

Al momento gli investigatori non vogliono sbilanciarsi, eppure qualcosa si muove
La scena classica di un agguato. Un modo violento per far arrivare un messaggio, oppure un semplice avvertimento.
Il colpo è arrivato senza parole, senza richieste di soldi: solo violenza e sangue. Il killer è fuggito in sella a una moto insieme a un complice, lasciando la vittima a terra tra sacchetti di pasta e scatolame.
La pista principale degli investigatori sembra legata al cognome della vittima. Alessio è il fratello di Cristian Isopo, coinvolto nel clamoroso furto di 107 chili di cocaina a Leandro Bennato, figura di vertice nel narcotraffico romano, nel 2022.

Quel colpo aveva scatenato una sequenza di vendette spietate: torture, sequestri e pestaggi culminati con la morte di Gualtiero Giombini, custode della droga.
Cristian Isopo era stato catturato, legato e picchiato, fino a restituire gran parte della droga e rivelare i nomi dei complici. Gli esecutori delle vendette, tra cui Leandro Bennato e Elias Mancinelli, furono poi condannati a lunghe pene detentive.
Alessio, però, non ha mai avuto ruoli nei traffici del fratello. La sua vita è estranea al mondo della criminalità, eppure è stato colpito. Una dinamica che inquieta e che riapre ferite che sembravano chiuse: la faida, a quanto pare, non è finita.
I Carabinieri del comando provinciale di Roma hanno avviato le indagini, valutando tutte le piste, dalla ritorsione trasversale a possibili segnali inviati ai clan rivali.
La vittima è stata trasportata in ospedale: le sue condizioni non destano preoccupazioni, ma lo shock resta per l’agguato in pieno giorno e sotto gli occhi dei clienti.
Per gli investigatori la priorità è ora capire chi ha sparato e perché, in un mondo dove anche un cognome può trasformarsi in un bersaglio.
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