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Metro C aperta per un giorno la stazione Parco di Centocelle

Il 20 settembre. Ora inizia il conto alla rovescia per l'entrata in servizio della prima tratta

In occasione della settimana Europea sulla Mobilità sostenibile e l’apertura ai visitatori della moderna e supertecnologica stazione della Metro C di Centocelle Parco di Centocelle è iniziato in conto alla rovescia che ci porterà all’entrata in servizio del primo tratto di una delle più costose metropolitane del mondo.

L’Assessore alla Mobilità del Comune di Roma Improta ha confermato che sarà l’11 ottobre il giorno in cui i cittadini romani e non, potranno accedere ai treni e percorrere in pochi minuti la distanza che va da Pantano a Centocelle. Restano tuttavia problemi irrisolti che neppure i politici locali sembrano più sollevare, in quanto tutti dediti ad esternare apprezzamenti sull’opera ed affidare ai cinguettii di Twiter o ai Mi Piace di Fb gli aggettivi più disparati.

DSC09240L’opera è bella, moderna e si spera funzionale e sicura. Ma a noi non interessa fare una valutazione estetica dell’opera (lo abbiamo già fatto la scorsa settimana in occasione della visita alla stazione Teano, dove fervono anche li i lavori per realizzare gli altri step dell’opera che ci porterà fino alla stazione di S.Giovanni per incrociarsi con la linea A, ed è per questo che rimaniamo sorpresi della lentezza con cui si procede all’acquisizione al patrimonio pubblico di via delle Tuberose e restiamo terrorizzati dal caos che potrebbe venire a crearsi dall’11 ottobre quando migliaia di viaggiatori all’ora saranno “scaricati” proprio nel bel mezzo della trafficata via Casilina.

Ricordiamo ancora le proteste degli allora Presidenti dei Municipi VI- VII e VIII, Palmieri, Mastrantonio e Lorenzotti che durante un incontro avvenuto nella sede dell’ex Municipio Roma VII denunciavano ai dirigenti del Dipartimento Mobilità e ai responsabili di MetroC e Roma Metropolitane il caos che sarebbe derivato in caso di un’attivazione parziale della Metro da Pantano a Centocelle.

DSC09226Erano gli inizi del 2013 e l’allora Sindaco Alemanno voleva a tutti i costi fare l’inaugurazione di un’opera attesa da anni da romani. Gli allora presidenti (di essi il solo Palmieri è stato confermato nel nuovo Municipio Roma V) erano convinti che da una attestazione a Centocelle e da una riduzione della linea del bus 105 sarebbe scaturito un caos infernale e suggerivano di potenziare i lavori alla Stazione S. Giovanni, perché quella si avrebbe dato una risposta positiva alla mobilità e al trasporto pubblico.

L’inizio e la partecipazione di Roma a questa settimana Europea sulla Mobilità sostenibile, registra la bella iniziativa dell’apertura al pubblico della Stazione della Metro C di Centocelle/Parco di Centocelle, con una bellissima mostra fotografica, tanti addetti all’accoglienza che rispondevano ad ogni tipo di domanda relative sia alle difficoltà incontrate nella realizzazione dell’opera e sia sul proseguimento dei lavori fino alla realizzazione del progetto definitivo, la possibilità di vedere il treno supertecnologico e il percorso per arrivarci fatto a misura anche per viaggiatori con difficoltà motorie o visive. In sostanza si è potuto toccare con mano quello che in maniera molto, ma molto ridotta (rispetto ad esempio ad una attestazione del percorso a Piazza Venezia) inizieremo ad utilizzare dall’11 ottobre.

DSC09242Tuttavia ci colpisce, in una settimana dedicata alla mobilità sostenibile l’assenza assoluta di qualsiasi notizia riguardante il famoso o famigerato Anello Ferroviario, un cavallo di battaglia politica (a parole e a dichiarazioni) delle Giunte guidate da Rutelli e Veltroni e, da ultimo, da Alemanno. Eppure si tratta di uno strumento indispensabile ed economico dal punto di vista dei costi e dal punto di vista della funzionalità per fare sistema nel complesso sistema del trasporto pubblico tangenziale a Roma e che potrebbe assicurare una cura del ferro per tutta la città, cura iniziata e poi sospesa.

Quindi si rinuncia ad un Anello ferroviario che sarebbe strategico, come lo è quello stradale,  con la concreta possibilità di non intasare oltre misura di traffico la Capitale e non costringendo all’immobilità il popolo dell’hinterland romano e milioni di turisti che ogni anno vengono a visitare la città eterna.

Un vero mistero della politica romana, che poi forse tanto misterioso non è. Se se si pensa (a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia mai o quasi) che il difetto vero della sua mancata realizzazione risieda forse proprio nell’esiguità della sua spesa a fronte delle iper costose linee metropolitane. Le grandi opere si sa fruttano sempre di più.

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