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Marrazzo autorizza la costruzione di un nuovo inceneritore di rifiuti ad Albano

Poco considerati i cittadini, trascurata la differenziata, si sospetta che vengano bruciati anche rifiuti campani

Il 30 dicembre 2007 Piero Marrazzo, presidente e commissario Emergenza Rifiuti della Regione Lazio, ha autorizzato la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento dei rifiuti
ad Albano, nella zona dei Castelli Romani.
Dilagano le proteste per una decisione presa nonostante il voto contrario del Consiglio regionale e la totale assenza di confronto ed informazione delle realtà territoriali interessate.
“Il Lazio non ha bisogno del quarto impianto, né ad Albano, né altrove – ha dichiarato Filiberto Zaratti, assessore regionale all’Ambiente, dopo aver rinunciato all’incarico di subcommissario alla raccolta differenziata- la costruzione servirebbe solo per bruciare i rifiuti di altre regioni come la Campania, soffocata dall’immondizia”.

Gli inceneritori, o termovalorizzatori, sono impianti maleodoranti, cangerogeni e inquinanti che l’Unione Europea ha dichiarato fuori legge, per questo quelli autorizzati dopo il 1° gennaio 2008 non hanno diritto ai contributi Cip 6, che vengono detratti dalle bollette elettriche.

Per il 16 gennaio 2008 dalle16 il XVI municipio, le associazioni e i cittadini hanno indetto una manifestazione davanti alla discarica di Malagrotta per esprimere il loro dissenso contro la decisione di Marrazzo di proseguire con l’interramento dei rifiuti a Malagrotta per tutto il 2008( vedi il nostro articolo del 18.12.07 ).

“Tra pochi mesi entreranno in funzione le due linee di Malagrotta in grado di trasformare in energia 200 mila tonnellate di rifiuti all’anno – spiega l’assessore Zaratti- diventeranno oltre 280 mila quando entrerà in funzione anche la terza linea di Malagrotta. Il termovalorizzatore in funzione a Colleferro brucia 200mila tonnellate annue; l’impianto già attivo di San Vittore ne brucia 100 mila; l’altro autorizzato a San Vittore, pronto fra un anno e mezzo, ne brucerà altre 120 mila. In tutto saranno bruciate oltre 700 tonnellate annue e 700 mila è esattamente la quantità di rifiuti prevista dal piano commissariale di Marrazzo. Temo che un quarto impianto serva a smaltire l’immondizia della Campania, cosa vietata dallo stesso piano del Commissario. E’ più urgente puntare sulla raccolta differenziata che nel Lazio è solo al 12%, mentre l’obiettivo previsto dalla legge è del 50% entro il 2010.”

“I cittadini, le associazioni dell’area interessata dal nuovo impianto e Fare Verde – ha detto Laura Marsilio dell’associazione Fare Verde e consigliere del VI municipio – stanno già da qualche tempo coordinandosi per preparare quella che si preannuncia come una lunga e difficile battaglia utilizzando tutti gli strumenti possibili, da quelli legali a quelli della mobilitazione sul territorio, il tutto per garantire il diritto alla tutela salute dei cittadini e per un ambiente che non venga definitivamente compromesso”.

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