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Massimo Di Gaetano in mostra a Latina

Dal 24 maggio all’8 giugno la Galleria Rosati ospiterà una sua personale. L'intervista all'artista romano

1- Di Gaetano 2005 olio su iuta. 2- Di Gaetano 2007 olio su tela.

Dal 24 maggio all’8 giugno prossimi, Massimo Di Gaetano presenterà con una personale alla Galleria Rosati di Latina le opere realizzate in questi ultimi mesi.

Noi lo abbiamo incontrato e gli abbiamo rivolto qualche domanda che ci ha consentito di conoscere meglio l’uomo e l’artista le cui opere sono visibili sul suo sito: www.massimodigaetano.com 

1) Massimo, come e quando nasce la tua passione per l’arte?

Come tutti i bambini anch’io da piccolo trascorrevo la maggior parte del tempo a disegnare. A sette anni ho realizzato il primo quadro a olio, un paesaggio di montagna. Per l’occasione ho utilizzato i colori e un cartone telato di mia madre, che dipingeva ed è stata la mia prima insegnante. Da quel momento non ho mai smesso. 

2) Come per molti artisti, anche la tua produzione ha attraversato fasi diverse, passando dall’astrattismo a una figurazione di stampo neo-espressionista. Da qualche tempo a questa parte, inoltre, hai scelto di dedicarti allo studio del paesaggio. Quale filo sottile lega questi tre momenti e in che modo sei riuscito non solo a fare tesoro dell’esperienza fatta ma anche a rielaborarla?

E’ normale che un pittore muti il proprio modo di esprimersi nel corso degli anni. Per quanto mi riguarda, anzi, ritengo che scelga di non cambiare soltanto chi insegue il mercato e finge di avere uno stile, sebbene ci si accorga di possederne uno all’improvviso e generalmente quando non lo si cerca.

La pittura astratta mi ha insegnato ad usare materiali molteplici e diversi tra loro, ma anche ad essere sintetico e rapido. La pittura figurativa “espressionista”, invece, mi ha fatto capire che non si deve aver vergogna di esprimere la propria interiorità.

Il paesaggio mi consente di utilizzare tecniche apprese precedentemente, realizzando quadri astratti, ma raccontare soggetti che risultano comprensibili a più livelli di lettura.

C’è da dire che non sono per la rappresentazione decorativa e “tranquillizzante”, anche se credo che sia finito il tempo dell’arte trasgressiva e aggressiva. E questo mi fa riflettere sul fatto che forse sto invecchiando. 

3) La tua produzione più recente trae ispirazione dalle dune del litorale pontino. Quali sono le sensazioni che suscitano in te e in che modo riesci a rielaborarle sulla tela?

Io dipingo in studio, sempre, e senza riferimenti fotografici, perché ho il terrore di essere descrittivo. Anche se la mia fonte d’ispirazione è il litorale pontino, sono stato un “guardiano del faro” e per diversi anni ho prestato servizio al Circeo. Nelle dune rivivo un modo per raccontare me stesso e non un soggetto esterno. Chi osserva i miei lavori spesso si riconosce nelle cose che sento e questa è la mia più grande soddisfazione. 

4) Nella personale in programma dal 24 maggio al 8 giugno prossimo sono presenti soltanto 20 opere. Da cosa è dettata questa scelta?

Alcuni quadri sono piuttosto grandi e la mia pittura ha bisogno di spazi liberi. Inoltre mi piace avere la sensazione che il “vuoto” presente nei miei lavori lo sia anche intorno alle tele. Una mostra personale è un quadro fatto di quadri, un momento nel quale l’allestimento è fondamentale. 

5) Quali sono gli aspetti del tuo lavoro nei quali pensi di avere maggiori margini di miglioramento e quali quelli nei quali ritieni di aver raggiunto una maturità completa?

Come tanti artisti anch’io sono alla ricerca perenne di un’evoluzione continua e ritengo di “dover” migliorare tutto. Insomma non esagero quando dico che non mi sento mai appagato per più di mezza giornata. 

6) Dopo anni di esposizioni personali e di collettive quale è oggi il rapporto con il pubblico?

Davvero ottimo. Anch’io che sono veramente un orso, grazie alle tante esperienze fatte, oggi sento di riuscire ad aprirmi nei confronti del pubblico. Devo dire che ho imparato molto soprattutto dalle mostre di strada, esperienze che consentono soltanto a chi le prova di capire realmente cosa significa il contatto diretto con la gente. La presenza a manifestazioni di durata e tipologia diversa mi ha fatto comprendere quanto sia forte il bisogno di comunicare: tante persone si fermano davanti ai quadri per parlare di se stesse. Si tratta di persone mai viste prima e che, forse, non vedrai mai più, gente che ti racconta esperienze personali o emozioni come se tu fossi una vecchia conoscenza. E di questo mi stupisco ogni volta, nella stessa misura in cui mi emoziono. 

7) Quale tecnica pittorica e quali soggetti dobbiamo aspettarci di trovare nella prossima produzione artistica di Massimo Di Gaetano?

Come artista amo mettermi in discussione e sperimentarmi continuamente, sia per quanto riguarda le tecniche sia per quanto riguarda le tematiche. Staremo a vedere fin dove mi condurrà l’ispirazione. 

8) Quali sono i prossimi appuntamenti presenti nella tua agenda?

Dopo la personale mi piacerebbe fermarmi e dipingere un po’. Le mostre tolgono molto tempo, e per la fine di ottobre è già in agenda la presenza al consueto appuntamento autunnale dei ”cento pittori” a via Margutta. Per il prossimo anno, poi, vorrei fare qualcosa di diverso….ma di questo, magari, parliamo in un’altra occasione.


Massimo Di Gaetano

Nasce a Roma nel dicembre del 1959 da genitori siciliani. Trascorre i primi anni della sua giovinezza, fino al 1973, nel quartiere romano dell’Esquilino. Successivamente si trasferisce con la famiglia a Via Reno, a due passi da Corso Trieste, dove rimane fino al 1987.

Ancora bambino, sollecitato dall’amore per l’arte trasmessogli dalla madre, anche lei pittrice, e sotto la sua guida, inizia a disegnare e a dipingere. Nel 1978 si diploma al Primo liceo artistico di Via Ripetta e successivamente frequenta il corso di pittura dell’Accademia di Belle Arti.

Personalità poliedrica, appassionato di pittura, fotografia, comics e ogni altra forma di espressione artistica contemporanea, Di Gaetano lavora per diversi anni come grafico pubblicitario.

La sua lunga attività espositiva inizia nel 1983 con una collettiva a Palazzo Venezia. Negli anni partecipa a numerose manifestazioni artistiche, sia individuali sia collettive, come le esposizioni dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta – della quale è socio ordinario dal 1986 – e ad alcune iniziative sperimentali, come la mostra-concerto realizzata al "Classico Village" di Testaccio nel 2001.

Diversa nel tempo la sua produzione: dalla pittura astratta-informale di ascendenza americana alla figurazione di stampo neo-espressionista. Da qualche anno Massimo si sta dedicando allo studio del paesaggio, soggetto che gli consente di utilizzare le esperienze maturate in passato e di appagare l’accresciuto bisogno interiore di comunicare con quanti si avvicinano alle sue tele. Fonti d’ispirazione dell’ultima produzione sono il mare, le dune, la spiaggia, la vegetazione che caratterizza il litorale pontino e, più in particolare, Sabaudia, paesaggi rielaborati con stile sintetico, metafore del continuo, impercettibile mutamento della vita.

Diversi i materiali e i supporti impiegati: tele di iuta o di cotone grezzo, applicazioni di garza, cuciture e strappi lavorati con colori ad olio, talvolta integrati da pastelli.

Tra le tecniche a lui più care quella del "bagnato su bagnato", procedimento che consente al colore, applicato sulla carta umida o su un precedente strato di pittura ancora bagnata, di espandersi realizzando un dipinto dai toni molto stemperati con pennellate sciolte e spontanee.

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