Metro C: per ora niente accordo, gli operai rimangono a casa

Improta: "La situazione è in via di definizione". Ma mancano i fondi e non è stato approvato il nuovo cronoprogramma

Ancora incerto il futuro dei 3000 operai della Metro C. Il vertice di mercoledì 4 settembre – ormai è difficile contare quanti se ne sono svolti – in cui si prevedeva la firma di un nuovo accordo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei finanziatori dell’opera si è concluso con un’ulteriore rinvio. Questo significa che l’annuncio del sindaco Marino di una riapertura dei cantieri per il 10 settembre, come affermano dal comitato imprese affidatarie, è un’altra delle tante bugie rifilate in questi anni ai poveri lavoratori.

“La situazione è in via di definizione, ma ha compiuto passi significativi verso una sua conclusione e crediamo che i cantieri possano riaprire entro qualche giorno”. Continua a dichiarare l’assessore alla mobilità Guido Improta, anche se per il momento sembra davvero difficile visto che non c’è nessuna soluzione in vista per lo sblocco dei 230 milioni che Roma Metropolitane deve al Consorzio Metro C necessari per portare avanti l’opera. E per giunta il nuovo cronoprogramma per l’apertura delle varie tratte della metropolitana ancora non è stato approvato

Sembra però che sia stata raggiunta un’intesa di massima pronta ad essere verificata dal Ministero delle Infrastrutture che riguarda una rideterminazione dei rapporti tra contraente generale e Roma Metropolitane su ridefinizione della tempistica e risoluzione del contenzioso cumulato dal 2008 a oggi. L’intesa non andrebbe a genio al comitato delle imprese affidatarie che dichiara: «Il committente non vuole effettuare il pagamento avendo sia la disponibilità dei fondi che un accordo approvato, rendendosi così inadempiente. Siamo bloccati perché le banche non intendono più finanziarci, visto che il consorzio è attualmente fuori di 250 milioni. Tempo e soldi, se sono stati buttati, sono dovuti al comportamento delle varie amministrazioni e non sono imputabili alla nostra società».

Vertici su vertici tutti finalizzati a scaricare la colpa su questo o quello, ma agli operai rimasti senza lavoro che ogni giorno devono fare i salti mortali per mantenere le loro famiglie non ci pensa mai nessuno?

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