Massimo Miglio non è più a capo dell’ufficio antiabusivismo del Comune di Roma

La revoca dell'incarico da parte del Campidoglio scatena le polemiche del Pd
di Alessia Maestà - 7 Novembre 2008

Massimo Miglio, capo dell’ufficio comunale contro gli abusi edilizi è stato rimosso dall’incarico “per le esigenze della unità organizzativa del decoro urbano del Gabinetto del Sindaco". Nonostante il 10 ottobre Alemanno in persona avesse smentito le voci che anticipavano questo provvedimento, la cessazione anticipata del distacco presso il Comune di Roma è arrivata comunque. Miglio tornerà al suo ruolo di dirigente Ama.

"E’ anomalo – spiega Alemanno – mantenere presso il Gabinetto una funzione che è propria di un Dipartimento. E’ illegale mantenere in distacco il dipendente dell’Ama, come il geometra Miglio, presso gli uffici comunali, tripicandogli oltretutto lo stipendio. La nostra stima nei confronti di Miglio non può essere una motivazione per sottoscrivere azioni non corrette ereditate dalla precedente Giunta. Quando il 10 ottobre abbiamo affermato che Miglio sarebbe rimasto al suo posto non avevamo potuto valutare l’arbitrarietà con cui l’Amministrazione precedente ha organizzato i propri uffici di diretta collaborazione".

Subito scatta la polemica e insorgono gli esponenti del PD. Il capogruppo Umberto Marroni parla di “grave decisione della giunta Alemanno, dopo anni di impegno costante nella lotta all’abusivismo edilizio”. “Una scelta – afferma  Marroni- che potrebbe comportare il conseguente smantellamento dell’ufficio deputato a contrastare gli abusivi di carattere edilizio.
E mentre i consiglieri del PD, ad uno ad uno, attaccano la decisione del Campidoglio schierandosi a difesa di Miglio, l’assessore al Personale Cavallari, parla di una difesa strumentale definendo Miglio “un abusivo che si occupava di abusivismo”.

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E la polemica prosegue: “Le dichiarazioni dell’Assessore Cavallari – replica Marroni – sono indecenti perché attaccano il responsabile Massimo Miglio che come dirigente si è adoperato in questi anni per la difesa delle regole e della legalità ricevendo nel corso del suo operato anche minacce fisiche e verbali. Tali dichiarazioni confermano le nostre preoccupazioni perché dimostrano che la scelta di rimuoverlo dall’incarico è una scelta di carattere politico e non formale”.

Antonio Di Maggio alla guida dell’ufficio anti-abusivismo


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