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Maturità 2026, al via gli esami per 527mila studenti: per il tema d’attualità escono Husmann e Calabresi

Alle 8:30 l'apertura dei plichi telematici con le sette tracce del MIM. Sei ore a disposizione per l'italiano. La vigilia dei maturandi romani tra i cori al Mamiani e al Giulio Cesare sulle note di Venditti

La notte dell’attesa, delle canzoni urlate a squarciagola davanti ai cancelli della scuola e delle ultime, disperate ripassate si è ufficialmente chiusa alle 8:30 di stamattina, giovedì 18 giugno.

Con l’apertura dei plichi telematici inviati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), è scattata ufficialmente la Maturità 2026.

Sui banchi di tutta Italia si sono seduti 527.747 candidati (in leggera crescita dello 0,6% rispetto allo scorso anno, con 513mila interni e 14mila esterni) per affrontare la prima prova scritta: il tema di italiano, identico per tutti gli indirizzi di studio.

Sei ore di tempo e sette tracce tra cui scegliere, strutturate secondo le tre canoniche macro-aree: l’analisi del testo (Tipologia A), il testo argomentativo (Tipologia B) e il tema di attualità (Tipologia C).

E proprio su quest’ultimo fronte sono arrivati i primi nomi ufficiali blindati dal ministro Giuseppe Valditara: per la riflessione contemporanea i maturandi si stanno misurando con i testi della giornalista tedesca Wenke Husmann e dello scrittore e giornalista italiano Mario Calabresi.

I numeri della macchina d’esame

A blindare la regolarità del voto e delle procedure c’è una macchina organizzativa imponente. In tutta la penisola sono state mobilitate 13.989 commissioni d’esame, dislocate all’interno di 27.884 classi.

Dal punto di vista della popolazione scolastica, la fetta più grande dei candidati è rappresentata dai liceali, seguiti a ruota dagli iscritti degli istituti tecnici e, infine, dai ragazzi delle scuole professionali.

A tutti loro, poche ore prima della consegna dei fogli protocollati, è arrivato il tradizionale in bocca al lupo del ministro Valditara, che attraverso un messaggio ufficiale ha esortato i ragazzi “ad affrontare la prova con massima serenità, cogliendo l’esame come l’occasione d’oro per valorizzare i propri talenti personali e l’intero percorso di crescita umana e culturale compiuto nei cinque anni di scuola”.

Immagine di repertorio

La notte dei desideri: il rito romano davanti ai licei

Ma la Maturità, si sa, è un fatto sociale prima ancora che accademico. Anche quest’anno la Capitale ha celebrato il suo personalissimo e poetico rito della “Notte prima degli esami”.

Un pellegrinaggio laico che ha visto migliaia di ragazzi darsi appuntamento sotto le finestre delle proprie aule fin dalle prime ore della sera di mercoledì.

Dal cuore di Prati al quartiere Trieste, la mappa della vigilia ha ricalcato la geografia dei licei storici di Roma:

I classici e lo scientifico: Capannelli di studenti, striscioni colorati e abbracci si sono registrati davanti agli ingressi del Mamiani, del Giulio Cesare, del Virgilio e del Cavour.

Il coro collettivo: A mezzanotte in punto, chitarre alla mano e smartphone accesi a fare luce, è scattato il momento più emozionante e immancabile. Centinaia di voci si sono fuse per intonare “Notte prima degli esami”, il capolavoro di Antonello Venditti che da quarant’anni esatti cura l’ansia e sigilla i ricordi dei maturandi romani.

Finiti i cori e srotolati gli striscioni, stamattina è rimasto solo il silenzio dei corridoi e il fruscio delle penne sul foglio. Per i 527mila ragazzi del 2026 la scalata verso il diploma è ufficialmente cominciata.

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