza di tutti questi bambini è un grande dono per lei e per la società. «Mio padre sarebbe orgoglioso di questa giornata e vi avrebbe ringraziato uno ad uno; è stato un esempio nella vita privata, ci stava vicino e capiva i momenti delicati che vivevamo tutti in quel periodo, cercava di starmi vicino nonostante tutto. Anche mio nonno, farmacista in un quartiere molto particolare di Palermo – Kalsa – era generoso come mio padre: si dava da fare con atti concreti, visitando le persone che non potevano permettersi cure, regalava farmaci a chi aveva un disagio economico. Mio padre non ha mai perso questa generosità ed umiltà.
Il Colonello Ultimo (più conosciuto come Capitano Ultimo) ha scelto di intervenire in questo Istituto, tra gli innumerevoli inviti ricevuti: «Le scuole di Roma sono speciali, Roma è una città speciale, dobbiamo stare vicino ai nostri insegnanti e alunni, questi sono importanti: i nostri figli, i nostri ragazzi. Dobbiamo farli sentire importanti, il mondo è loro e devono costruire il mondo a loro immagine. Dobbiamo dedicare tempo ai nostri ragazzi. Dobbiamo rivedere il rapporto con le generazioni più giovani. Abbiamo creato un mondo che non va bene, dobbiamo ricominciare con i giovani e farli partecipare maggiormente nelle scelte sociali. L’ascolto è il cuore di tutto. Ascoltiamoli».
Tra gli impegni concreti che il Colonello porta avanti è la onlus “Volontari Capitano Ultimo” nella Tenuta della Mistica, «è il progetto basato sull’amore che trasforma –spiega Ultimo. – C’è una casa famiglia con dieci minori, diamo alloggio a persone che vivevano per strada. Abbiamo una mensa per i poveri. Ci spogliamo di quello che abbiamo e lo vendiamo per sostenere questi progetti».
L’assessora alla Scuola del Municipio IV Annarita Leobruni, ex alunna dell’Istituto ha dichiarato: «Una grandissima emozione aver partecipato oggi qui perché, quando la nostra quotidianità venne squarciata in due da quell’attentato nel Maggio 1992, io ero un’alunna proprio di questa scuola, e ricordo come impegno morale per la giustizia, l’intitolazione dell’Istituto, qualche anno dopo, a Giovanni Falcone. Fu un impegno di questo territorio, di noi alunni, un sentimento di cambiamento e la voglia di prendere parte al bene, partecipare al bene e alla giustizia. Oggi ci sono tanti bambine/i come lo ero io e tante maestre, alcune presenti anche allora, e quel sentimento, quell’emozione, quell’impegno ha permeato e permea questo percorso e la voglia di prendere parte per il bene, ognuno nei propri ambiti».
«Ringrazio tutti – ha continuato l’Assessora – Lucia Borsellino per la sua semplice straordinarietà, il Colonello Ultimo, le forze dell’ordine, le maestre che in questi trent’anni hanno lavorato per lo Stato, per il bene, seminando dei semi di giustizia nei bambini e nei ragazzi. I semi di oggi e quelli di ieri hanno fatto crescere e cresceranno alberi e foreste di persone che si impegnano e si impegneranno per il bene, per la giustizia, per la partecipazione contro ogni tipo di mafia. Quella mafia, che pensava di uccidere la speranza ha solo aumentato i semi di giustizia. C’è ancora tanto da fare, ma uniti si fa, si deve.
La dirigente scolastica, dottoressa Virginia Croce, orgogliosa della giornata organizzata grazie all’impegno delle insegnanti, ha ricordato che «la certezza che la mafia può essere sconfitta ci rende sempre più consapevoli che i loro insegnamenti [di Falcone e Borsellino, N.d.r.] devono essere per noi tutti considerati ed integrati nel nostro progetto che si ispira alla legalità e che sempre più gli obiettivi della legalità dovranno permeare i nuovi percorsi didattici».
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