

La prima mostra al mondo sulla storia del fumetto asiatico, al Palazzo delle Esposizioni fino al 21 gennaio 2018
A Roma, in anteprima mondiale dal 7 ottobre al Palaexpò, si può visitare l’interessante mostra “Mangasia: Wonderlands of Asian Comics”, una grande rassegna internazionale promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo, presentata e curata dal Barbican Centre di Londra in collaborazione con The Next Exhibition e la collaborazione di Romics.
Per gli appassionati ed i curiosi di ogni età, un’importante ed ampia selezione di tavole originali, volumi di fumetti asiatici, molti dei quali esposti di rado fuori dai loro paesi d’origine. La mostra si concentra soprattutto sul processo creativo che riguarda il faticoso lavoro di produzione di un fumetto, offrendo in visione anche le sceneggiature, gli schizzi e i layout delle pagine finite, oltre alle opere di oltre 300 tra autori di fumetti e film d’animazione ed artisti famosi di un lungo elenco.
Un confronto significativo con un’altra sfera culturale per esplorare l’immenso territorio di questa speciale forma d’arte, attraverso opere provenienti da Giappone, Corea del Nord e Corea del Sud, India, Cina, Taiwan, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Filippine e Singapore, anche da paesi emergenti in questo settore come Bhutan, Cambogia, Timor Est, Mongolia e Vietnam.
La mostra, curata da Paul Gravett e da un team di oltre venti esperti, ci guida in sei percorsi tematici che mettono a confronto le diverse combinazioni di folclore, storia e audaci sperimentazioni del disegno e della sceneggiatura. La mostra dà spazio anche ai precursori del fumetto, individuati nelle tradizioni asiatiche delle arti visive narrative, ed analizza l’impatto esercitato da questa produzione culturale su altre forme d’espressione quali film, serie televisive d’animazione, live-action, musica, videogame, moda ed arte contemporanea. Paul Gravett è uno scrittore, specialista, editore e curatore TV che lavora nell’industria del fumetto dal 1981. È autore di molti libri sul tema. Ha anche coordinato numerose mostre sull’arte del fumetto, è co-direttore di COMICA, the London International Comics Festival.
“Mangasia: Wonderlands of Asian Comics” copre quindi due secoli di storia del fumetto, dalle prime forme di narrazione per immagini rintracciabili nei libri illustrati indiani e nelle stampe ukiyo-e giapponesi fino ai fumetti digitali di ultima generazione, i popolarissimi webtoon per smartphone realizzati in Corea del Sud, inoltre i percorsi tematici riguardano i luoghi, un vasto numero di paesi su cui si estende una rete di culture, storie, forme politiche, religioni ed espressioni artistiche, dai lianhuanhua cinesi ai manhwa coreani, passando per i cergam indonesiani e i komiks filippini. Altri percorsi riguardano i miti e le leggende su cui si fonda la cultura di un paese, storie potenti che ben si prestano a nuove interpretazioni nel passaggio da una generazione all’altra, dalle forme tradizionali di narrazione come i rotoli dipinti e i kaavad. Altrettanto inesauribile è la popolarità dei due massimi poemi epici indiani, il Mahabharata e il Ramayana, in cui si narrano le vicende rispettivamente di Krishna e di Rama.
Un percorso importante in mostra è quello denominato della Censura e sensibilità. In Asia le battaglie per far sì che ai fumetti fosse consentito trattare argomenti sensibili, tra cui la politica, la violenza, la sessualità, hanno dato origine a opere straordinarie ma hanno anche provocato accesi dibattiti sul gusto e sull’ammissibilità di certi contenuti.
Infine l’ultimo percorso riguarda i Manga multimediali. Considerata l’abbondanza di generi, i fumetti asiatici influenzano e interagiscono con altri mezzi espressivi. Immagini e storie di grande suggestione costituiscono da tempo una fonte d’ispirazione per il cinema.
Sono presenti in mostra anche facsimili digitali in alta risoluzione e oggetti straordinari tra cui la scrivania originale di un mangaka (in lingua giapponese autore e disegnatore di manga), alcuni kaavad (i santuari portatili usati dai cantastorie del Rajasthan), abiti ispirati ai manga e il fantastico Mechasobi, in cui si può ammirare un mecha (i robot presenti in molti manga e anime) interattivo di ultima generazione. In occasione della mostra, infatti, il Barbican Centre ha commissionato una speciale installazione realizzata da Shōji Kawamori, mecha designer di successo, celebre per il suo lavoro in Macross e per il cane robot AIBO della Sony. Il Mechasobi consentirà ai visitatori di pilotare un gigantesco mecha utilizzando la tecnologia del body tracking.
Contestualmente alla mostra, il Palazzo delle Esposizioni presenta un ricco calendario di eventi per approfondire il mondo del fumetto e dell’animazione asiatici, attraverso proiezioni cinematografiche e conferenze ad ingresso libero, presso la sala Cinema. Negli Incontri a Mangasia, alcuni tra i maggiori esperti, disegnatori, sceneggiatori, editor e traduttori di manga attivi in Italia potranno condividere le loro esperienze, offrendo uno sguardo inedito sull’immaginario asiatico e sulla grande influenza che esercita in Italia.
La rassegna Anime – Capolavori del cinema d’animazione giapponese permetterà al pubblico di farsi catturare dall’immaginario sorprendente creato da Miyazaki, Takahata – fondatori della mitica casa di produzione Studio Ghibli – e altri grandi autori nipponici.
INCONTRI A MANGASIA – palazzo delle esposizioni – sala cinema – 12 ottobre – 14 dicembre 2017 – ingresso libero fino a esaurimento posti
– Mangasia: Wonderlands of Asian Comics Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194 – Domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso. Informazioni e prenotazioni: Singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 06 39967500; www.palazzoesposizioni.it.
Foto di Valter Sambucini
Carla Guidi
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