

Dopo 11 anni di vicende non sempre ideali, il sistema della raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, mostra di non poter reggere per molto e sembra a buon punto dal naufragio. E non sono stati gli utenti, bensì l’AMA a provocarlo. Pensare che era stato così ben ammannito che aveva fatto intravedere la possibilità di un servizio finalmente risolutivo. Invece oggi, la municipalizzata che male ha fatto parlare di sé negli anni, vorrebbe giustificarsi con difficili ragioni operative vista la disomogeneità del territorio e per … un parco macchine … inadeguato.
Si assiste quindi a un difetto di ritiri dei rifiuti e allo sconcio spettacolo di contenitori stracolmi, maleodoranti, oltre che ributtanti, in bella mostra all’interno dei loro graveolenti depositi oppure agli angoli e lungo le strade.
Il malfatto, protratto nel tempo, ha provocato alla fine un forte disagio e sconcerto che aleggiavano da tempo e sono poi sfociati nelle attuali legittime proteste nel quartiere pilota di Colli Aniene ed anche a Decima, Torrino e Massimina, tutti accomunati nella sperimentazione e realizzazione del sistema.
A seguito di ciò, a Colli Aniene, giovedì 12 ottobre 2017 si svolgeva una riunione tra i rappresentanti dell’utenza e quelli dell’AMA, proprio mentre a Ponte Mammolo era in corso una manifestazione abbastanza esemplificativa del malessere dell’utenza alle inadempienze dell’azienda. Manifestazione durante la quale i residenti, assediati dai rifiuti e dalle orde di roditori, hanno bloccato un mezzo dell’AMA reclamando l’immediato ritiro delle immondizie dai contenitori e la rimozione laddove queste erano disseminate. Solo l’intervento della Polizia e le promesse di responsabili AMA (sempre promesse ma questa volta speriamo mantenute), hanno messo fine alla piccola sommossa.
A Colli Aniene, durante lo svolgimento dell’ultima sorta di commedia buffa: i rappresentanti dell’AMA rappresentavano le difficoltà dell’azienda mentre ascoltavano il comitato di quartiere promotore che si sprecava vanamente nell’esposizione di soluzioni alternative che non trovavano però l’approvazione degli interlocutori.
La situazione è obiettivamente allo sbando e insostenibile. L’utenza, fin troppo paziente, continua a mobilitare i comitati di quartiere; a loro volta questi si rivolgono un po’ a tutti ad iniziare dalla stessa Ama e poi ai Municipi fino al Campidoglio. E l’Ama? L’Ama continua ad essere inadempiente, imperterrita continua a vessare e farsi beffa degli utenti. Infatti, mentre clamorosamente li precipita nella sporcizia, sotto i loro stessi occhi, quando interviene, getta tutta la varietà alla rinfusa negli automezzi, senza cioè quella differenziazione così pretesa, quasi a dispetto dell’impegno profuso da ciascuno e – questo è il colmo – applicando addirittura sanzioni collettive allorquando rileverebbe inosservanze nella differenziazione.
Non è ancora tutto: infatti i rifiuti non raccolti per giorni, inevitabilmente si spargono sulla strada aggiungendo problemi ai problemi perché, le precipitazioni anche se modeste, compattano e convogliano le immondizie verso le caditoie dei tombini stradali, rendendoli impervi.
Ora, nell’angosciosa attesa di vedere finalmente tutto il territorio degno di una capitale, i cittadini sperano nell’ultimo progetto, quello delle mini isole ecologiche. Chi vivrà …
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