

Giovedì 12 maggio 2011, uno spettacolo di piccole cronache di un emigrante (in sette movimenti) di e con Gigi Borruso
Giovedì 12 maggio 2011 ore 21.00 al Teatro Comunale La Fenice in piazza dei Martiri Antifascisti 1 ad Arsoli (RM) Officina E.S.T. Esperimenti Sul Territorio, Officina Culturale della Regione Lazio promuove La Provincia va in scena con Luigi che sempre ti penza. Piccole cronache di un emigrante (in sette movimenti) di e con Gigi Borruso, contrappunti cantati da Serena Rispoli, fantocci ed elementi di scena Elisabetta Giacone
Uno spettacolo che ricostruisce, fra concretezza storica e delirio fantastico, l’esperienza d’un contadino siciliano emigrato in Germania negli anni ’60. La trama delle sue esperienze e dei suoi pensieri poggia su alcune testimonianze raccolte dall’autore e sulle suggestioni di un piccolo nucleo di lettere di emigranti tratte da Entromondo di Antonio Castelli, essiccata e vibrante ricostruzione di lingua e di umori contadini in via d’estinzione.
Ma Luigi è un personaggio fantastico, sintesi di storie diverse, trattate in modo libero e con evidenti riferimenti alla contemporaneità.
Gastarbaiter, lavoratore ospite, a tempo, divenne in Germania, fra gli anni ’60 e ’70, sinonimo di Italiano. Questa definizione pian piano assunse lo stesso valore dispregiativo che oggi da noi ha la parola extracomunitario. Gastarbaiter, Italiano. Forse così riconosciuto per ricordargli la sua precarietà.
Scrive l’autore in una nota: “Ho immaginato lo sguardo di quest’uomo, la percezione di sé in terra straniera. L’ho immaginato nella baracca del cantiere in Germania, intento a rimembrare a voce alta i sogni della notte trascorsa, a scrivere alla sua famiglia, impegnato a definire un’identità messa in crisi dalla paradossale condizione che sperimenta ogni emigrante… Da alcuni anni lavoro ad un teatro che tenta di coniugare la consapevolezza etica con lo stupore fantastico e mitico. Accostandomi a un tema di attualità, per certi versi abusato, come quello dei migranti, ho lavorato ad una dimensione quasi fiabesca. Provando a ricreare un linguaggio, quale quello suggerito dalle lettere dei nostri emigranti, asciutto e straniato rispetto alle norme della lingua, concreto e polivoco ad un tempo. Luigi parla una lingua che racconta di un’altra estraneità, di un altro esilio. Sospesa fra il siciliano contadino, la lingua italiana ed il tedesco: fra la lingua della terra, della famiglia e quella dei media, dell’autorità, del lavoro. Chissà che la “fragilità” della sua lingua non apra nuovi piani di senso…
Lo spettacolo si è recentemente arricchito di una seconda parte che ci riporta al presente, alle migrazioni del nostro tempo. L’autore ha immaginato così che il personaggio di “Luigi” dialoghi con i migranti di oggi, i “nostri” immigrati. Storie diverse di viaggio si confrontano, portandoci avanti e indietro nel tempo, fra la nostra memoria e il presente. Per provare a comprendere qual è il nostro rapporto con l’altro, con lo straniero. Storie ispirate a vicende reali, quelle che le cronache quotidiane portano insistentemente alla ribalta: come i continui sbarchi sulle nostre coste di disperati in fuga dai luoghi più miseri e disgraziati del mondo, i naufragi di migliaia di migranti senza nome a poche miglia dalle nostre spiagge, le storie di sfruttamento, di pregiudizio e di paura.
A far da contrappunto alle parole di Luigi nella seconda parte, la voce di Serena Rispoli, che propone alcuni canti tradizionali siciliani, del meridione d’Italia, del Nord Africa e dei Balcani.
Gigi Borruso. Formatosi alla Scuola Teatro di Michele Perriera (biennio 1981/83), entra a far parte della compagnia del Teatés, dove è protagonista del teatro di Perriera fra gli anni ’80 e ’90. Si è dedicato anche alla didattica teatrale insegnando presso diverse realtà siciliane.
Dal 1995 al ‘99 collabora intensamente con il Teatro Biondo Stabile di Palermo, sotto la direzione di Roberto Guicciardini .
Alla fine del 1998 fonda la "Compagnia dell’elica" e avvia un proprio percorso di ricerca, che prosegue con la creazione, nel 2010, di “Transit Teatro” che lavora fra Palermo e Parigi.
Nel 2005 viene chiamato a fondare la Scuola di Teatro Comunale di Gibellina che dirige sino al 2007.
E’ segnalato al Premio Tuttoteatro “Dante Cappelletti” nel 2006 con lo spettacolo “Luigi che sempre ti penza”, dedicato al mondo dell’emigrazione siciliana degli anni 60/70, di cui e autore ed interprete. Con il medesimo testo nel 2008 è finalista al Premio “Ugo Betti” per la drammaturgia XV edizione.
Nel 2009, con la pièce “Fuori campo”, vince il Premio Tuttoteatro alle Arti sceniche Dante Cappelletti VI ed.
Collabora con la RAI, sin dagli anni ’80, come attore, doppiatore, programmista-regista.
Vive e lavora a Palermo.
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