A Lunghezzina scoperta una nuova Terra dei Fuochi

Scommettiamo che la concentrazione di diossina in quel terreno è superiore ai valori di Legge? Che quell'area contaminata risulta idonea a pascolo e coltivazione? Che le abitazioni vicine sono seriamente inquinate da fibre di amianto? E che a Lunghezzina ci sono altre aree contaminate, come ad esempio la Riserva dei Selci?
Antodio - 7 Gennaio 2014

Da lontano sembra ancora un paesaggio incontaminato, con animali al pascolo su un verde luminoso a poca distanza dai vicini palazzi di Lunghezzina, periferia di Roma direzione est-est-est.

Proseguendo la passeggiata, un vecchio fienile in abbandono con il tetto in eternit inizia a rendere più sinistre le cose: una piccola folata di vento è sufficiente per portare scorie nocive direttamente nelle case della gente, sulle tavole e nei polmoni anche se, ormai, la convivenza con questo mostro sembra aver anestetizzato anche gli animi più agitati: forse perché i veri guai ancora devono iniziare.

Infatti, se camminate su un terreno agricolo le vostre scarpe non faranno “crack” come se stessero camminando su un pavimento rotto.
A Lunghezzina, invece le vostre scarpe faranno proprio “crack”.

Lunghezzina-SatelliteSe buttate gli occhi oltre i cespugli vi accorgete che quel verde è un tappeto che nasconde l’ennesima bruttura ambientale: il terreno è fatto di scarti in vetro, e di altri rifiuti chimici industriali. Prendetene una manciata e di terra in mano ve ne rimarrà ben poca. La vostra terrà potrebbe chiamarsi ACE, Garnier, P&P.

Oppure potrebbe assumere la forma di un famoso smacchiatutto, o più facilmente potrebbe contenere analgesici, deodoranti, crema mani e candeggina: questo è il micidiale compost chimico su cui nascono i prati verdi che vediamo da lontano.

E soprattutto che, su quegli stessi terreni, stanno pascolando pecore. Bene, quelle pecore produrranno latte, e quel latte in qualche maniera arriverà anche su alcune delle nostre tavole.

Lunghezzina - terreni inquinati (12)

Ma l’infelice distesa verde non è solo terra di pascolo, è anche terreno agricolo: ortaggi e verdure che tra qualche mese vedranno la luce esattamente su quella stessa distesa di rifiuti tossici ed entreranno con molta facilità nella nostra catena alimentare.

Il problema è la mancanza assoluta di controlli da parte di enti preposti come Comune di Roma, ASL e ARPA Lazio che sembrano non immaginarsi assolutamente(!!!) che la costruzione di una grande opera come la TAV (Treno Alta Velocità: tratta Roma-Napoli) potrebbe essere un buon diversivo per qualche sversamento abusivo.
Perché – direte – far risalire gli sversamenti all’epoca TAV?

Perché tra i rifiuti trovati c’è una quantità industriale di Tretan crema, prodotta dalla SAIPO-L’Oreal e fuori produzione dal 2004. E non solo: guarda caso la SAIPO utilizzava all’epoca per le sue creme contenitori ad alta tossicità (diossina), motivo per il quale è stata più volte accusata da diverse associazioni di consumatori di vendere prodotti cancerogeni.

Vediamo quindi se qualche pubblico amministratore è in grado di metterci la faccia rispondendo a queste domande:
1) Scommettiamo che la concentrazione di diossina in quel terreno è superiore ai valori di Legge di almeno 10 a 2?
2) Scommettiamo che quella stessa area evidentemente contaminata risulta formalmente idonea al pascolo e alle coltivazioni?
3) Scommettiamo che le abitazioni vicine al fienile abbandonato sono seriamente inquinate da fibre di amianto?
4) Scommettiamo che a Lunghezzina ci sono altre aree altrettanto contaminate, come ad esempio la Riserva dei Selci?

Ecco qui la Terra dei Fuochi in salsa romana, con miopie istituzionali non meno gravi dell’area campana e con domande che aspettano risposte certe ed esaurienti in merito a sversamenti abusivi e terre contaminate.

 


Commenti

  Commenti: 3

  1. Comitato per Gallicano


    Ormai le terre dei fuochi non si contano più… occorre stringerci tutti insieme per presidiare questo territorio… anche a Gallicano nel Lazio, non molto distante, passa la TAV. Inoltre due servizi di Striscia hanno messo in luce una tremenda terra dei fuochi. http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18641http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18699


  2. Non si potrebbe chiedere un’ispezione del territorio e una relativa bonifica dello stesso?? Oppure dobbiamo rimanere osservatori impotenti davanti allo schifo che ci circonda?…ad esempio chi è il proprietario del suddetto terreno? possibile che non si riesca mai a risalire a chi è complice e artefice di questi scempi ambientali?


  3. E che dire delle terre dei fuochi nei campi nomadi di Via di Salone e Via Salviati, sempre a Roma est, che versano nell’aria quasi quotidianamente fumi tossici alla diossina. Roma è come la Campania, solo che nessuno ne parla.

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