L’uomo gambizzato a Roma davanti a un supermercato e l’eco dei 107 kg di cocaina rubati

Al momento gli investigatori non vogliono sbilanciarsi, eppure qualcosa si muove

La scena classica di un agguato. Un modo violento per far arrivare un messaggio, oppure un semplice avvertimento.

Alessio Isopo, 44 anni, incensurato e con una vita lontana dai guai della criminalità, stava tornando a casa con la spesa dal supermercato Crai di via di Selva Candida quando è stato colpito alle gambe da un uomo con il volto coperto da casco integrale.

Il colpo è arrivato senza parole, senza richieste di soldi: solo violenza e sangue. Il killer è fuggito in sella a una moto insieme a un complice, lasciando la vittima a terra tra sacchetti di pasta e scatolame.

La pista principale degli investigatori sembra legata al cognome della vittima. Alessio è il fratello di Cristian Isopo, coinvolto nel clamoroso furto di 107 chili di cocaina a Leandro Bennato, figura di vertice nel narcotraffico romano, nel 2022.

immagine di repertorio

Quel colpo aveva scatenato una sequenza di vendette spietate: torture, sequestri e pestaggi culminati con la morte di Gualtiero Giombini, custode della droga.

Cristian Isopo era stato catturato, legato e picchiato, fino a restituire gran parte della droga e rivelare i nomi dei complici. Gli esecutori delle vendette, tra cui Leandro Bennato e Elias Mancinelli, furono poi condannati a lunghe pene detentive.

Alessio, però, non ha mai avuto ruoli nei traffici del fratello. La sua vita è estranea al mondo della criminalità, eppure è stato colpito. Una dinamica che inquieta e che riapre ferite che sembravano chiuse: la faida, a quanto pare, non è finita.

I Carabinieri del comando provinciale di Roma hanno avviato le indagini, valutando tutte le piste, dalla ritorsione trasversale a possibili segnali inviati ai clan rivali.

La vittima è stata trasportata in ospedale: le sue condizioni non destano preoccupazioni, ma lo shock resta per l’agguato in pieno giorno e sotto gli occhi dei clienti.

Per gli investigatori la priorità è ora capire chi ha sparato e perché, in un mondo dove anche un cognome può trasformarsi in un bersaglio.


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