L’ultima fatica teatrale dell’associazione “La Primula” a Centocelle

Un addio e... un arrivederci
Maurizio Rossi   - 14 Dicembre 2018

Una delle definizioni che si danno del Teatro è “il gioco del fare finta”, ma l’Associazione La Primula, in occasione dei suoi trent’anni, ha voluto, la sera del 12 Dicembre, stupire i numerosi spettatori del Teatro Quarticciolo, con una finzione nella finzione! Lo spettacolo scritto e diretto da Stefania Ambrosi, per l’occasione essa stessa attrice, ha inscenato infatti la prova generale di una pièce del giorno dopo, dal titolo appunto “Domani si va in scena…forse!” Significativa la trama, il tema di Ulisse viaggiatore e di Penelope che attende, declinato tante volte anche in teatro, perché vi sono tanti Ulisse, e per conseguenza tante Penelope, nella vita umana che è spesso viaggio alla ricerca di qualcosa, o meglio di sé stessi; mentre per altri, per altre, “è una continua e lunga attesa”.

Cucite assieme dalle due voci narranti, si sono succedute: la scena di una tempesta, con uno scatenato Nettuno; il naufragio su una attualissima “isola degli spot” dove ragazze “totalmente finte, perché sono solo dei ciak” hanno confuso a suon di pubblicità i malcapitati naufraghi; un’isola “del non saluto”, metafora dell’incomunicabilità e della non integrazione tra culture; la lotta dell’astuzia con la forza e la prepotenza dell’immancabile e mostruoso Polifemo; le tentazioni di danzanti sirene per irretire Ulisse; la bella rappresentazione della poesia “La diversità” . Il tutto incorniciato dalla scena iniziale e finale che, con diverso linguaggio e pathos, fanno vacillare il mito del “superuomo” avventuroso, viaggiatore per “nascondere le proprie debolezze” o per trovare “altri amori”.

Bravi gli attori, trai quali alcuni alla prima esperienza di teatro integrato, abili nelle battute a volte “bischere”e nell’occupare la scena come interpreti ormai “navigati”; belle le scenografie, il terrificante Polifemo, le coloratissime e suadenti sirene, la nave nella tempesta.

E’ stata una tessitura paziente, anche tenendo conto delle numerose difficoltà incontrate in quasi un anno e mezzo di allestimento, non ultime quelle dovute ad una forzata condivisione del teatro durante le ultime prove del pomeriggio. Ma tutto è stato superato, perché la Primula “vive nell’oggi” e giorno per giorno supera gli ostacoli sul suo cammino.

Infine gli immancabili saluti, emozionanti come sempre, commoventi nel ricordo degli amici che vivono ormai solo nel nostro cuore; malinconico quello della regista Stefania Ambrosi, che lascia dopo tanti anni il laboratorio teatrale dell’Associazione: il suo impegno e i suoi insegnamenti, non solo di tecnica teatrale ma di attenzione e di cura degli altri, sono ormai un patrimonio prezioso della Primula.

In platea qualche posto vuoto, a causa di influenze e impedimenti, o di “latitanze istituzionali” alle quali, purtroppo o per fortuna, non faremo mai l’abitudine.

Mi piace concludere con i versi dell’amico poeta e socio della Primula, Leone AntenoneÈ ancora notte e parto per il viaggio / come Ulisse. Leggo smancerie / e messo in fila in mezzo a li nessuno, / trovo coraggio e scrivo ‘na poesia. / È nato un novo giorno e vedo er sole.

La Primula è un’associazione di volontariato che opera nel V Municipio (ex-VII) di Roma con lo scopo di favorire l’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità. Il gruppo dei volontari è costituito da professionisti, studenti, pensionati che mettono le loro conoscenze e le loro competenze specifiche a servizio degli utenti, giovani e meno giovani, i quali trovano nei momenti di laboratorio e in quelli di convivialità, occasioni di incontro, di svago, di socializzazione e di crescita culturale. Si è fatta conoscere con le sue rappresentazioni di Teatro Integrato, con i suoi laboratori di canto, biodanza, scenografia, giardinaggio e con una pubblicazione fotografica sul quartiere Prenestino, Centocelle. Ha festeggiato quest’anno i trent’anni di attività, con un Convegno sul tema dell’integrazione ed altre iniziative.

 

Maurizio Rossi       


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti