

Un dato che rafforza la qualità complessiva delle acque regionali e rilancia l’immagine del litorale e dei laghi laziali in vista dell’estate 2026
La stagione balneare si avvicina e, per il Lazio, arriva con numeri che segnano un netto cambio di passo. Il monitoraggio aggiornato al 2025 fotografa una situazione in costante miglioramento: per la prima volta, nessuna area di balneazione è classificata come “scarsa”.
Un dato che rafforza la qualità complessiva delle acque regionali e rilancia l’immagine del litorale e dei laghi laziali in vista dell’estate 2026.
La delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Ambiente Elena Palazzo certifica un risultato significativo: il 93% delle aree risulta “eccellente”, mentre il 6% si attesta su livelli “buoni”.
Solo una minima quota, pari al 3%, rientra nella categoria “sufficiente”. In crescita anche il numero delle eccellenze assolute, che salgono a 206 su 221 aree complessive monitorate.
Un quadro che racconta di un territorio che, negli anni, ha investito in modo strutturale sulla tutela ambientale. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, parla di risultati che impongono “un cambio di narrazione”, sottolineando come mare e laghi rappresentino oggi un punto di forza sia per i cittadini sia per il turismo.
Fondamentale, in questo percorso, il lavoro di monitoraggio continuo affidato ad ARPA Lazio. Il programma per la stagione 2026 è già partito il primo aprile e proseguirà fino a settembre, con oltre 1.600 campionamenti tra coste e bacini lacustri.
Un sistema di controllo che non si limita ai parametri standard, ma include anche la sorveglianza su eventuali fioriture algali e fenomeni anomali, con interventi tempestivi in caso di criticità.
Entrando nel dettaglio territoriale, i dati premiano soprattutto le aree costiere. Nella provincia di Latina il 94% delle acque è classificato come eccellente, percentuale che si estende di fatto al 100% considerando anche le isole pontine.
Bene anche la provincia di Roma, con l’87% di qualità eccellente, e quella di Viterbo, che si attesta all’86%.
A livello comunale, spiccano diversi territori che raggiungono la totalità delle acque eccellenti. Tra questi Latina, Sabaudia, San Felice Circeo, Sperlonga, Gaeta e Minturno sul litorale pontino, mentre nella provincia di Roma si confermano ai massimi livelli Civitavecchia, Cerveteri, Ladispoli, Nettuno, Santa Marinella e la stessa Capitale. Fiumicino, inoltre, conquista per la prima volta il 100% delle aree classificate come eccellenti.
Segnali ancora più incoraggianti arrivano dai laghi, dove il 99% delle acque balneabili rientra nella fascia più alta di qualità. Promossi senza riserve bacini come Bolsena, Vico, Bracciano, Martignano e Nemi, insieme ai laghi del reatino e dell’area pontina.
Resta naturalmente il divieto di balneazione nelle aree sensibili, come porti, zone militari, foci fluviali e tratti interessati da scarichi autorizzati. Ma nel complesso, il quadro restituisce un Lazio sempre più competitivo sul piano ambientale.
Un risultato che, come sottolineato dall’assessore Palazzo, non è casuale ma frutto di un lavoro coordinato tra enti, controlli costanti e interventi mirati.
E che ora si traduce in una carta vincente per affrontare la stagione estiva: un mare e laghi più puliti, sicuri e pronti ad accogliere cittadini e turisti.
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